Angelo,
il problema è interessante e la procedura FEM suggerita da marco Francescchini è sicuramente rigorosa.
Al proposito, mi vengono in mente unpaio di considderazioni.
La possibilità di individuare a filo (o quasi) dei plinti uno spessore con maggiore densità relativa, che non si confonda con una fluttuazione stocastica (le sabbie hanno una lunghezza di autocorrelazione non piccola e maggiore delle argille in genere), o i cui effetti non siano mascherati da una detta fluttuazione.
Per cui dovresti eseguire varie verticali a filo e non, e paragonare la significatività delle differenze, se esistono.
Altro metodo, non privo degli stessi problemi di cui sopra ma che permetterebbe di visualizzare meglio un fenomeno di addensamento localizzato, sarebbe quello delle penetrometrie orizzontali su un fronte di scavo a breve distanza dal plinto.
Tuttavia, mi chiedo se tutto questo possa davvero essere utile.
In condizioni statiche, se consideriammo il cedimento come elastico, una volta misurato con metodi affidabili il modulo edometrico oppure quello elastico delle sabbie a lato dei plinti (ossia, non caricate), il cedimento dovuto al carico addizionale è semplicemente legato, secondo la sovrapposizione degli effetti, a quel 10-20% in più di progetto, a meno che si vogliano ravvisare fenomeni visccosi sui quali non tutti sono d'accordo per le sabbie.
Ossia, delta cedimento = cedimento a 480 KPa -cedimento a 400 Kpa utilizzando il modulo originale.
In questo modo non consideri, cautelativamente, eventuali fenomeni di sovracconsolidazione dovuti al carico. Anche perchè l'accorciamento della colonna di terreno è in funzione della profondità, come è in funzione della profondità il delta-carico propagato attraverso il terreno.
Un ulteriore aspetto: 400 KPa sono tantini, se l'edificio non è lesionato, con una sabbia dalle caratteristiche da te citate (con phi prossimi al Phi_CV oppure limosa) ciò suggerirebbe l'esistenza di sovraconsolidazione, ipotesi da accertare con modellazione geologica (deposizione-erosione?) o con metodi quali il dilatometro marchetti, in questo caso molto utile.
Se utilizzi il penetrometro statico, E > 2.5 qc, anche di molto, in sabbie sovraconsolidate.
Se invece parliamo di condizioni dinamiche, dovremmo considerare l'avvenuto cedimento delle sabbbie sopra (e sotto) falda e sottrarlo al cedimento dovuto alle sollecitazioni indotte dal sisma.
Con alcune possibili ulteriori complicazioni dal punto di vista delle condizioni al contorno, sulle quali non mi dilungo e che andrebbero vantaggiosamente studiate con i metodi prima suggeriti da Marco.
Ovviamente, quanto sopra con l'ipotesi di assenza di fenomeni di liquefazione che governino la stabilità...