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Essendomi dedicato alla lettura delle nuove normative tecniche sulle costruzioni e sulla sicurezza, ho preparato una lista di alcuni articoli di legge, in parte leggermente in disaccordo, sui fronti di scavo. Si può allegare la lista alla fine delle relazioni, specificando che è necessario il rispetto di tali norme.

Rammento che certificare la stabilità di un fronte senza l'adeguato sostegno di prove e calcoli può essere molto, molto pericoloso.
Personalmente lo farei solo se molto, molto remunerato (anche in considerazione dei rilievi da eseguire per cautelarsi a dovere).

o D.Lgs 81/2008, art. 118: Nei lavori di splateamento o sbancamento eseguiti senza l'impiego di escavatori meccanici, le pareti delle fronti di attacco devono avere una inclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, da impedire franamenti. Quando la parete del fronte di attacco supera l'altezza di m 1,50, e' vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base e conseguente franamento della parete. 2. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all'armatura o al consolidamento del terreno.

o D.Lgs 81/2008, art. 118: Nello scavo di pozzi e di trincee profondi piu' di m 1,50, quando la consistenza del terreno non dia sufficiente garanzia di stabilita', anche in relazione alla pendenza delle pareti, si deve provvedere, man mano che procede lo scavo, alla applicazione delle necessarie armature di sostegno.

o D.Lgs 81/2008, art. 120: E' vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi. Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature.

o DM 14 01 08 “Norme tecniche sulle costruzioni”, 6.8.6. (fronti di scavo): Per scavi trincea a fronte verticale di altezza superiore ai 2 m, nei quali sia prevista la permanenza di operai, e per scavi che ricadano in prossimità di manufatti esistenti, deve essere prevista una armatura di sostegno delle pareti di scavo.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Mi pare strano che questo post non abbia avuto alcuna risposta, quindi provvedo io.
Innanzi tutto grazie!
Le ASL della mia zona stanno chiedendo a tutti i coordinatori della sicurezza i calcoli di stabilità dei fronti di scavo, con le eventuali opere di "rinforzo" necessarie alla sicurezza dei lavoratori, i quali girano la domanda la geologo.
Ora, come procedere in questo caso, ovviamente ben retribuiti?
Nel caso di scavi provvisori dobbiamo calcolare la stabilità dello scavo "a breve" ed applicare le NCT par.6.8.2. solo per quanto riguada lo Stato Limite Ultimo e tralasciando lo SLE ....... corretto?

Grazie
Francesco

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Ho visto ultimamente dei piani della sicurezza.
Da paura se teniamo conto di quanto vengono pagati.
Sono una accozzazgli di domande e risposte prestampate.
In pratica tpo fai attenzione perchè succede questo.. usa questo provvedimento. Analisi nessuna.

A mio parere nel caso dei parametri geotecnici per terreni non prettamente coesivi, sta su niente con le pendenze usuali. La cosa mi pare poco difendibile. Lo dico contro il mio interesse.


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Esatto, si tratta del punto 6.8.2.

Per quanto attiene alla sicurezza di fronti di scavo e trincee, questi vanno tenuti aperti o senza confinamento per brevi periodi, per cui appare ragionevole adottare il tempo di ritorno minimo, magari equivalente al lower bound di normativa (35 anni). Verificare in condizioni statiche è pericoloso, non si sa mai, potrebbe esserci un terremoto con lavoratori in trincea. Caso raro ma la iella non ha limiti. E comunquwe in zone sismiche le verifiche vanno eseguite in condizioni dinamiche.

Allo stesso tempo, andrebbe utilizzato un fattore di sicurezza piuttosto elevato, anche in considerazione del grado di conoscenza del terreno ottenuto con prove.
In ogni caso io mi metterei nei panni di un collega CTU nell'ipotesi della morte di un operaio in seguito al crollo di una trincea di profondità > 1.5 m che noi abbiamo verificato essere stabile. Massima cautela.

Dal punto di vista del committente, oltre sapere se franerà o meno (SLU), può essere richiesto, se necessario, un dimensionamento delle opere di sostegno (ma dubito che sia nostra competenza).

Gli SLE sono ovviamente più rilevanti per stabilità di opere ai lati di fronti di scavo, non tanto per la stabilità degli stessi. Qualche settimana fa si è discusso di questo aspetto in un altro thread.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Più di trent'anni fa ho visto un povero giovane con il torace schiacciato e quindi morto a causa del franamento di uno scavo di un paio dimetri d'altezza con scarpata verticale (passavo di lì per caso dopo pochi minuti che era accaduta la digrazia) e vi garantisco che mi rabbrividisco ancora.

Il fatto si era verificato in primavera , in piena pianura padana, sopra falda, in un tratto di strada largo, fiancheggiato da case (nessuna lesionata) perchè era uno scavo eseguito per mettere delle fognature ma c'era l'accumolo della terra scavata a lato dello scavo.

Mi sono sempre chiesto se a priori avrei potuto prevedere quella instabilità.

La risposta è: no, perchè la causa è stata l'accumolo della terra.

Morale: non trascurare mai questo problema e se si crede, raccomandarsi alla Divina Provvidenza e se non si crede, bè ci siamo capiti ugualmente sulla mossa da fare perchè anche se lo si mette nella relazione l'obbligo per l'impresa di allontanare la terra di scavo della pareti dello stesso questa non porterà mai via la terra per poi riportarla se poi la deve riprotare per chiudere lo scavo.

Nel migliore dei casi l'impresa mette la terra alla massima distanza raggiungibile dal braccio dell'escavatore.

Lo stesso dicasi per la pendenza degli scavi profondi per la costruzione dei piani interrati, anche se in questo le frane risultano un pò meno pericolose avendo le maestranze la possibilità di scappare.

Così purtroppo va il mondo !





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In effetti gli scavi con un fronte unico ovvero non in trincea sono diversi, ma di quanto?
Se si fa un muro di sostegno bisogna sbancare per inserire la struttura ma con i parametri che forniamo noi solitamente non si riesce a lavorare e quindi?
Bisognerebe introdurre un valore di coesione dedicato solo allo scavo temporaneo per 24 ore o simili.
Cosa ne pensate


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Mi sono sempre chiesto se a priori avrei potuto prevedere quella instabilità.

La risposta è: no, perchè la causa è stata l'accumolo della terra.


A meno di prevedere a priori e cautelativamente un certo accumulo casuale come sovraccarico...
Dopo tutto la tua esperienza può averci dato un'idea.

Quote:
Se si fa un muro di sostegno bisogna sbancare per inserire la struttura ma con i parametri che forniamo noi solitamente non si riesce a lavorare e quindi?
Bisognerebe introdurre un valore di coesione dedicato solo allo scavo temporaneo per 24 ore o simili.
Cosa ne pensate


Io utilizzerei sempre un software di stabilità dei pendii. Se risulta che il fronte non è stabile, si ripete la verifica a diverse inclinazioni del fronte finchè la stabilità (con FS opportuno) viene raggiunta.

Potremmo utilizzare un piccolo valore di coesione apparente, se lo riteniamo (per esempio da documentate osservazioni - foto con data scattate a intervalli, e back-analysis opportuna) sempre specificando però che tale valore può essere annullato da vari eventi quali saturazione, ecc...

Alcuni post(s) fa si è parlato della pratica geotecnica con terreni insaturi, ma è risultato che le prove sono costose e le apparecchiature disponibili molto limitate (e inoltre su sabbie , a meno di costosissimi congelamenti, non risolveremmo molto).


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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In effetti nell'ultimo lavoro con scavo di circa 4 metri per ricavare un interrato per l'analisi di stabilità dei fronti ho utilizzato Phase della Rocscience (elaborato dal gruppo di Hoek). Pur essendo in depositi alluvionali ho considerato una certa coesione apparente, qualche kPa, perchè di fatto nella pratica ho constatato che c'è (altrimenti non bisognerebbe nemmeno far passare gli operai lungo il bordo dello scavo). Per lo scavo di tale altezza con phi di 35° ho ottenuto un angolo di scavo i 60-65°, è sottinteso che lo scavo va richiuso nel tempo di qualche giorno, e se piove va protetto. Per quanto riguarda i sovraccarichi, tipo materiale di scavo depositato sui bordi, non li ho considerati in quanto li ritengo un'arma a doppio taglio nel caso di eventuali crolli. Ho semplicemente prescritto che ciò che risulta dallo scavo deve essere allontanato dal bordo di diversi metri.

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Le verifiche , i calcoli, tutto quello che volete va bene ma quando ci sono dei dubbi o previsioni di venute d'acqua: palancole e come ripiego scavi per tratti ridotti ( 3- 4 metri ) anche se gli accidenti che uno prende non si contano.

D'estate il problema sono le fessurazioni che isolano blocchi enormi e di cui non si conosce la disposizione del piano d'apppoggio.

Se le indagini si sono fatte d'inverno e gli scavi d'estate cautelarsi sempre con la prescrizione di richiamare il geologo quando si fanno gli scavi.


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Le verifiche , i calcoli, tutto quello che volete va bene ma quando ci sono dei dubbi o previsioni di venute d'acqua: palancole e come ripiego scavi per tratti ridotti ( 3- 4 metri ) anche se gli accidenti che uno prende non si contano.

D'estate il problema sono le fessurazioni che isolano blocchi enormi e di cui non si conosce la disposizione del piano d'apppoggio.


Questi che cita Antonio sono alcuni dei problemi specifici e delle incertezze che rendono questo tipo di verifiche molto delicato e pericoloso...

Come ho già scritto in passato, il collega geologo prof. Bertini di L'Aquila, grande esperto di trincee geognostiche poichè ne faceva scavare a iosa per studiare il terreno, si guardava bene dall'entrarci dentro (ci faceva entrare i geologi giovani) ma un giorno gli si formò un cuneo di rottura proprio sotto i piedi, fu trascinato all'interno della trincea geognostica e fu recuperato cadavere.
E lui era proprio l'esperto indiscusso...


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