Un paio di aspetti specifici nella nota di Vannucchi:
Pag. 9, tabella 1: COV (coefficiente di variazione) dell'azione sismica= 138% (enorme). Questo vuol dire che se, ad esempio, Ag/g = 0.3 (valore medio), il 68% circa dei dati possono essere plausibilmente compresi tra -0.114 e +0.714 (distribuzione normale). Per cui l'eccessiva accuratezza del sistema di coordinate non riflette assolutamente le incertezze insite nel modello.
Pag. 12, primo paragrafo, ultimo periodo:
La traduzione in termini numerici delle parole "elevato volume di terreno" o "modesti volumi di terreno", o anche di "valori prossimi ai valori minimi" è comunque lasciata alla sensibilità del progettista.
In effetti non è tanto da biasimare la normativa italiana, poichè gli stessi eurocodici sono vaghi in proposito. Con questa spiegazione qualitativa i redattori degli eurocodici hanno voluto evitare l'introduzione del concetto di campi aleatori, lunghezza di autocorrelazione, funzione di riduzione della varianza, complicando ulteriormente l'argomento. In realtà la dimensione del volume di terreno implicato nello stato limite può essere motivata con argomentazioni rigorose, anche a livello qualitativo (ad esempio, con pali trivellati di grande diametro, modelli di rottura che si sviluppano lungo la parte inferiore del fusto, i volumi del terreno agli SLU potrebbero essere considerati 'grandi' invece ceh 'piccoli').
pag. 14, figura 3:
Circa le categorie di sottosuolo, Vannucchi è d'accordo con quanto dicevamo (passata discussione su questo forum) sul fatto che (a rigore) le 'zone di nessuno' dovrebbero rientrare in categoria S2.