geostudio:
non si può generalizzare in questo modo, anche se personalmente sono totalmente d'accordo a metà con quello che dici
ok per quanto riguarda la preparazione di base e la 'mentalità pratica': i geologi sono molto carenti in questo senso, per l'impostazione stessa dei due CdL.
non sono d'accordo per quanto riguarda l'attitudine al lavoro, che invece è un fatto estremamente soggettivo e non legato a nulla se non al carattere della persona.
lavorando per conto di società (multinazionali) di consulenza ambientale dove erano presenti vari settori (VIA, siti contaminati, strumenti di gestione ambientale e qualità, gestione dei rifiuti, etc) e professionalità (ingegneri e geologi prevalentemente) ho visto che:
- i geologi si occupavano prevalentemente di siti inquinati e della parte di competenza (non poca cosa) negli altri settori.
- gli ing. erano invece dedicati ad altri settori meno specifici (iso14000 e rifiuti ad es.)
- a livello medio e alto (da project manager in su), non c'era grossa differenza nell'utilizzo delle varie professionalità.
- per stessa ammissione degli ingegneri, i geologi ricoprivano il ruolo fondamentale, essendo in questo tipo di consulenze:
- la progettazione in senso stretto abbastanza 'sempliciotta'
- molto importante la visione (anche naturalistica) d'insieme dei problemi, la pratica sul campo e le basi di materie che gli ing. non conoscono in partenza, e di cui in seguito non si occupano.
inoltre, ho visto *licenziare* una ragazza (ing. chimico) neolaureata appena assunta, perchè 'immobile' (secondo i capi..) lavorativamente.