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In qualità di attuale referente SIGEA per l’Abruzzo ritengo necessario fare alcune precisazioni in merito ai post inviati da Alex64.

Premetto che da sempre stimo, dal punto di vista professionale, il collega e precedente referente SIGEA Geol. Leo Adamoli.

1. Già a partire dal 2001 al Geol. Adamoli venne chiesto, da parte di una componente di SIGEA Abruzzo, di allargare il raggio di azione dell’associazione, evitando di focalizzare tutte le energie e le risorse economiche (assai poche per la verità) sulla questione Gran Sasso, dato che questa sua linea “politica” stava di fatto distruggendo SIGEA Abruzzo. L’invito gli venne rinnovato immediatamente prima delle votazioni di fine 2002 per l’elezione del Referente regionale SIGEA, ma di nuovo senza esito.

2. L’allora Referente Adamoli e alcuni dei soci che lo appoggiavano si presentarono all’assemblea indetta per l’elezione del referente regionale, nel 2002, con un numero di deleghe pari se non superiore a quelle in mio possesso.

3. Le deleghe in mio possesso erano state regolarmente compilate e firmate dai componenti il gruppo di soci, che non accettava più l’esclusivo accentramento dell’attività SIGEA sulla questione Gran Sasso e l’indisponibilità di Adamoli a convocare le riunioni a Pescara o a rotazione nei quattro capoluoghi di Provincia.

4. A seguito delle dimissioni di Adamoli, sono stato nominato referente SIGEA in qualità di primo candidato non eletto e la mia nomina sottoposta all’approvazione dei soci, in prima istanza nel corso di una riunione operativa tenutasi a Pescara, presso la sede dell’Ordine dei Geologi, nel novembre 2003; successivamente è stata approvata, in via definitiva, dall’Assemblea annuale, tenutasi nel dicembre 2003 a L’Aquila e delle cui decisioni sono stati regolarmente informati tutti i soci iscritti alla SIGEA Abruzzo.

5. Attualmente l’associazione è in fase di ripresa, con i suoi 38 soci regolarmente iscritti e tre importanti eventi in cantiere: un Convegno per il 27 gennaio 2005, dal titolo I DISSESTI IDROGEOLOGICI RECENTI IN ABRUZZO – I danni, Gli interventi, Gli investimenti organizzato congiuntamente all’Ordine dei Geologi; una Giornata di divulgazione sulla speleologia urbana per aprile 2005, organizzato insieme all’ADIS e allo Speleoclub di Chieti; la preparazione del prossimo Geological Day, organizzato con l’Ordine dei Geologi.

6. Trovo deplorevole, dal punto di vista deontologico, che un collega usi un forum, utilizzando peraltro la copertura di un nickname (è forse più facile esporre le proprie idee in forma anonima?), per muovere contestazioni verso altri colleghi e verso l’Ordine dei Geologi cui appartiene, in quanto il forum è frequentato solo da una piccola parte di noi geologi. Altri sono i canali di “dibattito” (Rivista Geologia dell’ambiente - SIGEA, Rivista Geologia tecnica e ambientale – CNG, Ordine dei Geologi); la stessa mia risposta arriva in ritardo, perché ho appreso notizia della polemica in atto da terzi.

7. Ritengo fondamentale il contraddittorio, purché esso sia serio, rispettoso degli altri e soprattutto suffragato da concreti dati scientifici. Purtroppo non ho riscontrato nessuna di queste basilari regole del confronto scientifico nell’intervento di Alex64. In particolare mi indigna il giudizio espresso su Raniero Massoli Novelli, collega di notevole esperienza, ma soprattutto persona non presente, quindi impossibilitata a difendersi dalle accuse, gratuite, che gli vengono mosse.

8. Tengo a specificare che la posizione di SIGEA Abruzzo, rispetto alla terza canna del traforo del Gran Sasso, è quella di attendere i risultati definitivi degli approfondimenti di carattere geofisico e geologico in fase di ultimazione; quindi andare a valutare, senza pregiudizi di sorta, la fattibilità dell’opera e il suo grado di impatto ambientale.

9. Infine è intenzione mia e del Consiglio Direttivo SIGEA organizzare, nel corso della primavera – estate 2005, una giornata di incontro e discussione sulla questione Gran Sasso, incontro ad iscrizione libera ossia aperto a tutti i colleghi che vogliano esporre le proprie ragioni, naturalmente se suffragate da dati scientifici, siano esse pro o contro.

Spero di essere stato esauriente nelle mie risposte, in ogni caso vi ricordo che il mio indirizzo e-mail è geoinform@libero.it .


Il Referente SIGEA-Abruzzo
Geol. Enrico Lanti.

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con sincera sincerità,della storia della sigea non è che me ne importi granchè,soprattutto perchè non so neanche cosa sia;peraltro più che da geologo ho espresso un giudizio sulla situazione,da semplice cittadino, e a quello aggiungo: deontologicamente non si utilizza un'associazione,senza fini di lucro per la promozione di affari personali(con ciò non voglio fare dirette allusioni),deontologicamente su temi importanti come questi i dubbi di un'intera comunità devono essere anteposti a quelli della comunità scientifica, se si parte da questi semplici assiomi deontologici si può iniziare a parlare di Gran Sasso....aggiungo: l'unico che può parlare di Gran Sasso ribadisco è il Dott.Adamoli(opinione strettamente personale)....

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Allora veniamo ai punti:

1. Cosa l’attenzione posta sulla possibilità di un terzo traforo era una linea politica di Leo Adamoli? Complimenti ad Enrico Lanti che oltre a non farsi idee proprie sulla questione prende quelle scritte da alcuni giornali in chiave politica. Ma sei un geologo o no? Leo parla in quanto geologo e non politico. Ma ti sei mai letto cosa il progetto definitivo prevede?
Comunque gli argomenti trattati nelle assemblee erano sempre in ragione di tre e non solo della questione relativa al terzo traforo.
2. Falso ho ancora il verbale di votazione con 16 votanti due astenuti e 5 deleghe portate da te. Allo spoglio erano tutte a tuo nome, sapendo chi aveva votato per Leo. Possiamo chiedere agli altri presenti di cui ho i nomi nel verbale se portarono deleghe.
3. Lo credo bene!
4. Non ho dubbi.
5. Mi fa piacere tanto più che mi sembra di ricordare che il Geological Day da un po’ (da quando ad organizzarli per primo era Leo Adamoli) non riguardava aspetti applicativi ed ambientali della geologia (erosione della costa, dinamiche fluviali ecc.).
6. Mi chiamo Alessandro Venieri e se rileggi bene questo post non ho attaccato l’Ordine dei Geologi Abruzzo ho solo detto che in merito alla questione non si è mai espresso lo ha fatto invece quello dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Teramo. A volte caro Enrico sul forum si dicono cose indegne è vero, o false ma a volte anche cose vere e solo con argomenti di fatto si può controbattere, cosa che tu non stai facendo. A proposito di Geologia Tecnica ti invito a leggere il numero 3/90 dove vengono affermate determinate cose (depressione della falda di 600 mt dai dati ANAS-COGEFAR impresa esecutrice dedotti dalle pressioni elevatissime in alcuni punti 64 atmosfere) non smentite dall'articolo di Massoli-Novelli e Petitta ma neanche menzionate. L'articolo presenta 23 riferimenti bibliografici ed è molto dettagliato in merito.
7. Ho da poco ricevuto la risposta del duo Massoli-Novelli Petitta (hanno firmato entrambi ribadendo che sono professori associati) a cui ho fatto recapitare una mia e-mail che come te non rispondono a quanto da me contestato ma si limitano a ribadire che i loro sono studi fondati su base scientifica mentre quelli di Leo Adamoli su interpretazione di dati altrui, strano ma l'articolo prima citato nelle 23 bibliografie ne presenta 6 di Leo Adamoli e nessuna di Petitta o Massoli Novelli. Poi mica dicono che il progetto prevede l’ultimo chilometro in falda!!! E che cavolo centri con il traforo del Monte Bianco!! Oltre al fatto che comunque si fosse bucato il Gran Sasso si sarebbe trovata acqua in maniera copiosa e non, che lo sanno anche i più sprovveduti geologi, che le formazioni carbonatiche (in quanto anche carsiche) contengono più acqua dei flysch. Nell'attraversamento della faglia di Valle Fredda vi furono notevoli ed improvvisi colpi d'acqua con portate fino a 20.000 l/s. Poi accidenti beccarono proprio l’alto idrostrutturale nel centro! Addirittura affermano che lo sversamento casuale sul torrente Mavone di pseudocumene dimostra (non essendo stato riscontrato nella rete acquedottistica) che i laboratori sono bene isolati ignorando che c'è un Ordinanza Nazionale di Protezione Civile per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso dal 18 luglio 2003, proprio perchè è stato verificato (prove con fluorescina e presenza di sostanze diisopropilnaftalene nelle acque destinate al consumo umano) commistione tra scarico dei laboratori e rete acquedottistica. Complimenti anche qui.
8. Si attendiamo altri risultati (scusa ma quali?) è intanto questi se non fossero stati fermati da ricorsi amministrativi già erano partiti con i cantieri (ricordi Lunardi a settembre partiremo con i lavori) ohh l’esecutivo è gia fatto sulla base del definitivo!!!!!!
9. Scusa i pregiudizi penso che stiano da una parte oltre agli interessi che si faccia questa scriteriata opera in nome della sicurezza.
Per concludere la cosa più deplorevole è che non ricordi che la delibera del CDN (Consiglio Direttivo Nazionale) della SIGEA del 16/10/02, fatta apposta per le prese di posizione di Leo Adamoli sul terzo traforo, cita: “gli interventi in pubblico e sui mezzi di comunicazione di massa fatta da esponenti delle SIGEA e a nome dell’Associazione, in particolare dai Presidenti di Sezione e dai Referenti Regionali, devono essere preventivamente concordati con il CDN” e di questo in quanto TU REFERENTE REGIONALE DOVRESTI VERGOGNARTI PER PRIMO. Infatti grazie a tale delibera sei stato eletto
Quote:
sono stato nominato referente SIGEA in qualità di primo candidato non eletto
16 voti due astenuti, candidati Leo Adamoli ed Enrico Lanti (con 5 deleghe), risultati 11 voti Leo Adamoli 8 Enrico Lanti. Oltre al fatto che proprio per tale delibera immaggino che tu tale intervento lo hai dovuto concordare con il Consiglio Direttivo.

Il mio indirizzo di posta elettronica è alessandro.venieri@tin.it

Dott.Geol. Alessandro Venieri

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Per dovere di informazione ecco la risposta dei Proff. Marco Petitta e Raniero Massoli Novelli alle mie critiche sull'articolo apparso nel sito di geologi.com e su questo pubblicata:
http://www.geologia.com/articoli/idro/massoli.html
Lo staff di geologi.com non mi ha dato più modo di replicare per le grosse sciocchezze contenute nella risposta alle critiche, poiché entrambi i Prof. si rifutano di continuare la polemica.
Le mie ulteriori osservazioni erano queste nella speranza che, come lo stesso Enrico Lanti afferma, attraverso la Sigea e pubblicamente mi sia data la possibilità di replicare e dibbatterne con gli interessati:

Forse i Professori Raniero Massoli Novelli e Marco Petitta non hanno capito dal mio intervento che le critiche non riguardano l'attendibilità dei dati, ma alcune affermazioni o omissioni così messe in ordine:
(In grassetto sono riprese le citazioni dell'articolo scientifico e della risposta alle mie critiche)
Non viene menzionato l'abbassamento della falda (quantificato in metri) (Vedere intero capitolo 3 articolo Massoli-Novelli Petitta). I seicento metri citati nel precedente articolo di Leo Adamoli su Geologia Tecnica 3/90, derivati dai tre sondaggi profondi eseguiti (Fontanari, Monte Aquila e Vaduccio) e dalle pressioni riscontrate (23 riferimenti bibliografici citati), sono una sua invenzione?
Viene richiamata la necessità del terzo traforo in merito al rischio incidenti (considerazione non scientifica) "La galleria, della lunghezza di 6 km, funzionerà da tunnel di servizio per il Laboratorio, eliminando una grave situazione di rischio per l’attuale traffico automobilistico all’interno di una delle due gallerie."
Viene preso a riferimento l'incidente del Monte Bianco (considerazione non scientifica) "Infatti, e sembra incredibile dopo il noto, recente gravissimo incidente nella galleria del Monte Bianco, da molti anni lo svincolo per l’accesso di automezzi di servizo al Laboratorio risulta ubicato all’interno della galleria Teramo-Roma." (La galleria del Monte Bianco collega l'Italia all'Europa ed è un solo tunnel, in quella del Gran Sasso, che collega la provincia dell'Aquila a quella di Teramo all'interno della stessa regione Abruzzo, ce ne sono due di tunnels con by-pass posti mediamente ogni 250 m).
Non viene detto che la parte terminale del traforo (circa un chilometro) e le due sale previste sono in falda (omissione gravissima il progetto definitivo approvato dal Consiglio Superiore dei LL.PP. con Seduta del 31. 07.98, Voto n. 265 e disponibile su internet da diversi anni, lo prevede) "..alla luce degli studi idrogeologici finora eseguiti, si ritiene che l’impatto idrogeologico della terza galleria sarà minimo poiché essa verrà realizzata al di sopra delle altre due e quindi in zona già drenata dai tunnel" e ancora nella risposta alla critica "Il nuovo tracciato della terza galleria, non ancora definitivo quando preparammo l’articolo, ..." L'articolo risale al 2001 il progetto definitivo viene approvato nel 1998.
Ancora si insiste sulla necessità dell'opera in nome della sicurezza stradale (considerazione non scientifica) "Inoltre, l’attuale uso come galleria di servizio ed unico accesso ai Laboratori INFN della galleria autostradale Teramo-Roma, con svincolo all’interno della stessa, si ritiene debba essere al più presto eliminato, a causa dell’elevato rischio di incidenti oggi esistenti." I rapporti degli ultimi cinque anni della polizia stradale dimostrano il contrario per via dei rallentamenti imposti dalla deviazione.
Si afferma l'indispensabilità delle due gallerie (considerazione non scientifica) "Certamente il drenaggio delle gallerie autostradali del Gran Sasso, opera molto necessaria per l’assetto viario della regione,..............."
Si afferma due volte (nell'articolo e nella risposta alle critiche) che è stata intaccata la risorsa permanente “l’acquifero del Gran Sasso ha reagito alla sollecitazione indotta dal drenaggio dei trafori, …modificando rapidamente il proprio assetto idrodinamico ed erogando notevoli quantità d’acqua sotterranea dai drenaggi, a discapito di riserve permanenti e quindi non rinnovabili” ma allo stesso tempo si afferma "Tali modifiche non possono essere comunque considerate solo negative, considerando la diminuzione della portata delle sorgenti basali, poichè va considerato che attualmente risultano disponibili per l’approvvigionamento idropotabile tutte le acque drenate dai tunnels (circa 1.5 m3/s),"
Si afferma che non è stato compromesso il valore idrogeologico ed ambientale del Gran Sasso (considerazione scientifica?) "I decrementi osservati alle sorgenti, ai quali concorre sicuramente un ciclo pluriannuale di basse precipitazioni, non sono comunque tali da compromettere il notevole valore idrogeologico ed ambientale del massiccio del Gran Sasso, tranne in situazioni particolari molto localizzate." Però si afferma che si tratta di falda molto estesa e intercomunicante "I tunnels hanno incontrato la falda regionale del Gran Sasso"
Ed ancora in merito alla risposta alle critiche
Sulla possibilità dello spostamento del tracciato atto ad interessare le formazioni flyschioidi e non quelle carbonatiche "Quanto alla possibilità di “spostare il tracciato di soli tre chilometri”, si tratta di una affermazione del tutto priva di fondamento..............Inoltre riteniamo, proprio alla luce dei tanti dati oggi esistenti, che con molta probabilità qualsiasi galleria attraversante il massiccio del Gran Sasso avrebbe intercettato comunque la falda e sempre copiosamente." Ho fatto la tesi in idrogeologia (poi mi sono specializzato nei problemi di idraulica fluviale ed erosione delle coste) e penso di avere le conoscenze di base dell'idrogeologia e dell'idrodinamica sotterranea che invece nella risposta alle critiche vengono messe in dubbio, anche se non ho 25 pubblicazioni sul Gran Sasso (come viene ribadito) e non sono Professore Associato, però alla improbabile possibilità che mi fosse stato concesso di esaminare un alunno all'esame di idrogeologia, alla domanda "dove pensi di trovare più acqua nelle formazioni carbonatiche o nei flysch?" con una risposta del tipo "con ogni probabilità in entrambe" lo avrei bocciato, poiché, logicamente, non considerava un aspetto semplice come quello del carsismo, cosa che i Proff. Raniero Massoli-Novelli e Marco Petitta citano nell'articolo e forse non capiscono? " In ogni caso i valori alti di infiltrazione risultano dovuti a tre fattori principali: elevato indice di fratturazione delle rocce carbonatiche, caratteri climatici, presenza di numerosissime dissoluzioni carsiche. Sotto tale profilo si ritiene rilevante la presenza della vasta depressione tettonico-carsica di Campo Imperatore, ad una altitudine di m 1.700 circa." A me è stato insegnato che per fare della buona idrogeologia c'è bisogno di conoscere bene la geologia e saper fare rilevamento geologico e questo credo che a Leo Adamoli possa essere riconosciuto.
Questa affermazione ha dell'incredibile "Riguardo all’incidente dei Laboratori cui si riferisce il collega, esso è chiaramente avvenuto dopo la stesura del nostro articolo su Geologia dell’Ambiente, uscito nel 2001 e poi inserito in www.geologia.com, ed è stato quindi impossibile per noi da citare! Ed allora chi è che fa “pessima informazione”, noi o Venieri?....Comunque nella sua gravità esso testimonia il buon isolamento dei Laboratori: lo sversamento accidentale infatti ha inquinato il torrente Mavone, senza che nessuna conseguenza ci fosse per le acque di falda intercettate dalle gallerie e indirizzate alla rete acquedottistica. "
C'è un'Ordinanza Nazionale di Protezione Civile per la messa in sicurezza del sistema Gran Sasso del 18 luglio 2003, con le seguenti motivazioni ed entrambi i Professori Associati non sanno nulla? Ma poi se con questa logica arrivano alle deduzioni di dieci anni di studio è preoccupante la cosa, oltre che essere veramente grave:
Motivazione ordinanza:
Considerato che, in data 16 agosto 2002, all'interno dei laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso, durante la fase di test di un impianto di filtrazione e purificazione della pseudocumene, nell'ambito dell'esperimento denominato Borexino, si è verificato un incidente comportante lo sversamento nel pozzetto di drenaggio di un consistente quantitativo di detta sostanza chimica; Considerato che dagli accertamenti effettuati a seguito del citato incidente la condotta drenante e di scarico dei laboratori del Gran Sasso risulta avere, in più punti o tratti, contatti idraulici con la roccia sede della falda idrica che alimenta l'acquedotto del Ruzzo e con la rete dello stesso acquedotto; Preso atto del provvedimento in data 28 maggio 2003, con cui il giudice per le indagini preliminari di Teramo ha disposto il sequestro preventivo della sala C dei laboratori del Gran Sasso nell'ambito di un procedimento giudiziario tuttora in corso; Considerato, altresì, che in data 18 giugno 2003, durante le prove di monitoraggio effettuate dai tecnici della Commissione all'uopo istituita è stata rinvenuta una sostanza del tipo diisopropilnaftalene nelle acque destinate al consumo umano; Ravvisata, quindi, la necessità, anche in relazione all'ineludibile esigenza di consentire la ripresa delle attività di studio e ricerca del laboratorio in condizioni di massima sicurezza, di adottare una prima ordinanza di protezione civile, volta a definire un piano di interventi idoneo a superare l'attuale contesto emergenziale inerente alle strutture del laboratorio medesimo; Atteso che la situazione emergenziale in atto, per i caratteri di urgenza non consente l'espletamento di procedure ordinarie, bensì richiede l'utilizzo di poteri straordinari in deroga alla normativa vigente; Sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; Acquisita l'intesa della Regione Abruzzo; Su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Dispone:



Ancora aspetto risposta alle motivazioni che hanno spinto il Consiglio Direttivo della SIGEA nazionale, di cui entrambi fanno parte, ad affermare, in seguito alle dichiarazioni di Leo Adamoli sul terzo traforo Gran Sasso (allora Referente Regionale Abruzzo per la SIGEA ), con delibera del 16 ottobre 2002 che " gli interventi in pubblico e sui mezzi di comunicazione di massa fatta da esponenti delle SIGEA e a nome dell’Associazione, in particolare dai Presidenti di Sezione e dai Referenti Regionali, devono essere preventivamente concordati con il CDN". Questo lo ritengo veramente grave!
In fede

Dott.Geol. Alessandro Venieri

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