La frase chiave è "accelerogrammi artificiali spettro-compatibili".
Secondo me comprende tutti quei metodi che forzano una serie temporale a convergere ad uno spettro convenzionale. Per fare un esempio concreto, la prima parte di Belfagor genera un accelerogramma in funzione di magnitudo e distanza (e dovrebbe essere lecito) mentre la seconda obbliga la serie a convergere ad uno spettro dato. Se questo spetto è uno spettro derivante da uno studio di risposta locale (EERA, SHAKE) non dovrebbero esserci problemi, mentre i problemi sorgono se i "target" sono spettri di normativa, che come riportano le NTC sono " ottenuti da inviluppi di spettri di risposta di numerosi eventi reali... sono caratterizzati da una banda di frequenze irrealisticamente ampia". La buona notizia e che se si usano programmi tipo SIMQKE, si va contro le norme ma lo si fa a vantaggio di sicurezza, dato che si fornisce al progettista un input decisamente più oneroso.
Riguardo alla scelta degli accelerogrammi reali, credo che non dovrebbe essere difficile per un professionista interrogare per coppie M/D (e magari anche per meccanismo focale e condzioni di sito) le banche dati disponibili on line per l'Italia (
http://stage.imteam.it/ItacaNet/), per l'Europa (
http://www.isesd.cv.ic.ac.uk/ESD/) o per il mondo (
http://www.cosmos-eq.org/). Come base per la scelta dei pametri di sorgente si può utlizzare la banca dati dell'INGV che sta alla base della zonazione per i calcoli di pericolosità (
http://legacy.ingv.it/DISS/ ; per chi fosse interessato a siti europei fuori confine c'è
http://legacy.ingv.it/roma/banche/catalogo_europeo/index.html ).