|
|
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,350 Mi piace: 4
M Member
|
M Member
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,350 Mi piace: 4 |
sigma3max: H&B non forniscono suggerimenti sul suo utilizzo in verifiche di fondazioni, anche se l'utilizzo di Roclab in eventuali verifiche di fondazioni è esplicitamente previsto. Negli articoli allegati sigma3max è definito da una formula, ma non appare chiaro come applicare il parametro al caso fondazioni. anche perchè non mi sembra sia correlato al carico litostatico. La questione è ancora aperta (mi devo ricordare di dare un ulteriore sguardo) anche se è meno seria di quanto sembra perchè, al variare di sigma3max, phi e c' variano con correlazione inversa e conseguente meccanismo di compensazione sull'output. Potresti provare ad eseguire uno scenario what if: se fai variare il sigma3max in un certo range ed esegui le verifiche di capacità portante, non ci dovrebbero essere significative differenze, anche in considerazione degli elevati(ssimi) valori spesso risultanti in rocce non estremamente fratturate.
Ammasso poco fratturato:
Alla scala delle fondazioni superficiali saremmo in condizioni anisotropiche, perchè il plinto, ad esempio, si troverebbe su un blocco intatto, o la sua eventuale rottura sarebbe governata da uno dei pochi sets di fratture. Alla scala di fondazioni per dighe forse no.
L'inviluppo a rottura di cui parli è relativo ad un elemento di roccia posto nelle condizioni di un provino sottoposto alle sollecitazioni indicate. Ancora, nel caso di una fondazione tipo diga e se le ondizioni teoriche riproducono fedelmente quelle reali di potrebbe adottare il valroe a rottura A cui ti riferisci. Un esempio sarebbe consigliabile per vedere se stiamo parlando della stessa cosa.
Il meccanismo di rottura però coinvolge dei blocchi o cunei di terreno o ammasso roccioso che tendono a slittare verso la superficie, per cui il modello teorico non sempre è adattabile.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
|
|
|
Link Copiato negli Appunti