georghit diciamo che è una mezza provocazione...

Il ruolo del geologo è sicuramente fondamentale (e su questo come si dice dalle mie parti "non ci piove"), però non è, e probabilmente non sarà mai, un punto di riferimento. Punto di riferimento è chi ad esempio in un piano di caratterizzazione e bonifica ha competenze per pianificare prima e progettare poi (o anche se non è chiamato a fare ambedue le cose ha comunque competenze tali da poter pianificare e gestire l'intero iter).

Poi che ci sia qualcuno di noi che, dopo anni di esperienza lo fa, tanto di cappello... però sino ad oggi le mie esperienze dicono il contrario e cioè che sulla mascherina alla voce progettista ci sta un ingegnere ambientale e più sotto... (sopra o sotto il chimico) ci sta il geologo (consulente ovviamente); a mio avviso non è niente di diverso di quanto si verifica nella realizzazione di un immobile: il geologo è fondamentale, certo, ma il punto di riferimento è sicuramente un altro…..

la provocazione c’è ed è del tutto lecita !!! perché ancora una volta, là dove avevamo una possibilità e tutte le carte in regola per essere sia consulenti che progettisti (o almeno coprogettisti) ce la sia fatta sfuggire

tutto ciò perchè gli ingegneri hanno saputo adattarsi perfettamente all’evoluzione del mercato, talora anticipandone gli sviluppi, mentre noi siamo rimasti “orgogliosamente al palo”

ed in prospettiva futura? niente di buono ovviamente! al momento in cui scrivo gli ingegneri ambientali sono mosche bianche, ma poi? cosa succederà tra qualche anno, quando ingegneria avrà ormai sfornato qualche migliaio di laureati specializzati in tecnologie ambientali e geologia avrà invece qualche altro migliaio in più di laureati altamente specializzati nel riconoscimento di conchigliette di varie età dimensioni e peso ???

Apparte battute, penso di parlare con cognizione di causa in quanto lavoro in campo ambientale e quindi... mi sono preso un Ing. ambientale

è una ragazza neolaureata e ho già visto che avrò ben poco da insegnargli...