Ciao Giuliano
credo che anche le proteste inviate sul forum, di chi come me, è contrario agli APC siano da prendere in considerazione e non meno utili di chi esprime solo pareri favorevoli. Io sono stato a dire, in modo diverso, “arma per eliminare i concorrenti”, ovvero “mezzo per decimare gli iscritti” e, visto che dici che rispetti le posizioni contrarie e sensate ti espongo la mia posizione. Poi potrai anche asserire che offendo la mia intelligenza, ma le mie ragioni hanno un senso, che tu lo riesca a vedere o no.
1) Sono coinvolto in alcuni lavori all’estero e poiché sono, per contratto, costretto a risiedere sul luogo di lavoro non potrò, negli anni successivi, collezionare alcun credito pur rimanendo cittadino italiano, iscritto all’OR e, soprattutto, contribuente del fisco italiano. Risultato paradossale del mio risiedere all’estero per lavoro: essere sospeso dall’OR!
2) Ho cercato sul sito del CNG un regolamento degli APC che mi chiarisse in che modo si potessero sfruttare i crediti che ho acquisito mediante un MSc in geologia applicata all’ingegneria nel lontano 1996 in Inghilterra e un PhD successivo. Ebbene, sarà per la mia conclamata deficienza, ma non sono riuscito a trovare un benché minimo regolamento da visionare. Un amico, nelle mie stesse condizioni, ha contattato l’OR che gli ha risposto circa la nullità dei crediti di MSc e PhD (si badi bene che sono tutti contenuti assolutamente applicativi, alcuni dei quali, gironzolando per la rete, sono risultati essere addirittura contenuti di corsi di aggiornamento).
3) Avendo contribuito, in forma di correlatore ad alcune tesi di laurea in ingegneria ambientale riguardanti contenuti applicativi (avendo con cura e pazienza trasferito i risultati delle mia ricerca a studenti che paradossalmente, oggi, potrebbero anche tenere i corsi di aggiornamento), mi chiedo come mai questo tipo di valutazione non viene trasformata in crediti. Io non sono un accademico (ero un outsider nel concorso e tale sono rimasto con profondo orgoglio e soddisfazione – non devo mandare cesti natalizi a nessuno, per intendersi - ovvero non ero tra quelli in corsa …….. capiscimi) ma durante il PostDoc, interrotto per trasferirmi all’estero, ho continuato la ricerca, aiutando ben tre studenti a portare avanti la loro tesi applicativa che oggi, come ho detto, risulta essere inserita tra le tante materie di aggiornamento nei corsi APC. Ovviamente ho trattato un aspetto innovativo e non, comunque, esaustivo. Non vorrei che un giorno dovessi essere “obbligato” a dover seguire un corso sul quale, evidentemente, ho fatto ricerca e qualche pubblicazione. Si potrai dirmi che questo in effetti può valere per acquisire crediti, ma è pur vero che occorreva con onestà intellettuale, fissare una certa validità retroattività in modo che chiunque scelse di percorrere anzitempo la strada della “formazione di tasca sua” potesse veder ripagati gli sforzi “non obbligatori”.

Queste sono le principali ragioni (ovviamente personali) alla base della mia obiezione verso l’obbligatorietà dei corsi. Obbligatorietà certo, se ne può discutere, ma non senza aver visionato le diverse realtà che, come la mia, esigono almeno l’introduzione del carattere retroattivo nonché l’ampliamento del paniere di crediti acquisiti con lo studio e la ricerca.

Per la retroattività dell’EPAP nessuno ha fiatato … o mi sbaglio?

Ultima cosa (senza polemica): ti prego di non offendere chi decide di non firmarsi. E’ un sacrosanto diritto che si ha nei e nel forum, e non mi sembra che nell’Aprile 2000, quando mi iscrissi, vi era l’obbligatorietà di mostrarsi con nome e cognome (sebbene abbia rilasciato all’amministratore i miei dati personali veri). Tu sei libero di fare quello che vuoi, altrettanto io, ricordatelo per le prossime volte senza offendere la faccia di nessuno. Spero di essere stato chiaro.