Circa l'sservazione di Ferry secondo la quale il DA2 risulterebbe piu' favorevole, definiamo come 'favorevole' una verifica ottimistca o 'risultante in un valore maggiore di resistenza del terreno'.

Ora, un paragone diretto non e' piu' possibile per vari motivi.

Il 1° si riferisce alle verifiche sismiche. Nella vecchia normativa, un upper bound per il Khi (inerzia della struttura da utilizzare per esempio nelle verifiche di capacità portante) era 0.1 circa, mentre nella nuova normativa un lower bound per lo stesso Kh è pari a 0.2: l'attuale minimo è all'incirca il doppio del precedente massimo.

Il 2° si riferisce alle considerazioni già espresse da Duccio Ivo (confermo che hai studiato bene le dispense wink ): con il metodo semiprobabilistico contemplato dalle nuove normative, il valore dei parametri geotecnici di progetto è in funzione della variabilità dei dati, dell'incertezza epistemica (legata alla numerosità dei dati)e del valore della lunghezza di autocorrelazione, date dalle fluttuazioni stocastiche dei parametri stessi nel deposito in considerazione.

Il 3° è inerente ai carichi, come dice Marco Franceschini: questi sono talora maggiorati e spesso (o sempre?) non coincidono con i carichi della vecchia normativa.

Un paragone congruente può essere effettuato esclusivamente procedendo per distinti scenari omogenei, ognuno con diverse condizioni di variabilità, incertezza epistemica, autocorrelazione dei dati.

Cniarito ciò, più tardi proverò a fare un paio di esempi, non adesso però se no il post si allunga a dismisura.

Nell'LRFD (normativa probabilistica nord-americana)lo scopo delle calibrazioni preliminari (in attesa di raccolte di dati consistenti) era proprio quello di calibrare i fattori di sicurezza in maniera tale da rendere le 'nuove' verifiche simili a quelle 'vecchie'. Questo è anche quanto è stato esplicitamente dichiarato da Gordon Fenton (nel forum di Eng-tips). gordon Fenton fu incaricato anni fa dal governo canadese di preparare la normativa LRFD per fondazioni in progetti di ponti.

Nella rivista italiana di geotecnica, numero 1/2007, esiste un eloquente articolo dei tedeschi (Nogt et al.) che spiegano come questi abbiano adottato il DA esclusivamente in base a motivi di omogeneità con la precedente normativa DIN.
In poche parole, hanno eseguito verifiche di fondazioni con i 4 DA proposit dall'EC7, scegliendo quello che non risultava in fondazioni sovradimensionate rispetto alla previgente normativa DIN (hanno scelto l'approccio DA2*).

Il loro ragionamento è inquinato dal fatto che hanno evitato di considerare la trasformazione da valori nominali dei parametri geotecnici a valori caratteristici. Tale trasfomazione risulta in un abbassamento del valore del parametro che può essere da lieve o molto lieve a seria. Si sono limitati pertanto allo scenario di molti dati, poco variabili, in presenza di compensazione delle fluttuazioni del campo aleatorio. Hanno inoltre ignorato il discorso delle combinazioni di carico.

Circa le opinioni sull'adozione dei due DA suggeriti dalle normative, si tratta credo solo di opinioni, in quanto la legge ci lascia libera scelta e non dobbiamo motivare tale scelta nè giustificarla con alcuno.

Marco, la possibilità di fissare i gamma-m all'unità è contemplata dall'EC7, per cui la tua critica dovrebbe rivolgersi alla commissione EC7 più che alla commissione italiana.

Ma sono d'accordo sulla critica alla commissione italiana, perchè fornire 2 approcci di progetto quando ne basterebbe uno solo? Che vuol dire salvare capra e cavoli? Vuol dire evidentemente accordare due fazioni inconciliabili altrimenti in commissione.

In considerazione del fatto che, specialmente in terreni granulari poco addensati e in presenza di forti sollecitazioni sismiche, con il nuovo modello probabilistico si ottengono valori ridicoli di capacità portante ammissibile, appare giustificata la scelta di non introdurre ulteriori cautele adottanto il DA2, che risulta decisamente più favorevole del DA1-2. Inoltre, dovrò già effettuare verificeh in condizioni di SLU statiche, dinamiche, al collasso verticale e allo slittamento ed eventualmente alla stabilità generale, e non vedo perchè complicarmi la vita raddoppiando tali verifiche introducendo anche il DA1-1, obbligatorio (anche se l'obbligo è stato smorzato nella circolare esplicativa) in congiunzione con il DA1-2.
In tale litologia, inoltre, potremmo avere seri problemi di cedimenti sopra e sotto falda, per cui in tal caso dovremmo concentrarci sulle verifiche alal liquefazioni e a detti cedimenti.

Il discorso di Burghignoli, accennato da Marco, è sicuramente da interpretare nell'ottica dell'ottimizzazione: qualcuno avrà obiettato in commissione: "ma la rilevante cautela del DA1-2 è davvero giustificata per quanto attiene all'ottimizzazione anche economica del progetto, reale scopo dell'EC7 ? "

Pertanto, ritorno sul mio consiglio di adottare senza tanti problemi il DA2 come approccio di progetto.

Il ragionamento di Ferry sull'incertezza dei dati non è del tutto da ignorare, però ricordiamo che l'aspetto incertezza e variabilità è già contemplato nel passaggio da valori nominali a valori caratteristici, per cui valutarlo due volte può portare ad un sovradimensionamento (cioè, ad adottare il DA1).

Quanto sopra illustrato ovviamente vale nell'ipotesi che il DA1 porti realmente ad un sovradimensionamento. Questo è plausibile ma non è dimostrato, come non è dimostrato il contrario.

Concludo che il modello di rottura di Terzaghi-Prandtl, basato sull'equilibrio statico, è già cautelativo rispetto a modelli più recenti che si basano sull'equilibrio cinematico dei blocchi (Chen), per cui essite già un fattore di sicurezza 'occulto' quando applichiamo questo popolare modello di verifica.

Ultima modifica di mccoy; 25/04/2008 13:05.

"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)