Bè, si presuppone che se una persona vuole lavorare all'estero sia in grado di comunicare. Si presuppone... Nel mucchio c'è chi risponde a questo presupposto e chi no.
Che ti mandino in giro gratis non lo crede nessuno. Come nessuno crede che ti regalino un solo euro.
Ci vuole competenza, perseveranza, pazienza e una dose (a tua scelta) di C. Conosco persone con un curriculum migliore del mio che non sono nemmeno arrivate ai test logici. Altre, che non sapevano la differenza tra un calcare e un granito, che sono arrivate a lavorare in piattaforma.
Senza voler parlare dell'esperienza personale, posso dire che non nutro nessun rancore. Già il fatto che mi abbiano interpellato è un motivo di soddisfazione perchè, evidentemente, avranno ritenuto che io possedessi i requisiti per quella determinata posizione (o forse bisognava far lavorare il settore "Ricerca del personale"... non si dovrebbe, ma lo dico ancora all'italiana). Se poi è andata male, pazienza.
Come pazienza e speranza, quella di cui parli tu, ci vorrebbero per tutti. Non mi sento comunque di biasimare chi ha "rancore". Forse sono persone stanche di sperare e avere pazienza. Ma questa si chiama vita (volg. "gavetta") dopo l'università... Buona fortuna!