Un vecchio caro amico (un pò più giovane di me) mi ha mandato le seguenti argomentazioni sulla questione dell'aggiornamento professionale così come è stato concepito che ovviamente condivido pienamente, e sulle quali vi invito a meditare:

1) l'ordine professionale ci commina, in caso di non adempienza, il massimo della pena, ovvero la catastrofe economica: ci impedisce di continuare a lavorare;

2) tutto ciò che è stato fatto in una vita di lavoro (aggiornamenti, ricerche, pubblicazioni scientifiche) non viene considerato: i più anziani di noi sono oggettivamente puniti;

3) gli ordini regionali dovranno investire le poche energie e risorse per l'organizzazione dei corsi di aggiornamento: meglio sarebbe dedicare l'impegno alla difesa dei nostri interessi professionale.

Antonio