Più di trent'anni fa ho visto un povero giovane con il torace schiacciato e quindi morto a causa del franamento di uno scavo di un paio dimetri d'altezza con scarpata verticale (passavo di lì per caso dopo pochi minuti che era accaduta la digrazia) e vi garantisco che mi rabbrividisco ancora.

Il fatto si era verificato in primavera , in piena pianura padana, sopra falda, in un tratto di strada largo, fiancheggiato da case (nessuna lesionata) perchè era uno scavo eseguito per mettere delle fognature ma c'era l'accumolo della terra scavata a lato dello scavo.

Mi sono sempre chiesto se a priori avrei potuto prevedere quella instabilità.

La risposta è: no, perchè la causa è stata l'accumolo della terra.

Morale: non trascurare mai questo problema e se si crede, raccomandarsi alla Divina Provvidenza e se non si crede, bè ci siamo capiti ugualmente sulla mossa da fare perchè anche se lo si mette nella relazione l'obbligo per l'impresa di allontanare la terra di scavo della pareti dello stesso questa non porterà mai via la terra per poi riportarla se poi la deve riprotare per chiudere lo scavo.

Nel migliore dei casi l'impresa mette la terra alla massima distanza raggiungibile dal braccio dell'escavatore.

Lo stesso dicasi per la pendenza degli scavi profondi per la costruzione dei piani interrati, anche se in questo le frane risultano un pò meno pericolose avendo le maestranze la possibilità di scappare.

Così purtroppo va il mondo !