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Originariamente inviato da: Concetta Buonocore
... agli ordini regionali non si rendano conto dei problemi che oggi ha un libero professionista. Problemi vertiginosamente aumentati negli ultimi anni.


Cara Concetta, non ce l'ho assolutamente con te...ma quando fai alcune affermazioni...mi costringi a risponderti.
Chi ti parla è un libero professionista, che da 12 anni cerca di campare esercitando esclusivamente questa professione, che vive i problemi quotidiani di tutti i geologi professionisti e cerca di affrontarli con dignità e con coscienza.
Questo professionista, uno dei tanti, ha deciso (un pò x caso...devo dire la verità) di impegnarsi anche per la propria categoria e circa 6 anni fa si è candidato al proprio ORG, riuscendo anche ad essere eletto (credo di essere stato tra i consiglieri + giovani eletti nei tempi moderni...). Mi sono ricandidato alle scorse elezioni e sono stato rieletto, tant'è che ricopro allo stato attuale una importante carica istituzionale.
Adesso ti chiederai il perchè ho fatto questa premessa....l'ho fatta per farti capire che gli ordini regionali sono fatti, in genere, da persone che vivono e ben conoscono i problemi della professione...proprio perchè li sentono sulla propria pelle!!!
Ciò non toglie che ci possano essere ordini + sensibili di altri, o ordini che lavorano o che appaiono + di altri....
Ripeto, per quello che posso testimoniare, personalmente ho un bellissimo rapporto con gli iscritti, un rapporto forte, incentrato sul rispetto per il lavoro svolto, per i risultati raggiunti ma, anche lì dove si sono avuti fallimenti, sul riconoscimento dell'impegno pieno e della buona fede.....

Allo stesso tempo devo farti notare che coloro che partecipano ad organismi di rappresentanza (Ordini Regionali e Consiglio Nazionale) non hanno alcuna remunerazione. Per capirci De Paola non prende lo stipendio da presidente del CNG. Coloro che fanno parte di tali strutture hanno diritto esclusivamente ad un rimborso spese che non è un gettone di presenza, bensì un rimborso delle spese vive sostenute (ad esempio biglietto aereo o ferroviario per raggiungere Roma).

Per il resto devi renderti conto che tante storture, che possiamo tranquillamente discutere qui o altrove, non possono essere modificate da nessuno se non dal Parlamento....il che rende molte critiche (verso l'EPAP ma anche verso gli Ordini in genere) ingiuste e gratuite....

Tornando all'EPAP, più volte l'Ente ha manifestato la necessità di trovare meccanismi che consentissero di incrementare i montanti. Purtroppo il limite della Riforma Dini è questa e ti assicuro che anche la situazione delle altre casse è la stessa!!
Personalemente, visto che si parla di idee ma così in libertà, vedrei bene l'inceremento del contributo integrativo dal 2 al 4% facendo sì però che il 2% in + possa concorrere alla costituzione del montante contributivo (Ricorda che il contributo integrativo è a carico del cliente).
Un altra possibilità potrebbe essere quella di innalzare il contributo soggettivo dal 10% al 15% in modo da ridurre il tasso di scopertura.
A tali incrementi,inevitabili, dovranno necessariamente corrispondere dei benefici per gli iscritti sul ramo assistenziale. Ho fatto l'esempio dei mutui, dei prestiti che se erogati ad un tasso di poco superiore a quello di rivalutazione consentirebbero all'EPAP di ricapitalizzare i contributi ed agli iscritti di avere del denaro ad un tasso nettamente inferiore a banche o finanziarie.
Anche accedere ad un'assistenza sanitaria gratuita o quasi, mediante stipula di una polizza a costo quasi zero potrebbe essere un ulteriore aiuto.


quandu u sceccu non voli mbiviri...ambatula mi nci frischi...
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Dopo aver letto gli ultimi post degli amici che partecipano alla discussione, colgo con soddisfazione il fatto che spostandosi sui temi più generali è possibile dialogare meglio per poi, eventualemnte puntare sul particolare.
Ora non vi è dubbio che Epap sia nato con una legge ed in un momento in cui le Casse Previdenziali pubbliche o private di diritto pubblico avevano sfondato ogni e qualunque riserva dopo decine di anni di sperperi, regali assistenzialistici e piacevolezze varie. Ma non vi è dubbio che esse abbiano da subito operato in modo da evitare gli errori accumulato per una politica dissennata che ha creato un popolo di pensionati prematuri, di invalidi civili e via dicendo. Ed infatti come ripeto, al momento ed, in proiezione attuariale (addirittura oggi sta per essere imnposto un periodo di trent'anni come base) non vi sono motivi per rietenere a rischio la stabilità economica e finanziaria delle stesse Casse.
Per quanto attiene le osservazioni giustissime d geoalfo, ritengo pienamente in linea le azioni attuali che Epap porta avanti per il conseguimento, fra gli altri, degli obiettivi da lui indicati come primari.
Allora: è in piena discussione la revisione dell'entità del contributo integrativo da utilizzare, nella sostanza, per la rivalutazione dei montanti personali; è già possibile aumentare il proprio contributo minimo portandolo anche oltre il 15% (vedi miei interventi precedenti; per quanto attiene prestiti e mutui, riporto quanto, al momento già possibile:

NUOVO REGOLAMENTO
Art. 19 bis - Sussidi

1. L’Ente oltre alle attività assistenziali già stabilite dalle leggi vigenti può erogare, secondo quanto stabilito da un apposito regolamento da emanarsi ai sensi dell'art. 7, comma 6 lett. f) dello Statuto, sussidi annualmente stanziati, in sede di bilancio preventivo per l’anno di riferimento, nelle seguenti forme:
a) sussidio, nel caso in cui si verifichi un comprovato stato di bisogno per disagio economico contingente con specifico riguardo ai casi particolari conseguenti lo stato di malattia o infortunio;
b) assegno di studio a favore dei figli dell’iscritto deceduto, se versano in condizioni di disagio economico.
2. Il regolamento di cui al comma 1 potrà disciplinare ulteriori casi di comprovato e effettivo bisogno derivante da cause diverse da quelle elencate.

Art. 19 quater - Agevolazioni in caso di calamità naturali

1. Nei casi di catastrofe o di calamità naturali dichiarati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri previsto dall’art. 5 della legge 8 dicembre 1970, n. 996, e successive modifiche o integrazioni, l’Ente può adottare provvedimenti per agevolare gli obblighi contributivi degli iscritti che risiedano o che esercitino la professione in un Comune colpito da uno degli eventi indicati nel citato decreto e che, a causa di esso, abbiano subìto un danno comunque incidente sulla loro attività professionale.

Art. 19-quinques - Piccoli prestiti

1. Agli iscritti in regola con la contribuzione, possono essere concessi piccoli prestiti, su spese documentate, fino ad un massimo equivalente a quanto previsto dal prestito d’onore, entro i limiti del relativo stanziamento annuale per l'acquisto di beni strumentali e funzionali all'esercizio della professione; l’erogazione del piccolo prestito è disciplinato da apposito regolamento, entro i limiti del relativo stanziamento annuale.
2. L'erogazione dei piccoli prestiti è effettuata in relazione alle spese effettivamente sostenute, sempre che vi sia regolarità nei versamenti contributivi.

Per quanto riguarda l'assistenza saniatria integrativa:

Art. 19 ter - Assistenza sanitaria integrativa

1. L’Ente predispone forme di assistenza integrative aperte alla adesione volontaria degli iscritti, con lo scopo di erogare agli iscritti in attività o in pensione e ai loro familiari, nell'ambito di un sistema di mutualità, prestazioni integrative dell'assistenza fornita dal Servizio Sanitario Nazionale finanziate tramite apposito contributo e secondo le modalità previste da un apposito regolamento conforme ai principi dell'art. 3, comma 3 dello Statuto, la cui approvazione e/o modificazione è soggetta alla procedura prevista per il Regolamento dell’Ente.
Hanno diritto all’assistenza gli iscritti e il relativo nucleo familiare che posseggono i requisiti stabiliti dal predetto regolamento, con le modalità in esso contenute.
2. Le prestazioni hanno carattere esclusivamente economico ed integrativo di quelle fornite dal Servizio Sanitario Nazionale e riguardano solo quelle previste dal tariffario presente nel regolamento di cui al comma precedente.
L'erogazione delle prestazioni viene effettuata in relazione alle spese effettivamente sostenute nei limiti previsti dalle tariffe in vigore, sempre che vi sia regolarità nei versamenti contributivi di cui al comma 1.

Posso aggiungere che la gratuità (o quasi) dell'assistenza è un obiettivo specifico dell'ente che a brevissimo si farà vivo su questa materia

Per quantoa attiene la contribuzione:

Art. 20 - Contribuzione volontaria

1. L'iscritto contribuente, qualora cessi l'attività professionale che ha dato luogo all'obbligo di iscrizione prima di aver raggiunto l'età minima per il conseguimento del diritto alla pensione, può proseguire a titolo volontario il pagamento dei contributi all'Ente.
2. La facoltà di cui sopra è concessa a condizione che l’iscritto mantenga l’iscrizione nell’Albo professionale e possa far valere almeno una annualità contributiva nel quinquennio precedente la data della domanda ovvero almeno tre annualità contributive qualunque sia l’epoca del versamento.
3. L'iscritto ammesso alla contribuzione volontaria deve corrispondere all'Ente almeno il contributo soggettivo minimo di cui all'art. 3, maggiorato del contributo integrativo minimo di cui all'art. 4.
4. L’iscritto ammesso alla contribuzione volontaria, ove interrompa il pagamento dei contributi, può riprenderlo entro il termine perentorio di sei mesi dalla scadenza prevista per il pagamento dell’ultimo contributo dovuto, maggiorandolo degli interessi di mora in conformità con il comma 1 dell’art 10.
5. Le modalità di determinazione della corresponsione della contribuzione volontaria da parte dell’iscritto sono disciplinate da apposito regolamento attuativo.

Sulle specificità applicative di questa norma regolamentare vi rimando (come detto) a mio preceedente post.

Il discorso più generale sulla vetustà delle impostazioni ordinistiche è fuori discussione(bersani o non Bersani) La questione è talmente seria che il nostro Consiglio Nazionale aveva una propria proposta di modifica dell'ordinamento professionale da alcuni anni. Ebbene, Bersani è stato capace di produrre uno sforzo che di innovativo e di postivo ha ben poco, giacchè sventolando labandiera delle liberalizzazioni ha mortificato ogni caratteristica del sapere professionale, relegandolo a pura attività commerciale all'interno della quale ogni ribasso è possibile, ogni scadimento della qualità resta un capitolo senza risposta. Ebbene, io ritengo che gli Ordini, lungi dall'essere Istituzioni inutili abbiano in se la capacità di rinnovarsi e di migliorarsi qualitativamente. La proposta del CNG, in uno con il CUP, è lì ed attende un riscontro. Altro che Enti superati! Gli Ordini, da soli, senza l'intervento di leggi specifiche, si sono avviati sulla strada della qualità. I percorsi formativi di cui tanto si sente il bisogno, seppure non ancora normati, sono già in corso in alcune zone e ben presto, vedrete che interesseranno tutte le altre.
Epap è certamente interessata al discorso di categoria e lo ha dimostratoabbondemente partecipando alla manifestazione di piazza tenutasi a Roma il 12 ottobre 2006 e partecipando attivamente alla raccolta delle firme che il CNG organizzò con il CUP nel tentativo di arginare il massimalismo Bersaniano.
Allora? Bisogna andare avanti, bisogna, su questo sono molto d'accordo con Concetta, ricollegarsi più spesso con la base, almeno con quella base interessata seriamente al riconoscimento dei giusti diritti tra i quali quello, dopo una vita di studi e di sacrifici, si possa aspirare ad un giusto trattamento pensionistico.

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Premesso che ringrazio anticipatamente Geoalfo e Concetta Buonocore per aver apprezzato il mio precedente intervento in merito alle probblematiche di avere una pensione degna per la nostra vecchia ed in particolare all'osservazione fatta circa come si può tentare di avere pensioni più dignitose da parte del nostro Ente.
In cui proponevo che la strada da percorrere è di proporre delle osservazioni, congiuntamente alle altre casse previdenziali attivate con la riforma Dini, per cambiare la normativa attualmente vigente in modo da poter eventualmente rivalutare il montante senza il limite imposto dalla vigente normativa ed aggiungo la problematica della doppia tassazione.

Rimango, comunque, del parere che per coprire il GAP PREVIDENZIALE che ci sarà sempre, l'unica scelta da fare è la previdenza complementare.

A tal fine invito l'amico Lucio, chè ho avuto il piacere di sostenere attivamente e geoafo, ognuno per le proprie cariche ricoperte, di farsi carico se condividono le idee di porre l'attenzione la questione in sede di CIG-EPAP e al proprio consiglio regionale.

Nel mio piccolo in occasione del riscatto degli anni di laurea (Vi ricordate il vecchio regolamento non prevedeva la possibilità di riscattare gli anni di laurea), ho sollevato quasi da subito il problema scrivendo anche un email all'Ente, al mio Ordine e al Dott. Girardi.

Il regolamento è stato cambiato, ed oggi è possibile riscattare gli anni di laurea.

Quindi, invito tutti i frequentatori del forum a proporre idee, suggerimenti ma, anche, malfunzionamenti cosi come proposto dal dott. Girardi, per migliore il nostro Ente che ha in mano il nostro futuro.





geo.ca
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Colgo l'invito di Angelo1968.
La mia proposta è di ridurre i membri del CIG e quindi l'ammontare dei compensi o in generale della macchina burocratica, con i soldi ricavati iniziare un programma di prestazione integrative al sistema sanitario nazionale.

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Caro Angelo 1968, credo che il tuo intervento sia di notevole interesse per quanto attiene il contenuto che devono avere le discussioni sul forum che, in verità nonostante sporadici ma poco significativi scadimenti, va arricchendosi di proposte calzanti e meritevoli di approfondimento. Come quella della doppia tassazione! E' verissimo, questo è uno dei problemi maggiori da superare in fase legislativa. Credo, in buona sostanza che l'ente possa e debba attivarsi maggiormente verso l'esterno perchè l'ingiuria di una riforma riversatasi pesantemente sul lavoro di tanti professionisti abbia ad essere moderata se non cessare del tutto.
Ti assicuro che, a valle di cambiamenti sostanziali che l'Ente ha compiuto finora, c'è assolutamente bisogno di dare respiro ad un'azione più cogente all'esterno. Tuttavia, come è chiaro è necessario creare proposte politicamente sostenibili e diffonderle all'esterno fino alla condivisione. In questo EPAP, Consiglio Nazionale ed Ordini Regionali saranno in grado di sollevare con forza la questione. Ultimamente, infatti, l'unisono fra queste Istituzioni ha trovato momenti di specifica attuazione ed è con questa operatività che è possibile raggiungere traguardi anche all'esterno dell'ente, presso gli apparati politici ed amministrativi verso cui indirizzare le proposte.
Al momento all'interno di ADEPP e nel contesto delle Casse ex 103/96, esiste una discussione molto forte in tal senso. Ritengo che in questa discussione EPAP possa far emergere con forza le proprie proposte.
Ringrazio Angelo per l'apporto fornito alla mia proposizione elettorale della, quale, ritengo abbiamo discusso dei contenuti a suo tempo. Contenuti che trovano conferma nelle questioni di cui il Collega Angelo ha discusso.
Buon lavoro a tutti.

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Salve, la mia critica sullo scollamneto dell'ordine regionale dalla sua base si riferiva all'ordine della regione campania che ha appena sfornato l'APC obbligatorio. Si devono racimolare i crediti sufficienti per non essere sospesi dall'esercizio della professione. Hanno istituito una commissione che deve applicare, vigilare decidere della nostra sorte. Intanto hanno gia' organizzato un convegno internazionale sull'influenza del terroir sulla qualita' dei vini... Mi fa molto piacere che GEOALFO si prodighi per i colleghi calabresi!
Condivido la proposta di GEOALFO sulla possibilita' di incrementare il montante contributivo. Ma mi chiedo a cosa serve il contributo di solidarieta'?
L'epap investe i soldi dei nostri contributi e dagli articoli della rivista si capisce che hanno un buon rendimento, 4% medio. Per fare dei buoni investimenti spende fior di soldi per consulenze finanziarie. Basterebbe che un po' di questi soldi verrebbero impiegati per rivalutare il montante contributivo di ogni contribuente e gia' il discorso cambierebbe. Forse l'epap lo fa gia'? Gradirei avere chiarimenti sull'argomento e su come vengono impiegati i soldi derivanti dalla gestione finanziaria. Inoltre vorrei sapere, ma la rivalutazione del montante viene fatta solo al momento del pensionamento? infine non ho ancora chiaro il ruolo del fondo di emergenza....
saluti. Concetta Buonocore

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