Perfetto! Allora riflettiamo:
siamo passati da una verifica del carico limite che poggiava i suoi fondamenti sulla famosa formula trinomia, con i relativi coefficienti correttivi, basata quasi esclusivamente su parametri geotecnici, e si regolavano i suoi "limiti" con l'applicazione di un Fs=3.
Ora nell'approccio 2 (ma anche nel DA1) sulla verifica al carico limite incidono:
1) almeno il doppio del Khi (citazione Mccoy, aggiungo certa). Parametro non geotecnico, ma legato alla sismicità del sito (zonazione, Vs30, stratigrafia, ecc);
2) un fattore di 1.3-1.5 di amplificazione delle azioni dei carichi A1 (citazione Ing. M. Franceschini, aggiungo variabile). Parametro non geotecnico, ma progettuale.
3) un gammaerre 2.3 (citazione NTC 2008, aggiungo irremovibile). Parametro non geotecnico che agisce come coefficiente di sicurezza.
4) un fattore M1 (citazione NTC 2008, aggiungo finalmente). Parametro sì geotecnico, ma che deve essere "trattato" con metodi semiprobabilistici (e/o in M2 del DA1 aggiustato con coefficienti parziali).
Stando alle nuove norme concludo:
o in vent'anni la geotecnica ne esce molto male, o riconosce che le sue verifiche fondamentali sono correlate ad altri fattori e, soprattutto, a contenuti epistemologici di discipline attigue.
Ultima modifica di Ferry; 26/04/2008 00:39.