Insieme ad alcuni colleghi della Provincia di Viterbo, abbiamo preparato il documento (che trovate in calce) che vorremmo trasmettere al Consiglio Nazionale dei Geologi, per richiedere la modifica del Regolamento dell'Aggiornamento Professionale Continuo.
Se siete d'accordo dovete inviarmi all'indirizzo menghini@stega.it
1) luogo e data di nascita
2) n°di iscrizione all'Albo Regionale

Se qualcuno di voi non fosse al corrente dei temi trattati, o anche per chiedere semplici chiarimenti o altro, non esitate a contattarmi.
Ritengo che questa sia l'ultima possibilità per cercare di dare voce alla base della categoria (principalmente costituita da liberi professionisti), troppo spesso trascurata e che invece ha pieno diritto ad incidere sul futuro della categoria.

Nel caso di adesione, vi prego di fare girare il documento al numero maggiore possibile di colleghi, in modo da diffonderlo su tutto il territorio nazionale.

Sicuramente il documento è perfettibile ed ognuno di noi vi troverà delle cose da modificare, ma è importante ora non sottilizzare troppo e tenere invece a mente il principale obiettivo: rendere FACOLTATIVO l'APC.
Solo se procederemo compatti e numerosi, potremmo sperare di ottenere qualche risultato

Vi saluto cordialmente, sperando di condividere con voi questa iniziativa

Dr. Geol. Antonio Menghini
menghini@stega.it

Ecco il documento che invieremo al CNG:


RICHIESTA DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO APC

Il Consiglio Nazionale dei Geologi con Delibera n.143/06 ha inserito, tra le norme deontologiche, l’obbligo dell’Aggiornamento della preparazione professionale degli iscritti. Nel Dicembre 2007, lo stesso CNG ha emanato il Regolamento per l’Aggiornamento Professionale Continuo (APC) a carattere sperimentale, successivamente approvato dagli Ordini regionali.
Non v’è dubbio sul fatto che l’aggiornamento professionale rappresenti uno strumento indispensabile per adeguare le conoscenze del Professionista ai tempi, alle innovazioni tecnologiche, agli approcci concettuali, alle problematiche, ecc. In questo senso chiunque eserciti una libera professione non può non sentire la continua necessità di rinnovare, o migliorare il proprio bagaglio culturale, anche per non essere tagliato fuori dalla realtà di mercato.
Tuttavia la risoluzione del Consiglio europeo 2002/C 163/01 del 27/06/02 partendo dal presupposto che l’apprendimento permanente è connaturato con l’uomo ed il suo interagire con la Società, non ne prevede l’obbligatorietà. A riprova di ciò non si può non prendere atto del fatto che l’Ordine degli Ingegneri e quello degli Architetti hanno ritenuto opportuno lasciare la libertà ai propri iscritti di organizzare, in base alle esigenze, alle specializzazioni ed alle disponibilità di ciascuno, le modalità dell’aggiornamento professionale, rendendolo facoltativo.
D’altro canto non si vede come il cittadino italiano che abbia conseguito una laurea ed abbia superato un esame di Stato per accedere alla professione, possa essere impedito di esercitarla in caso di mancato raggiungimento del cumulo di crediti previsto, a meno di non modificare la legge istitutiva della professione stessa, piuttosto che le sole norme deontologiche.
Si tenga conto peraltro del fatto che le esigenze lavorative e familiari, nonché economiche degli iscritti, porteranno preferibilmente a selezionare i corsi disponibili in sede regionale, creando una sorta di standardizzazione delle conoscenze a scala regionale, piuttosto che nazionale, aprendo un altro fronte, dopo quello della formazione universitaria, di differenziazione, e forse di discriminazione, tra i geologi italiani.
L’obbligatorietà poi dei corsi APC farà sì che con il passare del tempo, per raggiungere il cumulo dei crediti annui, una volta esauriti i corsi strettamente connessi ed utili alle proprie esigenze e specifiche professionali, ci si ritroverà a seguire corsi praticamente inutili o addirittura a ripetere gli stessi.
Non si è inoltre tenuto conto dei problemi che potranno avere le colleghe in maternità, ovviamente in estrema difficoltà nel seguire i corsi secondo le rigide scadenze previste.
In conclusione, l’opportunità, se non la necessità dell’innalzamento del livello qualitativo del lavoro professionale non viene messo in alcun modo in discussione; si ha però ragione di credere che esso sia perseguibile più correttamente con altre metodiche quali, ad esempio, la messa a punto di adeguati standard di lavoro e/o la verifica a campione della qualità degli elaborati professionali, l’inserimento di geologi in tutti gli uffici preposti al controllo di elaborati geologici di vario genere (es. Provincia, Genio Civile, ASL, etc.), piuttosto che con l’obbligatorietà di partecipazione ai corsi di aggiornamento. Se i corsi di aggiornamento fossero resi facoltativi, senza limiti temporali e di numero di crediti, essi potrebbero comunque qualificare i curricula dei professionisti stessi ed in particolar modo dei geologi più giovani.
Alla luce di tutto ciò, i sottoscritti geologi firmatari del presente documento ritengono di dover proporre al Consiglio Nazionale una modifica al Regolamento che abolisca l’obbligatorietà dell’A.P.C. e ne sancisca il carattere di attività facoltativa; operazione che riteniamo possibile anche alla luce del fatto che il Regolamento stesso, per specifica definizione del CNG, assume carattere sperimentale per il triennio 2008-2010.