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Iscritto: Jan 2007
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Ciao VdT
La tua proposta di discussione manca di alcune premesse.
Il termine RECUPERO non è molto adatto, secondo me, in quanto un'area diventa desertica (in condizioni naturali) in virtù di un sistema di agenti, fattori e condizioni (come si insegna ai corsi di geomorfologia e geografia fisica).
Di quali aree desertiche parli? A che latitudine? Suggerirei, di fissare una premessa e poi si va a fondo con la nostra discussione:
Inquadramento/posizione geografica, posizione climatica, quadro geologico-geomorfologico etc, sono necessari. A questo punto possiamo parlare di destinazione/impiego/sfruttamento.
In più, secondo me è molto importante il quadro geopolitico in cui è inserita l'area (sovranità, e situazione politica), nel caso Tu abbia degli obbiettivi minerari o di altra natura.
Ciao.
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Iscritto: Jun 2000
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Se ti può essere di sollievo .... scusa !
John Fitzgerald Kennedy - "Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticarti mai i loro nomi"
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Iscritto: Jun 2000
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Questo post è desertico ! ... hoops scusa mi è sfuggita, però non è da cantina! - peggio.
John Fitzgerald Kennedy - "Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticarti mai i loro nomi"
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Iscritto: May 2006
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Ragazzi, devo dire che sono rimasto alquanto rammaricato delle risposte che ho letto. Capisco l'umorismo che di tanto in tanto ci vuole è vero, ma potevate anche evitare di trasformare una mia richiesta, che è alquanto seria, in un topic di cantina. Mi auguro che qualcuno in possesso delle conoscenze circa l'argomento abbia voglia di rispondere. Non ci incazziamo!!!!!!!!! Si, l’argomento è interessante ma è come parlare della geologia di dettaglio di mezzo mondo. Troppo generico parlare di recupero dei deserti. Cosa intendi con Recupero? Di quale tipologia di deserti stiamo parlando? Stiamo parlando di deserti freddi o caldi? Quali dei caldi? Forse, ti interessano le metodologie per franare l’erosione del suolo in aree subdesertiche? Forse, ti riferisci all’avanzata dei deserti caldi e alla riduzione dei deserti freddi? Ecc. ecc. ecc. ecc. Visto che ti accingi a fare una tesi dovresti avere le idee più chiare. Behh………. Dopo una risposta del genere ci vuole un bel bicchiere di Falanghina.
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Iscritto: Mar 2008
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Ok, avete ragione, effettivamente mancano le premesse, ma mi aspettavo che tra un bicchiere e l'altro s'intavolasse la discussione. Cmq era mia intenzione incentrare la tesi sui deserti caldi e magari in maniera più specifica quello del sahara. M'interessava sapere essenzialmente se ci sono tecnologie adatte ad un possibile recupero completo o parziale del deserto. Sono stato nel sahara e ho visto piante che vivono tranquillamente grazie alle loro radici che riescono a giungere in profondità per attingere acqua. Ma so anche che ci sono tecniche che permettono una rifertilizzazione del deserto. Quello che chiedo è se qualcuno può consigliarmi testi da cui attingere informazioni o se qualcuno ha informazioni in merito a ciò. Ora potete anche bervi un buon bicchiere di vino e mi unisco anch'io.
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Azz!!…………ti sei scelto proprio il Sahara!! “Recuperare” il Sahara equivale a recupera tutti i deserti caldi del mondo. Ci sono tutte le tipologie di deserto caldo. Non voglio scoraggiarti, ma mi sembra un’impresa titanica. Io se fossi in te, concentrerei l’attenzione più sulle fasce subdesertiche. Credo che limitare l’avanzata del deserto è un grande obbiettivo, 6 milioni di ettari annui di nuovi deserti sono molti. Ho scritto limitare perché la desertificazione è connessa anche alla traslazione delle fasce climatiche e, quindi, alla variazione del clima. Comunque, credo che in ambiti specifici si può fare qualcosa. In particolare bisogna lavora con la gestione di quel poco d’acqua che poi recuperare con i diversi sistemi. Ammesso che riesci a recuperare dell’acqua devi lavorare sulla forte evaporazione. In molti casi hanno provato ad irrigare in aree desertiche e come risultato hanno ottenuto la salinizzazione dei suoli.
Comunque, se vuoi del materiale inizia a cercare le organizzazioni che lavorano in tali zone. La FAO ha fatto dei progetti sperimentali nella zona del Sahel, gli israeliani sono all’avanguardia sulle tecniche di irrigazione, gli egiziani stanno deviando il Nilo, ecc.
Ad ogni modo, ricordati che qualsiasi cosa pensi di fare non puoi trascurare le specifiche caratteristiche geologiche,geomorfologiche, ………………..locali.
……………mo ci vuole proprio una bella bottiglia di falanghina
Ultima modifica di Adriano Iachetta; 26/06/2008 10:48.
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Lo dicevo io che serviva l'acqua!
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…………..è la prima essenza della vita!! Poi viene la CO 2 per alcuni organismi e O 2 per altri. La vita senza H2O non esisterebbe. In ambienti anaerobici c’è vita, in assenza di CO 2 alcuni organismi vivono meglio, mentre senza H 2O non sopravvive nessuna forma di vita. Non a caso la NASA si sta preoccupando di trovare H 2O nel “deserto” marziano. Certo, questo è un caso limite di “recupero dei deserti”. Sulla Terra le cose sono più semplici, l’acqua c’è in abbondanza, ma è “mal distribuita” (DIREI COME IL LAVORO GEOLOGICO).  Quindi, si tratta di lavorare con la quantità e la distribuzione areale dell’acqua. Nei deserti della Terra l’acqua arriva in quantità limitata e/o concentrata in pochi periodi dell’anno. Tanto è vero che in molti deserti ogni n anni si verifica un’esplosione di forme di vita. Poi arrivano i periodi completamente asciutti e rimangono poche piante che riescono a captare quelle poche riserve idriche che si sono accumulate nel sottosuolo. Altre piante nei deserti costieri riescono a sopravvivere anche con l’umidità della nebbia. ecc. ecc. Ovviamente, sto parlando di aree peridesertiche. …………………… dopo pranzo si ragiona meglio. Quel liquido giallo paglierino fluidifica la mente 
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Conclusione ? Lasciamo i deserti a se stessi e speriamo che non si espandano anche verso di noi. Comunque si, gli istraeliani sono molto esperti (Jaffa) di come convivere nelle are di margine dei deserti caldi, ma poi in fine è sempre l'H2o e non basta da sola ci vuole anche il sangiovese ! ......
John Fitzgerald Kennedy - "Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticarti mai i loro nomi"
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Stai tranquillo per Siena. Il modelli dicono che l’espansione interesserà alcune zone della Sicilia e della Puglia-Basilicata. Del resto a Siena potete ovviare alla carenze di H2O con il sangiovese
hai mai assagiata la Falanghina? È frizzantina, leggermente amara, con un retrogusto di fiori. Ottima per i periodi caldi.
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