Luca,
dato che il 1° quesito mi interessa direttamente e finora non avevo avuto tempo di approfondire ci ho dedicato mezz'ora oggi e sono pervenuto alle seguenti conclusioni.

In effetti, non viene specificato il S3M da utilizzare per le fondazioni.

Però, dalle formule (18) e (19) dell'articolo del 2002 allegato alla documentazione Roclab, emerge quanto segue:

Esiste in effetti un termine gamma*H che rappresenta il carico litostatico, sigma1 nel nostro caso (eventualmente da sostituire con la sollecitazione orizzontale se questa, per qualsiasi motivo, è la tensione principale).

Il termine gamma*H nelle fondazioni superficiali è in genere basso.

Mi sono costruito le funzioni S3M (sigci, H) per slopes e tunnels e risulta evidente che queste hanno un range limitato e tendono ad un asintoto orizzontale.

In particolare, per sigmaci = 30 MPA (un flysch arenaceo con GIS = 45), H = 10, S3M tunnel = 1.4 MPa, S3M slopes = 2.3 MPa.
Gli asintoti inoltre sono 1.5 per tunnels, 2.6 per slopes.

Il caso di H= 10m è rappresentativo di fondazioni con carico = 250 KPa, circa, realistico nell'ipotesi di edilizia residenziale.

Ora, ipotizzando che la nostra funzione per fondazioni sia compresa tra le 2 per tunnel e fronti (ipotesi del tutto arbitraria, ma non ho altri elementi per formulare un'ipotesi alternativa), abbiamo che, nell'esempio del flysch arenaceo con GSI = 45:

In caso di tunnel: Phi = 66.34, c' = 326 kPa
In caso di pendio: Phi = 64.04, c' = 369 kPa

La differenza pertanto è del tutto trascurabile ai fini pratici.

I risultati inoltre sono congrui con il fatto che lavoriamo a pressioni piuttosto basse e vicine allo zero nel grafico tau-sigma. Pertanto la retta di regressione ha elevata pendenza e la coesioen intercetta è relativamente (per una roccia) piccola.

Ulteriore aspetto: un'eventuale comportamento della superficie di rottura delle fondazioni che si discostasse un pò dal modello della rottura di tunnel e pendii, comporterebbe una diminuzione (o aumento) di phi ma una contemporanea inversa tendenza di c', con la compensazione accennata in un precedente post.

Per finire, perliamo di una resistenza del terreno in presenza di sollecitazioni sismiche pari a quasi 4 GPa, molto al di là della resistenza del cemento armato e piuttosto irrealistica.

Se settiamo il campo 'application' in roclab a 'general', con S3M = 18.75 MPa, con i parametri di resistenza in output (c' = 4 GPa, phi = 33.5°): resistenza = 223 MPa, 20 volte meno che nel caso precedente.


In conclusione:

anche se un ragionamento logico porterebbe a considerare valore di S3M bassi, i parametri corrispondenti comportano valori mostruosi della resistenza dell'ammaso alla rottura di fondazioni superficiali.

Meglio pertanto settare il campo 'applicazioni' a 'general'? Oppure semplicemente prendere il valore immenso di capacità portante e dire chiaramente che è la resistenza strutturale dei pilastri a delle fondazioni a governare lo SLU??

Eventuali commenti tuoi o di altri colleghi sono benvenuti.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)