Innanzitutto, grazie per le risposte, come al solito puntuali ed esaurienti.
La questione, come vedo, non può essere risolta agevolmente, a meno di ipotizzare ciò che si ritiene plausibile o meno.
Mi pare sensato il caso da te esemplificato, nel quale, ponendo H=10 m, ottieni dei valori di c' e fi' che appaiono "più realistici" per l'ammasso roccioso. In effetti, adottando l'ipotesi "general", si ottengono valori veramente muostruosi di coesione intercetta, oggettivamente meno sensati in relazione al campo tensionale nel quale avviene la rottura di fondazioni superficiali.
Il dilemma da te sollevato alla fine del post resta tuttavia aperto:
concordo con te sul fatto che sembri più corretto adottare valori di sigma3max calcolati per H=10m per ottenere dei valori sensati di c' e fi', salvo poi trovarsi, nel calcolo del carico limite, con valori molto elevati.
Forse è davvero meglio settare il tutto su "general" e utilizzare un valore del carico limite che ci appare più ragionevole, nonostante c' e fi' apparentemente poco ragionevoli?
La soluzione più sensata mi sembra tuttavia l'ultima proposta: per piccoli edifici residenziali e ammassi rocciosi caratterizzati da valori di GSI non troppo bassi, lo SLU viene raggiunto sicuramente con maggiore facilità per collasso di elementi strutturali dell'edifcio che non per rottura dell'ammasso roccioso di fondazione. In queste applicazioni, quindi la scelta dello stato tensionale da adottare nella modellizzazione, potrebbe addirittura divenire un superfluo esercizio matematico, poiché, qualunque sia il risultato, ai fini dell'SLU, le azioni resistenti saranno comunque molto maggiori delle azioni.