Mi inserisco nella discussione, più volte ripresa in questo forum, ma sempre interessante.

1 - competenze e conoscenze del Geologo:
Il geologo che abbia studiato la geologia applicata e la geotecnica (oltre naturalmente a tutti gli argomenti più propriamente geologici, comunque attinenti alla materia), fornisce un contributo sostanziale alla definizione delle caratteristiche del sottosuolo. In primo luogo perchè in genere conosce, almeno sommariamente, la stratigrafia locale e quindi può ottimizzare il rapporto qualità/prezzo delle indagini, in secondo luogo (ma naturalmente più importante del primo), perchè ha la capacità di correlare tra loro i dati stratigrafici e di interpretarli con le sue conoscenze definendo un modello geologico, che è la sola base possibile per dedurre un modello geologico sensato (sto parlando ovviamente di situazioni non banali).
A questo punto, a mio avviso, presentare anche il modello geotecnico nelle nostre relazioni è soltanto una conseguenza diretta degli studi geologici (e nessuno mi potrà mai convincere, normativa o no, che fino a questo punto le nostre competenze non possono arrivare).

2 - interazione con i Progettisti:
Mccoy, come al solito, propone l'approccio più sensato. Si parla col Progettista e si valuta cosa vuole!
Anche a me nel 95% dei casi chiedono una valutazione delle fondazioni e io sono ben felice di dalgliela. Ma non preoccuparti "georicerche" non svendo affatto la mia professionalità, anzi fornisco una valore aggiunto, che viene riconosciuto e quindi compensato di conseguenza.
A proposito dei rapporti con i Progettisti vorrei però aggiungere che la contrapposizione, pur nella giusta tutela delle nostre conoscenze e competenze, non serve, anzi è deleteria. E' solo la collaborazione a produrre risultati accettabili, sia a livello normativo che a livello progettuale.

In risposta all'Ing. Franceschini preciso che nel mio studio negli ultimi 10 anni si saranno presentati forse 10 neolaureati che non avessero dato l'esame di geotecnica (sul oltre un centinaio di curriculum vagliati).

Il corollario di tutte queste considerazioni è che sarebbe meglio (utopia....?) che le competenze fossero basate sulle conoscenze, che troppo spesso sono distinte dai titoli acquisiti.
Sto pensando ad un sistema all'inglese, in cui si comincia con piccole cose e via via ci si specializza e si deve dimostrare di aver conseguito sempre maggiori conoscenze. per poter progredire nella professione.