Normalmente i privati pagano a un certo numero di giorni dalla presentazione della fattura mentre gli enti pubblici pagano una quota (70-80%) alla consegna degli elaborati ed il saldo ad avvenuta approvazione degli elaborati.
In ogni caso bisogna presentare fattura, se i privati ritardano a saldarla bisognerebbe pagare l'IVA, per ovviare a questo "inconveniente" spesso si ricorre al seguente artificio. Allo scadere del trimestre si invia al debitore una nota di credito per la fattura vecchia seguita immediatamente da nuova fattura.
Per gli enti pubblici il problema in genere non sussiste, malgrado la loro lentezza nel saldare le fatture, esiste infatti un libro dei sospesi in cui vengono annotate le fatture emesse nei confronti degli Enti pubblici, una volta potevano esser mantenute nel libro a tempo indeterminato, poi Visco ha ridotto il tempo ad un anno.
E' da far notere che agli Enti pubblici, in caso di ritardato pagamento, possono esser addebitati gli interessi.
Questa discussione mi porta però alle seguenti considerazioni, a prescindere del fatto che l'accertamento fatto nei confronti di Antonio sia giusto o meno.

Se gli Ordini Regionali chiedessero agli Enti Pubblici di trasmettere al Fisco la lista dei geologi che hanno presentato relazioni (anche per conto dei privati) credo che le sottofatturazioni diminuirebbero notevolmente.