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Ferry, nessun problema, sono dubbi più che legittimi:

1): è giusto conccentrarsi sul modello geologico. In molte zone, tuttavia, i progettisti non hanno voglia nè tempo di dedicarsi alla parte geotecnica. Qui subentriamo noi, su esplicita e specifica richiesta dei progettisti.
2)Io ritengo utile riuscire a dialogare con i progettisti da una posizione di 'forza'. Una volta chiarito che noi conosciamo bene la parte di ingegneria geotecnica e abbiamo le idee chiare sulle NTC anche più del progettista stesso, questi si fiderà di noi e ci consulterà e darà incarichi volentieri. Ovviamente, dobbiamo fermarci al calcolo del c.a., per cui assolutamente niente verifiche tipo STRU.
Circa l'approccio, la tua è una soluzione. Ma se io gestisco la parte geotecnica, utilizzerò, a parte le verifiche di stabilità globale e dei fronti/pendii, esclusivamente l'approccio 2. Primo perchè non voglio lavorare più del dovuto, secondo perchè l'approccio 1, combinazione 2, è troppo cautelativo e in certe condizioni può rendere i progetti economicamente irrealizzabili.
Il problema sarà farsi dare le combinazioni di carico per gli SLV e SLE. Anche perchè i progettisti, in maniera simile ad un cane che si mordde la coda, spesso attendono i nostri dati proprio per determinare i carichi. Da qui discende la necessità di un dialogo e una interazione con lo stesso. E, scusate se batto sullo stesso tasto del pianoforte, ma il maggiore impegno dovrà essre remunerato... Suggerisco di iniziare a propalare con ampio anticipo gli aumenti in occasione dell'entrata obbligatoria in vigore delle NTC.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Ah Ah ah!

ho notato che mi trovavo a 999 posts, per cui devo assolutamente arrivare a 1000 prima dell'alba...
E' stata uan notte lunga trasccorsa sui fogli di calcolo.

Un risultato su plinto rettangolare B1XL5XD1 m2 caricato a circa 200 kPa su sabbia phi= 38° e Phik = 36°

Condizioni statiche: Rd = 566 kPa (DA2)
Condizioni dinamiche (Perugia municipio): Rd = 240 kPa

Resistenza dinamica meno della metà di quella statica. Col DA2.
Col DA1-C2 saremmo arrrivati forse a un terzo.

Gli SLU (SLV) statici e dinamici sono soddisfatti. Ma pe poco, e su un terreno piuttosto buono...





"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Parliamo allora delle NT2008 e parte geotecnica - fondazioni.
Chi di voi era al congresso di Abano Terme di Luglio 2007 dell'AGI avrà visto la discussione finale sulle Norme.
Gli estensori della stessa sono Burghignoli che coordina, poi Aversa e Caputo.
Sicuramente hanno dato contributi il gruppo di Viggiani, mentre inveve Scarpelli lavora sugli EC.
Nella discussione il primo a fare domande ero io.

p.s. dopo ci torno ma già da ora sarebbe bello vedere più geologi all'interno della comunità scientifica e nei congressi AGI.

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Se entriamo nel discorso competenze geologo - ing. non ne usciamo più.
Io credo che sia molto semplicemente una questione di capacità tecniche e di background acquisiti.
Il problema geotecnico pertanto secondo me deve essere risolto da una sinergia geologo - ingegnere al fine che ognuno partecipi con le proprie capacità.
Mi riesce difficile che un ing, sia in grado di valutare al meglio una prova TX CD, oppure una edometrica.
Ancora di più, 9 ing. su 10 non hanno ancora capito cosa è una sovrapressione interstiziale.
Allo stesso tempo troppe volte vedo calcoli di portata pali o anche di fondazioni superficiali fatti da geologi senza avere la minima idea di quello che ci sta sopra o con uso di formulazioni obsolete; oppure il calcolo di un cedimento con una semplice formuletta.
Anche gli ing. fanno tale cose, ma questa è una altra storia...
Mi rendo comto che il mio caso è particolare perchè spesso vengo chiamato per progettare la fondazione o l'opera a contatto del terreno, però vedo molta impreparazione da entrambe le parte.
Per tale motivo solo una sinergia tra persone che sappiano accettare i proprio limiti e mettere al servizio dell'altro le proprie competenze specifiche può portare ad un progetto soddisfacente.
Ci sono argomenti che solo un apporto multidisciplinare può portare a una corretta soluzione.
Cito:
Modellazione del terreno HS o Cam Clay per uso fem,
interazione terreno struttura per modellare la matrice di rigidezza di una fondazione ( modello di Gazetas )
analisi geosismiche con utilizzo di parametri sismici per una MZS,
analisi di momento cinematico sui pali, e molti li ometto...

potrei essermi fatto dei nemici, ma non era mia intenzione.
mf


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Mccoy e Franceschini avete dato risposte che confermano la vostra qualità. Condivido tutto ciò che avete detto. Mi avete letto nel pensiero.

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Come al solito la discussione con mccoy risulta sempre interessante: protreste mettere i link delgi articoli già citati anche da ing. Franceschini?
Io ancora navigo nel buio......
Posso aprire una piccola polemica?
La modellazione matematica ha dei grossi limiti. Io ho esperienza nella sola idorgeolgoia (in geotecnica purtroppo sono uno di quelli descritti da Franceschini..., ma per quanto sia elaborato il modello quando i dati di base scarseggiano o sono poco affidabili se si stà su scala piccola il modello risponde bene, ma se si và al dettaglio....buonanotte.
In geotecnica credo non sia diverso (ma posso sbagliarmi) . Intanto le leggi sono più complesse dell'idrologia (sia sotterranea che superficiale) ed in più i dati sono estrapolati da indagini che hanno spessissimo grossi limiti.
Allora spendiamo paroleaanche su come si tirano fouri parametri affidabili con idnagini serie, con il principio di massimo risultato con minima spessa (perchè è facile dire facciamo mille campioni e mille triassiali, ma se non c'è il denaro....)
Saluti a tutti


"laudato si mi signore
per sora nostra acqua
tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi

Vorlicek Pier - Andrea
Phd in applied geology
Post doc in hydrogeology
vorlicek@libero.it
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Vorlicek, hai posto in evidenza un aspetto fondamentale: inutile esagerare con le relazioni se l'affidabilità dei parametri geotecnici ricavati dai campioni è dubbia.

Comunque, l'analisi probabilistica e, in minor misura quella semiprobabilistica dell'EC7 servono anche a questo.

Se poi si ha un buon campione o una buona prova ed una relazione soddisfacente, tanto meglio.

Discutere di sottigliezze e poi applicare le formule a un phi ricavato dal DL 030 in effetti non ha per niente senso.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Originariamente inviato da: Ing. Marco Franceschini
...Chi di voi era al congresso di Abano Terme di Luglio 2007 dell'AGI avrà visto la discussione finale sulle Norme.
Gli estensori della stessa sono Burghignoli che coordina, poi Aversa e Caputo.
Sicuramente hanno dato contributi il gruppo di Viggiani, mentre inveve Scarpelli lavora sugli EC.
Nella discussione il primo a fare domande ero io.

p.s. dopo ci torno ma già da ora sarebbe bello vedere più geologi all'interno della comunità scientifica e nei congressi AGI.


Marco,
Alberto Burghignoli è il presidente dell'AGI,se non erro, Vincenzo caputo e stefano Aversa li conosco per avere letto qualcosa e Viggiani ovviamente è forse il più noto nel campo delle fondazioni. Beh, devo dire che dopo tutto mi hai rassicurato... grin

I geologi che frequentano i congressi AGI credo siano legati all'ambiente accademico, più che a quello professionale.


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Articolo di Franceshini e Carbonella: "Confronto tra i vari metodi di calcolo delle capacità portanti..."

Sarma e Iossifelis:
ho letto l'articolo, si tratta essenzialmente di un upper bound dinamico,meno utilizzabile di un lower bound o una sana via di mezzo.

Richards et al.
Vedo ceh sei d'accordo sulla dubbi ainterpretazioen del Kh: tratto dallo spettro di progetto o da quello elastico? O da entrambi, in tal caso come combinarli?
Inoltre, il metodo è limitato alle fondazioni continue

Paolucci e Pecker
Tempo fa provai a sperimentare al relazione:
Qlim,e= vh*ve*vi*Qlim,s
ma risultò in un valore di 10 volte minore rispetto alla formula di hansen statica, con Kh 0.31 e phi = 23. Sopratutto il fattore vh risultava penalizzante. Forse elk condizioni erano al limite dell'applicabilità.
Non so dove l'ho visto, ma io ho trovato utile applicare il moltiplicatore di paolucci alla formula di Hansen in condizioni dinamiche, come tra l'altro tu accenni.
In specie, il correttore vh va applicato a Nq e Ng, mentre a Nc va applicato un correttore pari a 1-0.32 Kh
Correttori molto comodi da applicare alla relazione più consolidata di tutte in Europa, credo.
Difetto: inapplicabilità per Kh>tanphi

Maugeri e Novità
Metodo molto interesante perchè i coefficienti correttivi si applicano alla formual di hansen, purtroppo con alcune restrizioni di applicabilità.
Secondo la CNTC nonancora approvata, si dovrebbe applicare soltanto il correttore h_gamma_f
non ancora mi è chiaro il motivo, eccetto alcuni non motivati accenni da parte di alcuni autori (Sarma e Iossifelis) sul dubio effetto delle forzeinerziali del terreno su Nq e Nc.

Chowdury
Coem tu dici, la formulazione analitica è in completamento, interessante lower bound ma penalizza una già malconcia capacità portante.

Metodo EC8 annex F
Solo pèr fondazione continua.
Alzi la mano chi ha avuto il coraggio di implementarlo su foglio di calcolo!

Gli esempi confermano quanto da me riscontrato nelal pratica: la capacità portante dinamica risuta essere molto minore di quella statica, tanto che la capacità portante in alcuen condizioni governa la progettazione, al posto dei cedimenti nel dominio statico.

Interessante sarebbe analizzare le interdipendenze tra SLU e SLE in campo sismico: addensamento delle sabbie, cedimento iniziale, auemnto di Phi e conseguente maggiore capacità portante e nuovo equilibrio...

Le considerazioni sulla possibile correzione dell'FS parziale (il gamma_m) non sono applicabili per quanto prescrive la NTC. In DA2 poi il gamma_r è unitario e si progetta pertanto con il valore caratteristico. Che, nel caso i dati abbiano piccola variabilità, sarà solo di poco inferiore al Phi nominale. In questo senso la qualità e quantità dei dati (oppure l'omogeneità del terreno) assicurano una migliore economia di progetto.


Ultima modifica di mccoy; 11/04/2008 23:04.

"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Originariamente inviato da: mccoy
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Marco,
Alberto Burghignoli è il presidente dell'AGI,se non erro, Vincenzo caputo e stefano Aversa li conosco per avere letto qualcosa e Viggiani ovviamente è forse il più noto nel campo delle fondazioni. Beh, devo dire che dopo tutto mi hai rassicurato... grin

I geologi che frequentano i congressi AGI credo siano legati all'ambiente accademico, più che a quello professionale.


Allora Burghy è il presdente AGI, Aversa insegna a Napoli e Caputo a Roma.

Sinceramente all'ultmo congresso AGi vi erano 3 gelogi, tutti professionisti.

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