Caro Slamberti la cosa che lascia cadere le braccia, a me e a tutti coloro che fanno della formazione una disciplina di studio é l'uso così improprio nell'etimologia dei termini. Il regolamento del CNG inviterebbe ad una attenta semantica delle parole usate, ma con tutta onestà voglio pensare (e sperare) che le parole "obbligatorio" e "sospensione" siano state agitate a mo di paradigma e che al più presto i promotori di questa "iniziativa", guidati dalla saggezza ed aiutati da una comissione di "esperti" in discipline psicopedagogiche, nonché formative, redigano in nuovo "regolamento", che al massimo inviti i propri iscritti ad un sano e responsabile adeguamento delle "competenze".