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ciao giacomo,
ti ringrazio per l'offerta ma EERA, NERA e a questo punto il mitico .... Simnostmod, li ho.
si tratta di ... imparare ad usarli bene, l'argomento è molto ampio, complesso e si rischia di dare solo .. numeri.
se puoi consigliarmi dei documenti li leggerò volentieri

In effetti il mio indirizzo mail registrato nel forum è impreciso, tiscali ha eliminati il net finale da qualche anno ma in altre occasioni l'indirizzo ha funzionato ugualmente, comunque ti ringrazio ancora per la disponibilità.


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Ciao Giacomo sono Pier Paolo Ferraro. Ti volevo chiedere:
Elaborando con EERa e NERA. Ho notato una grossa differenza tra gli spettri di risposta generati con la coppia M-D proposti dalla disaggragegazione del CD "Microzonazione" e quelli elaborati con la coppia M-D ricavata dalla disaggregazione proposta da sito esse1-gis-mi-ingv.it. In particolare nella prima ipotesi gli spettri superano ampiamente le risposte elastiche di quelli dell'OPCM 3274 e NTC/2005 (ammesso che siano ancora da prendere in esame) diventando così troppo onerosi, non trovi? Poi: Come considerate nel sisma di riferimento il fattore durata? Inoltre concordo con il fatto che i parametri G/G0-gamma e gamma-smorzamento essendo di fondamentale importanza sarebbero da rilevare in sito (ammesso che il laboratorio geotecnico sia davvero attendibile). Si possono trovare dati bibliografici attendibili solo sulla RIG o conosci altre pubblicazioni? Volevo anche chiedere: ma con le NTC/2008 le 4 zone sismiche scompaiono definitavamente anche in termini di microzonazione comunale? Inoltre, se il parametro di amplificazione stratigrafica in categoria D assume valori di 0,9 allora di che amplificazione si tratta?? Viene compensato con ag?? Potrà il geologo indicare i valori medi di Fo, ag e T*c. Ti saluto e grazie anche a chi vorrà fornire risposte concrete. Complimenti a tutti per il forum e grazie anche il Prof. Mucciarelli per i suggerimenti

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Non ho seguito il convegno del Prof. Mucciarelli a Roma, ma nel suo post ho rilevato dell'importanza di determinare la non linearità delle Shear wave presente nei terreni sabbiosi. Sulla base degli studi del dipartimento di ingegneria sismica di S.Diego, che suddividono i peak ground acceleration in eventi very small, small e moderate, dobbiano modificare in partenza le shear wave e il modal damping in relazione alla profondità e all'evento sismico, oppure i software tipo NERA determinano automaticamente la non linearitè tra le determinazione statiche e quelle dinamiche nei suoli incoerenti?? Volevo inoltre chiedere vi sono ricerche simili eseguite su rocce carbonatiche assimilabili a quelle dell'appennino meridionale?? Grazie per le eventuali risposte.
Dr. geol. Pier Paolo Ferraro

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ciao a tutti! Vi pongo una domanda per me fondamentale circa il programma EERA per la valutazione del fatttore di amplificazione sismica locale:
Nel worksheet Amplification non mi è chiaro in quale cella devo inserire numero dello strato di input (nel mio caso il tetto del bedrock) ed in quale devo inserire il numero dello strato per il quale devo calcolare l'amplificazione.
Nel manuale di EERA è specificato:
Cell. D1: il numero del primo sublivello.
Cell. D3: il numero del secondo sublivello.
Ma primo e secondo rispetto a che? Forse al segnale di arrivo?

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Ti consiglio di fare un pò di chiarezza rileggendo anche l’Appendice A al manuale d’uso e magari il testo “ Risposta Sismica Locale” di Lanzo/Silvestri.
Ridefinisci bene i concetti di funzione di trasferimento e funzione di amplificazione (non solo nel modello a due strati) e capirai dove sbagli. Qualcosa poi mi spinge a suggerirti di applicare il moto in affioramento, ed infine ricorda che quando computi la funzione di amplificazione dopo aver discretizzato uno strato in due o più sottostrati, il conteggio dei soli strati può trarti in inganno…


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Scusate, se insisto, dal basso della mia ignoranza.
Mi spiegate in quale tipo di lavori e committente si trova utile questa analisi (utlizzando EERA e analoghi) assai approfondità e a quali vantaggi concreti porta?
In quale punto delle nuove norme se ne richiama la possibilità e i limiti d'uso?

Buona DOmenica a tutti i lettori.


"Prosunt omnia quae obstant"
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Ciao Massimo,
in NTC 2008 puoi leggere della necessità di analisi di risposta sismica locale al cap. 3 par. 3.2.2. ma se ne parla anche in altre parti.

Riporto dal testo da me sopra citato:

“…Lo studio della risposta sismica di un sottosuolo o, come si dice, dell’amplificazione locale delle azioni sismiche, viene condotto con diverse finalità. Esso consente di definire il cosiddetto moto free-field , che costituisce la prima indispensabile fase delle analisi di interazione dinamica terreno-struttura. Consente inoltre la determinazione delle deformazioni permanenti del suolo e la quantificazione del rischio di fenomeni di instabilità quali le frane o la liquefazione. Infine, costituisce la base più razionale per gli studi di microzonazione sismica.…”

ancora:

“ …In termini applicativi, scopo finale di un’analisi di RSL è infatti quello di disporre di uno spettro di risposta dell’accelerazione (associato ad un terremoto presunto e ad un dato fattore di smorzamento strutturale), che includa realisticamente l’effetto di amplificazione del sottosuolo…”

Per quanto riguarda la tipologia di lavori aggiungo:

progetto e verifica di opere ordinarie di una certa rilevanza con classi d’uso dalla II alla IV e grandi opere.

Committenti: qualificati studi di ingegneria, enti pubblici.

Il mondo universitario e la ricerca scientifica in genere, investono molto in questi studi che possono essere anche notevolmente articolati mentre il mondo professionale, come spesso avviene, ne beneficia poco…

Saluti
george

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george,
il problema a mio avviso è il seguente:

In genere, lo studio di amplificazione sismica del sito è 'commerciabile' solo dove la normativa lo rende obbligatorio.

Dalla normativa più recente (NTC08 e circolare applicativa aggiornata a marzo 08):


-punto 3.2.2: In assenza di analisi spoecifiche (co$tose)si può fare riferimento all'approccio semplificato che conosciamo (campo spettrale collegato al modello probabilistico dell'INGV). L'approccio semplificato può costare all'incirca da 1 a 2 ordini di grandezza meno della valutazione di RSL, secondo le indagini necessarie

-Sempre punto 3.2.2: Per i sottosuoli S1 e S2 'è necessario predisporre specifiche analisi per la definizione delle azioni sismiche'. Si traduce: gli spettri di risposta vanni ricavati sito per sito con studi di RSL. Qui la RLS diventa obbligatoria e si può vendere ai progettisti.

-Punto 7.11.3.2: si richiama specificatamente la RSL per le classi S1 e S2, per generici 'determinati sistemi geotecnici' oppure 'se si intende aumentare il grado di accuratezza...'.

-Punto 3.2.3.6: nelel analisi pseudostatiche si può fare uso di accelerogrammi artificiali o simulati. Nelle analisi dinamiche (ad esempio Newmark) no.
Gli accelerogrammi sintetici tipo simstmod.exe sono ammessi a condizione che 'la loro scelta sia rappresentativa, ecc. ecc....'

-Punto 7.11.3.1.1.1 Circolare: specifico sul sisma di input.
Nelle analisi di risposta sismica locale non è consentito l'uso di accelerogrammi artificiali.LA norma va avanti spiegando perchè, sono motivi simili a quelli esposti da Marco Mucciarelli in precedenza.
e' consentito invece l'utilizzo di accelerogrammi sintetici generati mediante il meccanismo di simulazione di sorgente, anche per verifiche di tipo dinamico.
La normativa va avanti descrivendo el analisi semplificate in campo lineare e quelel avanzate con valutazioen delle sovrappressioni interstiziali.

In conclusione, anche per rispondere a Massimo, alla RSL viene assegnata una nicchia nella recente normativa, nicchia che riguarda terreni molto scadenti S1 e S2 e opere particolari, dove richiesto dallo studio di progettazione. La nicchia può essere molto ristretta in alcuen zone, più ampia in altre.

Inoltre, l'esecuzione di studi di RSL mi sembra contenga alcuni ovvi punti critici: la definizione del moto di input (scarsità di accelerogrammi reali, selezionati e scalati e prontamente disponibili in formato .CSV, criticità dei modelli di generazione dei sismogrammi sintetici), la definizione dei parametri del terreno e la eventuale scarsa rappresentatività di analisi semplificate nel campo lineare e la necessità di ricorrere ad analisi avanzate.

Qualcuno che ha già iniziato a generare sismogrammi ha un elenco dei softwares che rispondono alle caratteristiche della normativa: "Accelerogrammi sintetici, generati mediante simulazione del meccanismo di sorgente della propagazione".
SimnostMod mi sembra risponda ai requisiti

E come giustificare adeguatamente 'le ipotesi relative alle caratteristiche sismogenetiche della sorgente e del mezzo di propagazione?'
E' necessario, deduco, avere a disposizione studi specifici per ogni sorgente sismica / sistema di faglie e bedrock lungo il percorso.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Ciao mccoy,

d'accordo con te sulla commerciabilità di analisi di RSL, sottointendevo nel mio messaggio che l'applicabilità delle stesse nella comune pratica professionale è estremamante limitata. Già il cosiddetto approccio semplificato delle categorie di sottosuolo e degli spettri elastici calcolati ad hoc a partire dalla pericolosità di base di INGV trova poca rispondenza nel mondo professionale geologico, figuriamoci le analisi numeriche di RSL...croce e delizia del mondo accademico... però magari capitano e non necessariamente su sottosuoli S1 e S2 ma semplicemente perchè, come tu scrivi citando la norma, qualche progettista gradirebbe aumentare il grado di accuratezza anche se effettivamente le approsimazioni che si fanno non sono poche...riguardo agli accelerogrammi sintetici generati con simnstmod.exe come mi disse Slamberti tempo fa, oltre che semplificati e quindi implicitamente poco realistici, hanno il grande svantaggio di presentare breve durata.

Saluti
george

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Ma se non si conosce la sorgente questi studi sono comunque validi?


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