a questo punto, provo a fare una sintesi di quello che è emerso dalla discussione.
Siamo tutti concordi che il geologo, libero professionista, ha responsabilità sul piano personale: se ha redatto documenti non idonei sono fatti suoi e della giustizia (ma questo vale in genere per tutti e tutto).
Siamo tutti concordi che esiste una responsabilità forte della politica e, in particolare, della politica che si occupa del territorio.
Siamo abbastanza d'accordo che l'Ordine regionale e il CNG avevano il polso della situazione campana per quanto attiene la matrice suolo, acqua, bonifiche, inquinamento.
Ci appare evidente, che sulla faccenda sono intervenuti pubblicamente, magistrati, cittadini, operai, imprenditori, giornalisti, agronomi.
Ci siamo resi conto che manca una coscienza civile ambientale in termini puramente tecnica e non ideologizzata.
Ci siamo resi conto, anche, che sul tema si tende a scaricare le responsabilità su altri e che se esiste una relazione tra "monnezza" e Geologi, questo non ci riguarda.
Ci appare evidente, che sulla faccenda sono intervenuti pubblicamente, magistrati, cittadini, operai, imprenditori, giornalisti, agronomi.
Ma soprattutto ci siamo resi conto che sulla vicenda, viste le ricadute sulla collettività, in un settore sul quale siamo in prima linea, i nostri Organi di rappresentanza ufficiale non sono intervenuti per niente. Ognuno per se e Dio per tutti.
Tutti parlano tranne chi di suolo, acque e "sistemazioni territoriali", inquinamento, bonifica eccetera ha riempito l'offerta formativa post universitaria!