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Saranno anche 4 ingegneri....ma è un sintomo di un problema che c'è! E' bene che il CNG scenda in campo in tempi brevi per rettificare le NTC2008 prima che il sintomo diventi epidemia!! Buon lavoro!
PS: I miei complimenti a Franceschini! E' una persona oltre che un professionista serio e di larghe vedute!
Ultima modifica di Saso; 10/04/2008 19:37.
Quello che facciamo è soltanto una goccia nell'oceano. Ma se non ci fosse quella goccia all'oceano mancherebbe.
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Non vedo il perché di tanta agitazione. 1) Negli anni, il rispetto per la figura (parlo di figura e non di professione) di geologo è notevolmente incrementato. La prima Legge 64/74, non menzionava nemmeno il termine geologo. Oggi abbiamo una precisa norma che istituisce l'obbligatorietà della relazione geologica su tutto il terriorio italiano. 2) I geologi non saranno mai esclusi dalle competenze geotecniche (chi le ha ovviamente), perché per 1 ingegnere geotecnico, ci sono 10 ingegneri edili, 30 ingeneri meccanici, 40 ingegneri elettronici, 100 architetti e 5000 geometri che mi, o ci, romperanno sempre le scatole sulla sigma (Ahimè), cedimenti e coefficiente di winkler (chiamata ancora costante di sottofondo). 3) Sono ben contento che il progettista si assuma le responsabilità delle indagini e della progettazione, perché è giusto soprattutto in proporzione anche a quanto guadagna in un progetto. 4) I problemi seri non sono le misere relazioncine da quattro soldi, ma piuttosto il subappalto che è ancora attuale e ci sovrasta negli incarichi dei lavori pubblici.
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Geologo=relazione geologica dovremmo uscire da questo "contenitore" ormai molto stretto! Il termine è molto limitativo e non rende onore ai suoi contenuti (laddove ci siano i contenuti, perchè siamo molto abili a tergiversare ed arrivare alla Pangea, ma questo dipende dal costo della relazione immagino).
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Pienamente d'accordo, ma questo post prende spunto da una "relazione geologica" o no?
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si è vero. Le affermazioni di Franceschini sono condivisibili e frutto di buon senso e riguardano la metodologia di lavoro. Ma la pratica e le norme sono diverse. Esiste una sovrapposizione di competenze nell'ambito della geotecnica (terreni e rocce). Non è pensabile che nella pratica il documento di progetto geotecnico venga redatto per un capitolo da un geologo e per un altro da un ingegnere. La collaborazione deve avvenire a monte, ma il documento deve essere redatto da uno o dall'altro. Questo per non duplicare dei costi per il cliente. Infatti, non è pratico chiamare e pagare due figure professionali per la relazione geotecnica (terreni e rocce). E' "straovvio" che chi si occupa dei terreni deve interagire con chi si occupa delle strutture! Quindi, il tema non è tanto se collaborazione si o collaborazione no. Il tema è la norma e chi è abilitato a parlare e firmare documenti geotecnici sui terreni e rocce in forma completamente autonoma. La sovrapposizione di competenze esiste, allora entrambi dobbiamo essere abilitati per norma e in modo completo del lavoro, dalle indagini alla sintesi.
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Ma non vi sembra ora di finirla?? Avete idea di che squallido teatrino si sia creato tra geologi e ingegneri? Mi sembra di vedere uno di quei documentari naturalistici dove le iene si azzuffano per assicurarsi un misero boccone dalla carcassa di un animale in decomposizione. La geologia non è solo geotecnica, aprite gli occhi!!! e se non siete capaci di vedere oltre il vostro naso, beh, mi dispiace per voi.... un geologo stanco dell'autocommiserazione della propria categoria!!!
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Appunto....apriamo gli occhi!
Cosa c'è oltre il nostro naso?
L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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Non voglio difendere nè accusare nessuno. Puntualizzo che non intervengo su altri forum perchè a me piace parlare di geotecnica non di persone che stanno attaccate al loro orticello tentando di arraffare competenze a destra e sinistra. per fare cosa poi? La casettina o il capannoncino.
Puntualizzo due cose però: ci sono eccome geologi che progettano fondazioni, ci sono geologi che forniscono i parametri drenati per il calcolo di una paratia di una garage di due piani interrati da una statica (neo maghi otelma ), e ci sono poi gli ingegneri che tale paratia la fanno (neo indovini da strada). Ho visto il calcolo di un cedimento per una macchina di una centrale fatto da un geologo, con i risulatati di due statiche e con un programmino in excel, dove vista l'importanza ci voleva un programma fem. per tenersi stretto l'incarico ( peraltro aperto in termini economici ) non si è preoccupato di dare indicazioni del tutto ridicole. Ma potrei parlare in modo altrettanto preoccupante per gli ing.
Non vi annoio, ma credo che tutto stia solo nella preparazione, quasi sempre post laurea. E qui non capisco perchè agli ing. non siano richiesti i crediti. Quando io e pochi altri li abbiamo proposti ci hanno dato dei comunisti o dei fascisti ( scegliete voi ). Quindi fondamentale è la preparazione: se io chiedo un angolo di dilatanza di una sabbia il geologo deve fornirmelo in modo corretto e non avere un punto interrogatorio in testa.
Insomma, solo due persone preparate nelle loro competenze arrivano alla fine dell'incarico e non devono avere paura di un passo normativo, si è progettisti quando si interviene nel processo progettuale, come fanno ingegnere, geologo, impiantista, ecc.. quindi ci si siede attorno ad un tavolo e si decide cosa fare.
E' utopistico, è sera, quasi notte, a chi non piace sognare?
grazie
mf
Senta sono concorde con tutto ma devo sottolineare che a qualsiasi livello, da parte degli ingegneri, viene sottovalutata la conoscenza geologica che solo il geologo (buon geologo) ha e che è alla base di una buona caratterizzazione geotecnica del terreno. Cito solo un esempio dove una nota ing. (allora solo ricercatrice ora prof.) che scrive testi di geotecnica per caratterizzare un deposito pliocenico da una prova edometrica tirò fuori un angolo di attrito pari a 28° ed una coesione pari a 0 e con tali parametri si doveva dimensionare una paratia di pali dal costo di più di un miliardo di lire e secondo lei erano corretti e significativi!! Dov’è il palese errore? A parte la non idonea prova e la assoluta fede nell'interpretazione della curva edometrica (è una rappresentazione grafica!!!!) dalla quale deduceva la normal-consolidazione e quindi per definizione coesione pari a 0…… Una formazione pliocenica costituita da litofacies prettamente siltose con intercalazioni di livelli sabbio-limosi può essere normal-consolidata? Può avere coesione 0? Dopo 6 milioni di anni di deposito e diagenesi? Ma un ingegnere sa che tali formazioni presentano appunto livelli sabbiosi fini? Sa che quelli non possono caratterizzare nel complesso il terreno? No forse perchè non sa cos’è neanche il pliocene e la diagenesi. Con il cercare il pelo spesso l’ingegnere non vede la trave soprattutto se non è affiancato da bravi geologi. Quindi se un geologo non sa come valutare correttamente l’angolo di dilatanza di una sabbia (magari per la valutazione di stabilità di un pendio) non credo che sia così grave, l’importante è che sappia la geologia, utilizzi il buon senso e faccia capire all’ing. che non sempre il terreno può essere interpretato e caratterizzato con i numeri come se fosse un provino di calcestruzzo su cui sbizzarrirci con le prove per cercare parametri sempre più identificativi. Il geologo conoscerà i ristoranti e aggiungo il buon vino ma spesso anche il suo mestiere che non è poco, l'ingegnere invece capita che pecchi di presunzione e invade campi altrui (non solo quelli di competenza del geologo) con approci spesso non adeguati.......questa è la realtà con qualche piacevole eccezione. Saluti
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Iscritto: Oct 2004
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E' un dato di fatto che il 90% degli ingegneri sa poco di geotecnica, del restante 10% ha un approccio sbagliato per quanto riguarda la parte di geotecnica che riguarda la caratterizzazione dei terreni, per esempio basta domandare a loro la differenza tra una prova triassiale UU e CD o cosa vuol dire numero di colpi della SPT normalizzato, forse uno su cento riuscirà a rispondere. Questo è dovuto al fatto che hanno tante altre cose importanti da valutare e mettono in secondo piano la geotecnica. E' difficile conoscere la geotecnica se la affronti in modo marginale. Occorrerebbe la figura del geotecnico a sè stante che sia geologo o ingegnere. Gli ingegneri più lungimiranti hanno già individuato la figura dell'ingegnere geotenico che però resta un pò aleatoria (non si capisce quali siano, probabilmente sono solo quelli che si interssano di geotecnica).
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concordo Geodesi. Riguardo alla figura dovremmo essere noi Geologi per natura e formazione, con le opportune modifiche (minime) all'ordinamento formativo.
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