Scusate la domanda che forse parte da gravi carenze di nozioni di base.
Mi trovo davanti una palificata di progetto...3 metri di scavo e 7 metri di palo, già verificati allo slittamento sotto la punta. Falda a - 7 metri, zona urbana e quindi superfici impermeabilizzate ovunque.
Fino a 5 metri di profondità ho limi ed argille normalconsolidati, materiale abbastanza buono. Poi 1 metro di sabbie seguite da ghiaie clastosostenute in matrice argilloso sabbiosa.
Per la verifica a lungo termine tutto bene...inserendo phi' e c' da tagli lenti in condizioni di saturazione "naturale" fra 92 e 100% .
Andando a fare la verifica in condizioni non drenate ho asegnato ai terreni un phi=o, Ka=1, Kp=1, e cu tale e quale a quanto ricavato dall'ELL.
In queste condizioni l'ingegnere non riesce a verificare l'equilibrio della palificata, con differenze veramente notevoli rispetto alle condizioni drenate. Mi son fatto un foglio di calcolo con l'angamento della tensione orizzontale usando solo la Cu per i terreni coesivi, calcolando anche il sovraccarico distribuito con boussinesq, ed è negativa quasi fino a fondo scavo.
Perchè la palificata di progetto, che è ad occhio più che ben dimensionata, non va bene nonostante l'andamento della tensione orizzontale?
E' possibile che il programma di calcolo usato dall'ingegnere (prosheet) utilizzi indiscriminatamente la correzione di rottura per trazione/fessurazione?
E' chiaro che se così fosse non può essere utilizzato per una verifica a breve termine con Ka=1 e Cu da ELL.
Se si, come facciamo a superare il problema?palificata?