Riporto per conoscenza parte della risposta data in privato a GEOMugello:
....."Ciao Stefano, sono d'accordo con te. Secondo la mia personale interpretazione, il progetto di riporto delle terre "elude" dall'art.186, in quanto oggetto di produzione delle terre e rocce. Cerco di spiegarmi meglio, l'art. 186 norma la gestione delle terre di scavo in un determinato cantiere, che giustamente devono essere "impiegate direttamente nell'ambito di opere o interventi preventivamente individuati e definiti" gia nell'ambito della DIA o del Permesso a Costruire. L'art. 186 non norma il progetto di riporto delle terre, che sarà oggetto di un altro permesso a costruire e che dovrà prescrivere la provenienza delle terre di scavo da utilizzare in base alla destinazione d'uso del sito di destinazione ed alle prescrizioni dell'art. 186 stesso.
In parole povere come fai a individuare preventivamente le opere e gli interventi di riutilizzo se prima non te le approvano??....."
Saluti
Massimo
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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