Georghit, quello che voglio dire è che un ing. ambientale neolaureato esce dall'università con una preparazione e attitudini al lavoro (inteso come impiego diretto sul campo) a noi semplicemente sconosciute
tengo infatti a precisare che la persona cui fo riferimento non è sicuramente un'eccezione, di colloqui ne ho fatti diversi e quello che mi ha stupito è che l' 80-90% dei neolaureati Ing. ha sostenuto l'esame a pochi mesi dalla laurea con ottimi risultati
ora ripeto, mai e poi mai il sottoscritto metterà in dubbio le competenze della nostra categoria, però occorre l'obbligo di essere obbiettivi
di geologi esperti nel campo ambientale ce ne sono molti, ottimamente preparati e con un bagaglio di esperienze tale da far invidia a 1.000 Ing., però queste persone quanto hanno dovuto pedalare per arrivare dove sono? quanta gavetta? quanti errori? quanti cantieri sotto l’acqua per scoprire qualc'osa che invece ad un Ing. ambientale viene insegnata “sui banchi di scuola”?
mettiamoci nell’ordine di idee di chi deve assumere una persona, la domanda è: puntare su un geologo o su di un ingegnere?? io rispondo in base alla mia esperienza visto che ho sia l’uno che l’altra:
- l’Ing. a sette mesi dalla laurea, in completa autonomia e dopo soli tre giorni di lavoro (a casa sua) ha timbrato la prima pratica per attività di recupero rifiuti di rocce da cave autorizzate, senza peraltro che mi sia dovuto scomodare a portarlo sul posto o dirgli a quali normative fare riferimento
- al geologo ho dovuto praticamente RIFARE L’UNIVERSITA’ e ancora dopo più di un anno si muove tra mille difficoltà, dubbi e insicurezze (per dirla tutta anche a me toccò la stessa trafila)
qundi domando: come si può essere tanto ottimisti di fronte alla progressiva affermazione di una figura professionale che non solo ha competenze ben più vaste delle nostre (e quidi entrerà per forza di cose in competizione con noi), ma che ha soprattutto una preparazione di base tale da poter intraprendere la professione a pochi mesi dalla laurea???
mentre a noi in genere ci vogliono anni di gavetta e tanta propensione al “ fai da te “
È VERO CHE “ L’OTTIMISMO È IL SALE DELLA VITA ” MA TUTTO HA UN LIMITE !!!