Caro D.M., condivido buona parte delle tue argomentazioni.
Le APC sono la conseguenza della
Risoluzione Europea 2002/C 163/01, nella quale si invitano i Paesi menbri ad un continuo aggiornamento dei diversi protagonisti dello sviluppo sociale ed economico di ciascun Paese. In tale documento (recepito nell'
Art. 1 APC) in effetti non si menziona la reale obbligatorietà della formazione. Pertanto renderla obbligatoria da subito, con tutte le problematiche di tipo giurispudenziale sollevate da Cascone, appare certamente un atto quantomeno "temerario". Su questo tema, in effetti, si sarebbe potuta aprire una discussione. Il punto è: quanti realmente avrebbero partecipato alla discussione? Alla riunione annuale dei Geologi del Veneto difficilmente partecipa una media superiore al 10% degli iscritti, per motivazioni diverse e personali. Difficile immaginare un'ampia discussione in merito. Mi pare che chi è contro l'obbligatorietà delle APC ha avuto modo di esprimersi (vedi raccolta firme di Meneghini). Sei davvero convinto che la commissione d'esame crediti APC (7-8 membri) sia in grado di valutare la posizione di ciascuno dei circa 15.000 iscritti?
Credo che accetteranno qualsiasi tipo di formazione documentata, dalle esperienze all'estero, ai corsi di enogeologia (perchè non i corsi di lingua?). A mio parere andrebbe accreditata anche la formazione pervenuta per mezzo di testi e riviste, previa presentazione della fattura!
Stiamo andando, però, fuori tema: nei miei post volevo soltanto far osservare l'inconsistenza di un disegno archittettato nel corso del 84° Congresso SGI contro gli iscritti, anzi, notavo un atteggiamento opposto.