Gaio,
la parola prassi non è felice ma anche il prof. Berardi in un suuo ottimo libretto -che consiglio- sui pali di fondazione si esprime con il termine consuetudine.
Innanzi tutto partiamo dal fatto che per calcolare un palo servono formule e soprattutto letteratura convalidata, troppo spesso ho visto calcoli sulla base di un "ho sempre fatto così".
E è ben noto che di grande letteratura sul calcolo dei pali alle tensioni efficaci non troviamo molto se non qualcosa ultimamente, fatto dall'Imperial College che comunque presuppongono prove non sempre troppo a nostra disposizione.
Da tale considerazione, e anche altre che sorvolo, si perviene all'uso del calcolo della portata con Cu.
A tal proposito per il calcolo dei pali io sono della opinione che sia necessario affiancare alle formule dove vengono usati i parametri -Cu, in questo caso- le formule che calcolano la portata direttamente dalle CPT.
A tale proposito molta letteratura si è avuta ulimamente che convalida questa tesi, in rete si può trovare anche il lavoro di Alzamann molto buono, per non dire di quello notissimo di Bustamante.
IN ogni caso MAI e poi MAI il calcolo di un palo è figlio di un "foglio di excel" e spero proprio di non avere a che fare ancora per molto con persone che scaricando un foglietto dal web hanno la pretesa di progettare.
Per il calcolo di un palo è necessario vagliare innanzi tutto le modalità costruttive, le possibilità logistiche e poi vagliare con attenzione le formule che si possono usare anche in relazione a riscontri precedenti della zona.
Soprattutto è necessario capire che non esiste secondo me una formula migliore dell'altra ma spesso ne vanno considerate più di una per vedere quale meglio si adatta alla situazione.
A riprova che progettare un palo non è il caso di essere troppo superficiale, o affidarsi troppo a chi ha fatto dei programmini spesso dozzinali, consiglio la lettura del lungo articolo di Mandolini presentato al convegno ricercatori di geotecnica di Bari un paio di anni fa.
marco