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simba Offline OP
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Qualcuno di voi si è già cimentato nelle verifiche allo stato ultimo e di danno delle fondazioni superficiali tenendo conto delle azioni sismiche, come previste al paragrafo 7.11.5.3.1 del DM 14/01/08?
Utilizzate i fattori correttivi di Paolucci e Pecker?
Grazie

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Ciao Simba, ben risentito.

Non ho mai utilizzato la correzione di cui parli perchè non ho avuto tipologie idonee di fondazione.

I fattori 'z' correttivi di Paolucci e Pecker introducono le forze inerziali denominate hi dalla bozza di circolare NTC08.

Le forze hi sono prescritte dall'EC8 (e le NTC05 ricalcavano fedelmente) solo per particolari fondazioni (strutture molto snelle, fondazioni di grande volume, terreni molto soffici).

La recente bozza di circolare esplicativa del DM08 invece appare rendere obbligatorio considerare l'inerzia del terreno.

Tuttavia, e per questo ancora non trovo spiegazione, prevede l'uso di fattori moltiplicativi riduttivi che in letteratura non sono riuscito a reperire.

Secondo le correzioni di P&P, l'inerzia del terreno può contribuire ad abbattere la resistenza notevolmente, specialmente in terreni granulari con phi basso. Da 35° in su, circa, i fattori diventano meno significativi (70-80%). Con phi=24 si arriva al 20-25% di riduzione. Questo è sicuramente un massacro in zone sismiche e terreni limosi, perchè tale riduzione si aggiunge all'inerzia della struttura.

Applicando i fattori correttivi beta_s della bozza circ il kh viene ridotto considerevolmente e di conseguenza khk e khi.

Da quale cappello a cilindro questi coefficienti siano stati tratti però è un mistero!!


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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simba Offline OP
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per Mccoy

... immaginavo che il primo a rispondere fossi tu!
sono d'accordo con te, ho usato p.&p. in ghiaia e non ci sono stati grossi problemi ma nei limi e nelle sabbie limosa, come dici tu è un disastro.
Se uno volesse eseguire le verifche su una fondazione superficiale allo SLU ai sensi del nuovo DM, quante dovrebbe farne?
se non ho capito male n°3 in chiave statica (approccio 1 combinazione 1 e 2 ed approccio 2) ma in chiave dinamica quante sono, e con che coefficienti correttivi inerziali e cinematici?
cmq, preparati in maniera approfondita su questi argomenti che ti aspettiamo, magari dopo l'estate,per un nuovo corso aggiornato

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Simba,
per fortuna le NTC impongono l'utilizzo di almeno uno degli approcci.

Senza esitazioni, a chi dovesse progettare con la nuova normativa, consiglio di seguire, dove non è altrimenti specificato, l'approccio 2 (una sola verifica).

Nell'approccio 1 dobbiamo eseguire 2 verifiche, pur sapendo che quasi sempre la combinazioen 1 (A1+M1+R1) è del tutto supreflua (molto ottimistica).

La combinazioen 2 app.1, quantunque risulti in carichi minori e in un gamma r (FS globale) minore del DA2 (approccio2), ha il grande svantaggio, in termini di risultato finale di Rd (vecchia Qamm)che si devono utilizzare i parametri di progetto.

Nel DA2 (app 2) invece, pur con un carico maggiore e un gamma-R o FS maggiore, i valori di progetto sono uguali ai valori caratteristici.

Questo risulta quasi sempre (almeno per quanto ho iniziato a vedere e per quanto ne dicono gli autori) in valori di Rd o Qamm maggiori ceh ne l DA1 (approccio 1).

In sintesi, non è il caso di seguire il più conservativo DA1, in quanto la resistenza ci servirà tutta, specialmente in aree sismiche dove, in alcuni terreni, si rischia di costruire esclusivamente su platea.

Quindi, una sola verifica: DA2 o approccio 2, con i valori di progetto uguali ai valori caratteristici.

In condizioni dinamiche è la stessa cosa: LA combinazioen dovrà essere la combinazione di carichi sismica fornita dal progettista, ed è necessaria prima di iniziare.

Una volta determinato il Kh della struttura con gli spettri di progetto (ricordo che il lower bound legale è kh = 0.2), il kh influenzerà l'entità della componente orizzontale del carico H e a sua volta i coefficienti i riduttivi.
Il Kh influenza inoltre direttamente i coefficienti riduttivi z di P&P.

Sicuramente le analisi in condizioni sismiche saranno più laboriose in quanto dovremo procurarci dai progettisti la combinazione di carico sismica, le caratteristiche cinematiche e di duttilità della strutura ed usare questi parametri oltre alle coordinate e alle categorie di suolo e ai coefficienti topografici nel foglio di calcolo che ricava gli spettri elastici e di progetto.

Un ultimo aspetto importante: per le verifiche di stabilità globale (fondazioni a monte di parei o muri, muri, fronti di scavo e pendii) è obbligatoria la sola verifica con il DA1 combinazione 2 (la più conservativa).

Per un eventuale prossimo incontro: sono a disposizione quando desiderate, rispetto a 2 anni fa c'è molto materiale aggiuntivo interessante, e gli aggiornamenti sono in corso...


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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I parametri correttivi di Pecker - paolucci li ho sempre trovati molto approssimati e spesso non logici.
Sulle Raccomandazioni AGI vi è una bella spiegazione del metodo di Richerds.
I metodi di calcolo sulle fondazioni superficiali in zona sismica si possono trovare sul mio articolo al n.666 di Inarcos ( Ord. INg. Provincia Bologna .
Chi ha piacere me lo segnali in MP e posso spedirlo pdf.
m.f.

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Franceschini,
non so se parliamo dello stesso P&P, mi sembra che ce ne sia più di uno,la formula in appendice EC8 e quella in classica forma trinomia con i coefficienti z, più altri.

In uno dei pochi articoli che ho trovato in rete sulle verifiche in zona sismica, e che consiglio a chiunque di leggere (anche se si riferisce solo a condizioni drenate):

http://www.ing.unitn.it/~iarg2004/cascone_ernesto.pdf

Vengono messi a paragone vari metodi, tra i quali Richards et al., Sri e Richards, Paoluccie Pecker.
Sono tutti molto simili.

Nell'originale formula di Richards Elms e Budhu., 1993 (come illustrato nel Das), non sono mai riuscito a capire dov'è l'inerzia della struttura .

I coefficienti z di P&P sono molto comodi da utilizzare, simili anche a quelli proposti da Cascoen e MAugeri (almeno, a quello per Ngamma).

Ti ho comunque richiesto l'articolo che hai scritto, mi interessa.

Oggi rileggevo la bozza di circolare e mi sono accorto che suggerisce di correggere per l'inerzia del terreno il solo N-gamma, non gli altri fattori.

Sicuramente i suggerimenti della CNTC08 serviranno, se approvati, ad alzare un pò il valore della resistenza in condizione sismica.
Se approvati...

Ultima modifica di mccoy; 08/04/2008 21:10. Motivo: correzione

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Mc,
adesso ti spedisco l'articolo,
preciso comunque che Cascone è un allievo di Maugeri e l'articolo che citi è antecedente ad un articolo presentato al convegno dei ricercatori di geot. di Bari ( dove ero presente ) che fa ulteriori passi avanti nel tema.
Consiglio comunque a tutti di leggere lo splendido articolo di Maugeri su uno degli ultimi numeri di RIG, sono 70 pagine di sola geotecnica sismica applicativa molto chiara ed istruttiva.
In tale modo si può fare chiarezza sul tema.

ciao
mf

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Preciso che la formula presente nell'allegato dell'EC8, quella con i domini di resistenza per intenderci non è una estensione diretta del metodi di Paolucci, ma è derivata da varie conoscenze in materia.
A tale proposito un bellissimo libro della Telford su l'EC8 chiarisce la questione.

mf

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Marco,
ho appena letto l'articolo, è un bel riepilogo che commenterò con calma domani sera, adesso, nonostante sia tardi, ho ancora lavoro da sbrigare (purtroppo!).

Sai per caso chi ha curato la parte di geotecnica sismica nella commissione delle NTC08 e ddella bozza di circolare?

Sono d'acccordo: Maugeri è uno dei più autorevoli esperti nell'ingegneria geotecnica sismica. Nel campo delle fondazioni in zona sismica, forse il più autorevole.




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Non per entrare in polemica, ma:
1)Non sarebbe il caso di concentrare gli studi (noi geologi)sul "modello geologico" descritto dalla normativa, che mi sembra fondamentale per la fase successiva delle verifiche geotecniche???
2) Volendoci (sulla base delle nostre competenze acquisite)considerare dei tecnici versatili (sempre noi geologi), non sarebbe il caso (ammesso ci vengano forniti i parametri A1 e A2) eseguire sia l'Approccio 1 combinazione 2 (A2+M2+R2), che l'Approccio 2 (A1+M1+R3), con i relativi coefficienti parziali ed i relativi gammaerre, lasciando al Progettista (visto che si assume la responsabilità di quasi tutto) la scelta finale??
Chiedo venia, ma è solo un quesito.

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