Esatto, si tratta del punto 6.8.2.

Per quanto attiene alla sicurezza di fronti di scavo e trincee, questi vanno tenuti aperti o senza confinamento per brevi periodi, per cui appare ragionevole adottare il tempo di ritorno minimo, magari equivalente al lower bound di normativa (35 anni). Verificare in condizioni statiche è pericoloso, non si sa mai, potrebbe esserci un terremoto con lavoratori in trincea. Caso raro ma la iella non ha limiti. E comunquwe in zone sismiche le verifiche vanno eseguite in condizioni dinamiche.

Allo stesso tempo, andrebbe utilizzato un fattore di sicurezza piuttosto elevato, anche in considerazione del grado di conoscenza del terreno ottenuto con prove.
In ogni caso io mi metterei nei panni di un collega CTU nell'ipotesi della morte di un operaio in seguito al crollo di una trincea di profondità > 1.5 m che noi abbiamo verificato essere stabile. Massima cautela.

Dal punto di vista del committente, oltre sapere se franerà o meno (SLU), può essere richiesto, se necessario, un dimensionamento delle opere di sostegno (ma dubito che sia nostra competenza).

Gli SLE sono ovviamente più rilevanti per stabilità di opere ai lati di fronti di scavo, non tanto per la stabilità degli stessi. Qualche settimana fa si è discusso di questo aspetto in un altro thread.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)