Non so se era a me rivolta, ma comunque ricapitolo.
L'ingegneria è sempre stata e sempre sarà la patria del convenzionalismo.
E non nelle paratie, ma in tutti i campi.
Questo non significa affatto progettare a capocchia, ma farlo con i mezzi che si ha a disposizione.
Per esempio migliaia di telai sono calcolati con un semplice ql^2/8 o con il metodo di cross, tante capriate sono state fatte con il diagramma cremoniano.
Strumenti che si avevano a disposizione circa 20-30 anni fa e con i quali il progetto era una approssimazione molto convenzionale della raltà.
I coefficienti di sicurezza e la generosità dei materiali facevano il resto.
Oggi per fare un telaio o una capriata è OVVIO usare un programma fem, lo fanno gli studenti nella esercitazione.
Lo stesso secondo il mio parere deve valere nella progettazione geotecnica, invece questo non è affatto OVVIO.
Perchè?
Il problema sismico è altra cosa, anche un programma fem "corrente" è inadatto, bisogna usare programi che forse saranno consuetudine fra pochi anni, ma non ora.
Ecco dove ritorna il convenzionalismo, l'analisi dinamica (sismica per meglio dire) diventa pseudo statica e la soluzione la si effettua con un metodo che tenga conto del comportamento verosimile della stessa.
Insomma, non esiste un diagramma cremoniano in campo dinamico!
A maggior chiarezza delle mie parole si trovano gli scritti del Prof. Pozzati sul convenzionalismo della progettazione strutturale.

marco