il consiglio di fare quello che ti piace e quello dove riesci meglio, secondo me è sempre il migliore.
Diceva il mio vecchio relatore di tesi: "l'importante è imparare un metodo, poi che tu studi il nucleo terrestre o vai a vendere bicchieri è lo stesso." e lui di bicchieri se ne intendeva.
Io ho un dottorato in petrografia e lavoro nella modellazione idraulica, quindi sembra giusto come consiglio.
Detto questo l'altro consiglio è capire il momento.
Io mi sono laureato dieci anni fa, e sembrava che fosse impossibile lavorare. Adesso, che il petrolio è alle stelle, via tutti a lavorare sul petrolio.
vai su questo sito
http://www.earthworks-jobs.com/ e vedrai quante superofferte soprattutto per geofisici. Guarda cosa chiedono nelle offerte di lavoro e fatti un'idea.
La geofisica non è il mio campo ma ho degli amici che lavorano in quel campo e mi sembra che lavorino tutti e bene.
Pensa che per geofisica non intendo lo studio della litosfera o andare a piantare picchetti e leggere gli strumenti. Intendo l'analisi del segnale, l'imparare a programmare in qualche linguaggio, la restituzione grafica di un modello 3D. Se la matematica non è il tuo forte, io però non farei questo tipo di scelta. Altrimenti, questo e un po' di inglese e il lavoro è garantito. Certo, scordati di restare in Italia.
La geologia applicata: è vero che se vuoi lavorare come libero professionista è la scelta migliore. Ma anche qui, geologia applicata non vuol dire solo andare in montagna a scarpinare. Certo serve anche questo, ma per come la vedo io vuol dire anche imparare a usare strumenti, software (autocad, arcgis, photoshop etc etc), normative e quantaltro.
Con questo puoi provare, se non vuoi metterti in proprio, con le compagnie di costruzione. Lavoro, se sei giovane, ce n'è. Anche qui pensa a cosa vuol dire. A me tempo fa una grossa compagnia mi ha offerto un lavoro in Bolivia, per la costruzione della ferrovia. Tre anni di lavoro. tre anni in cui torni a casa ogni sei mesi. Può piacere o non piacere.
Master e dottorati all'estero sono parole che riempiono la bocca.
Bisogna però essere consapevoli di cosa significa. Un master all'estero di solito costa. Un dottorato io lo consiglierei a chiunque, però se applicato a qualcosa di reale. Il mondo della ricerca è un mondo terribile. Io lavoro all'università, a me è andata abbastanza bene, ma quanti ne ho visto, partire per un dottorato all'estero, tornare sperando di trovare lavoro all'università e trovare che al ritorno i posti sono stati occupai da gente che spesso ha come unico pregio quello di essere rimasto qui. Un dottorato applicato alla pratica è un ottimo mezzo per imparare, badando bene di non farsi tentare dalle sirene della ricerca a meno di non essere fortemente motivati e perchè no particolarmente capaci.
Ad ogni modo il mio non è un messaggio pessimista. Lavoro ce n'è, e nella maggior parte dei casi il datore di lavoro considera il neolaureato come tabula rasa, qualsiasi sia la tua specializzazione, loro considerano che tu non sappia fare nulla.
e quindi una specializzazione vale l'altra.
Il consiglio finale è, guardati attorno, cerca di imparare più cose possibili, non solo geologia, ma anche informatica, le lingue le nuove tecnologie.
in bocca al lupo