Purtroppo non ho approfondito abbastanza per permettermi una discussione veramente costruttiva. Ho letto attentamente la normativa, leggo qui sul forum e mi confronto e faccio le mie valutazioni.
Anche se per breve tempo, ho applicato i ceoefficienti parziali con l'approccio A2+M2 (DM 14/09/2005)! Ora con l'ultimo si è trovata una soluzione come dici tu che non ha per nulla o quasi cambiato le cose. Può darsi. Applicando l'approccio 1 si devono però sempre eseguire due verifiche, pur sapendo, per citare mccoy, "che quasi sempre la combinazioe 1 (A1+M1+R1) è del tutto superflua (molto ottimistica)".
Certo a mio parere l'approccio A1+M1+R3 semplifica e rivelocizza i nostri calcoli (per modo di dire però...)!!!! E dato che ricavare i parametri caratteristici comporta per noi un lavoro nettamente più impegnativo (non solo apllicare una formula statistica) in quanto per ogni ipotesi di dimensionamento della fondazione muta il volume significativo di terreno in cui ricavare i parametri caratteristici, forse il DA2 ci viene in soccorso in termini di tempo, non SEMPRE PAGATO ADEGUATAMENTE.
Ci sono, poi, situazioni particolarmente penalizzanti dove l'applicare un approccio piuttosto che un altro è senza dubbio differente in termini di resistenza di progetto. Quindi suggerirei, di valutare di volta in volta!
Attendo nuove e autorevoli opinioni in proposito.
ciau