Ok da buon ex-forumista mi andrò, con pazienza, a rileggere i post sull'argomento.
Ad ogni modo un collega mi diceva che sono esclusi i crediti da PhD e MSc ottenuti in Italia o all'estero (la cosa è fuori dalla realtà purtroppo).
Comunque faccio un esempio molto banale ma molto comune soprattutto per il sud italia (isole comprese :-)).. prafrasando il trapassato Guido Angeli: se un giovane laureato (ma anche un vecchio ... e ce ne sono vi assicuro) non lavora perchè non inserito in un cosidetto "clan" che cosa se ne fa di un continuo aggiornamento professionale?
Occorre creare le occasioni di lavoro e non imbottirsi di ulteriori nozioni tecniche o meno che poi non potranno mai essere messe in pratica per mancanza di lavoro. L'esperienza la si fa con il lavoro non con i corsi "farsa". Non saranno certo i crediti acquisiti a mantenere alto un livello di professionalità di un geologo.
Tutto ciò per me ha il sapore di una "toppa" che è stata messa per celare il vero problema "l'incapacità di valorizzare la professione del geologo". Comprendo anche lontanamente l'utilità ma non ne comprendo l'obbligatorietà di frequentare questi cosidetti corsi.
Inoltre: chi fa parte di una P.A. può frequentare convegni o seminari (dai quali, mi dicono si acquisiscono crediti) anche gratuitamente (cioè mandatao dalla sua P.A.) mentre un libero professionista, magari, dovrà farlo sobbarcandosi spese di iscrizione e di trasferimento. E' così vero?
vabbè .. sull'argomento ci ritornerò .....