Giustissimo Mccoy. In realtà non mi riferivo al gammaemme come coefficiente parziale adimensionale, ma al fattore M nel suo insieme parametro geotecnico-coefficiente parziale. Cio che maggiormente mi fa riflettere è proprio l'ultima parte della tua osservazione: aumentare le indagini (penetrometrie continue, ecc), per influire (a priori) negativamente sulla resistenza del terreno, mi sembra, in parte, un controsenso, in quanto incrementare le indagini, dovrebbe aumentare le certezze, poiché diminuiscono le variabili. A questo punto, potrebbe essere valido il metodo di farne poche, basarsi sull'esperienza conoscitiva ed usare il parametro più cautelativo (a patto di rientrare nelle verifiche). Tenendo conto che la geotecnica dovrebbe fornire elementi e metodologie per ricavare dati certi in modo sempre più deterministico, e sempre meno in modo empirico (lasciando poi alla statistica la ricerca, non del dato, ma dell'errore sulla misura, e incidendo 2 volte sullo stesso parametro, prima con l'assunzione del valore caratteristico, poi con il coefficiente parziale nel DA1), mi sembra quasi un affermazione di un grosso limite della geotecnica stessa, che per giustificare una sua verifica, si basa su elementi non propri (la sismicità del sito, le azioni dei carichi, i coefficienti di riduzione in favore della sicurezza). Conclusione: la parametrizzazione geotecnica nella verifica del carico limite (a differenza di come succedeva nel DM 3-11-1988) incide, solo in parzialmente, per la determinazione del carico limite (verifica geotecnica).
Accetto le critiche (costruttive,) ma mi sembra difficile dimostrare il contario. Cio ovviamente avvalora la mia (nostra) convinzione della fondamentale importanza della caratterizzazione geologica soprattutto nelle verifiche "prettamente" geotecniche.