quindi... siamo nelle mani "immobili" dell'Università". Tutto rimmarrà come prima, le Università non attiveranno i corsi e gli studenti non le inseriranno nel proprio percorso formativo: siamo nelle mani di S. Gennaro!
Per il nuovo tariffario, già inviato al Ministero, sarà il caso di riprenderlo alla luce delle nuove considerazioni e sviluppi immagino. Comunque mi sembra prolisso e troppo vincolante a volte. Bisognerebbe eliminare dallle competenze tutti gli strumenti di lavoro (GIS ad esempio), che non sono competenze ma semplici mezzi. Infatti, è ovvio che un geologo si esprima attraverso relazioni, calcoli e disegni. Ma interverrò sull'argomento molto più in dettaglio.
Per commentare quanto detto da Giuseppe Magliocca, condivido che oggi è sterile fare discorsi sui tariffari. Ma non riesco a comprendere cosa possa significare svendere il proprio onesto lavoro. Ognuno da un prezzo al proprio lavoro che dipende da tanti fattori, non da ultimo il numero di libri tecnici letti e "compresi". Penso che in questi casi non si tratti di una svendita, ma di una ammissione del valore del proprio impegno in relazione a quanto richiesto. Se questo va bene al Cliente, che dire... anche perchè chi non sarebbe più contento a presentare prezzi più alti e non "svenduti"? Sono convinto che la battaglia dei prezzi bassi sia persa in partenza perchè concettualmente mal impostata.
Diciamo che il tariffario ti pone sulla giusta strada per imparare a prezzare il tuo lavoro, quindi più che per il pubblico lo riterrei utile come guida ai giovani professionisti. Ovviamente è solo una traccia di partenza, poi al Cliente l'ultima parola.


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