è ovvio che di geotecnica gli ingegneri ne sanno più di noi, anche se quassù tra i monti del friuli gli ingegneri storici chiedono la "sigma ammissibile" al geologo. il prof nava non ci riconosce la RELAZIONE GEOLOGICA, ci manda a scoprire perchè avvengono le glaciazioni e passa dritto alle prove triassiali. gli si può augurare di farle su un solidissimo gneiss, a un metro da una bella cataclasite. ho spedito la lettera all'ordine, la allego sotto. ciao
ps per navy: altra opportunità per chi non sa insegnare è insegnare educazione fisica
Gentili colleghi,
nell'articolo “Al limite della resistenza” firmato dal sig. Massimo Murianni e pubblicato dal mensile scientifico Newton di dicembre 2004 pag. 26 si legge un'affermazione gravemente lesiva per la professione di Geologo. Vi invio un riassunto dell'articolo:
Si parte con una domanda sul ponte di Messina:
il terreno su cui poggia il ponte reggerà? “ Trovare la risposta è compito dell'ingegneria geotecnica” dice Roberto Nova docente di Geotecnica del Politecnico di Milano .... “... oggi ogni opera civile richiede l'intervento di un ingegnere geotecnico che provi il comportamento delle terre e delle rocce....”
poi si chiede, come si fa a capire se un terreno reggerà il peso di opere come ponti gallerie linee ferroviarie metropolitane miniere?
“Il primo passo sono i test di carico su campioni del materiale... ... i dati sperimentali raccolti servono poi per creare una teoria, cioè un modello matematico del terreno. Così un computer può provare il materiale....”
...quindi si parla delle applicazioni ambientali dell'ingegneria geotecnica nell'analisi di sicurezza dei territori a rischio di frane o terremoti...
“La nostra è una disciplina in grandissima espansione, anche se non è ancora molto nota”
Anche perché è spesso confusa con la geologia.
“I GEOLOGI, PERÒ”, conclude Nova, “SI SPECIALIZZANO NELLA DESCRIZIONE DEI FENOMENI PER CAPIRNE LE CAUSE; GLI INGEGNERI, INVECE, INTERVENGONO SUL TERRITORIO, IL LORO COMPITO È QUANTIFICARE IL COMPORTAMENTO DEL TERRENO PER COSTRUIRE”
Questa affermazione, in un discorso relativo ad opere per le quali la relazione geologica fa parte del progetto e a zone soggette a rischio sismico o idrogeologico, praticamente abolisce le competenze dei geologi professionisti, riservando ai geologi solo generici compiti scientifici. Ritengo assai grave che a pronunciarla sia stato un professore di geotecnica di un prestigioso ateneo, perchè egli non può non conoscere i geologi e il DM 11.03.1988 e perchè i suoi studenti saranno in futuro i nostri diretti collaboratori. Auspico un intervento dell' Ordine contro l'ultima affermazione del professor Nova, a mio avviso gravemente scorretta nei confronti della nostra categoria.
Vi porgo i miei migliori auguri di buon lavoro e di buon Natale, grazie per l'attenzione.
Cordiali saluti
dott. geol. Andrea Astori