Intanto auguri di pronta guarigione.
Io nel frattempo cerco di sopravvivere qui a Kabul, ci siamo organizzati con guanciale, salsicce, spaghetti, vino e quant'altro necessario in barba a Maometto e al Mullah Omar.
La sera alle 5 ci chiudiamo in cas per prudenza e ci dedichiamo alla cucina poi partita a tresette (con wisky) e via a dormire.
Come vedi malgrado tutto ci si arrangia e, con scorta armata e mutande di bandone, si riesce anche a lavorare.
Mi piacerebbe poter mandare qualche foto per far vedere anche qui come gli afgani da soli e con l'aiuto di un geologo fanno le strade, megli di come si fanno da noi.
Certo e' deludente che finora si siano avute cosi' poche adesioni anche se l'interventodi Egidio mi conforta.
Forza ragazzi LOTTA DURA SENZA PAURA