...rieccoci dopo qualche giorno....
Vorrei invitarvi ad una considerazione in relazione all'epilogo del mio ultimo intervento, in cui invitavo tutti noi a "fare corpo"....
Premessa.
In queste pagine si è fatto recentemente riferimento alle NTC 2008, che siamo tutti invitati a leggere ed a conoscere per quanto di nostra competenza.
Il capitolo 6 delle citate norme riguarda la progettazione geotecnica e riporta chiarissimi, ed inconfutabili, riferimenti al fatto che la pianificazione delle attività d'indagine sia di squisita competenza del progettista.
Fatto.
Il progettista (credo sia ancora così al giorno d'oggi) è un tencnico iscritto all'albo degli Ingegneri, degli Architetti o al Collegio dei Geometri (non ricordo se i Periti Industriali e gli Agronomi siano abilittati alla progettazione).
Ciò sta a dire che il Geologo, almeno stando a quanto si afferma nelle NTC, dovrà attenersi alla sola modellizzazione geologica del sito e nulla potrà dettare in termini di tipologia, ubicazione e modalità investigativa per la formulazione del Modello Geotecnico del sito appannaggio, anche in questo caso, del progettista.
Considerazioni.
Fermo restante il fatto che non è mia intenzione riaprire la vecchia querelle tra geologi ed altri tecnici (i.e. ingegneri) sulla competenza geotecnica, poichè il Geologo, a mio avviso, può fare molto di più della oramai classica consulenza in materia squisitamente edile, debbo rilevare che il testo di legge citato ci estromette di fatto da un settore che è stato in passato di competenza squisitamente geologica (parlo della pianificazione dell'indagine e dell'interpretazione del dato, non della sua utilizzazione geotecnica) e che ha dato lustro alla nostra figura professionale, consegnandolo a figure che potrebbero non avere alcuna competenza per gestirlo (gli ingegneri non sono sempre Civili o Geotecnici e non mi risulta che gli Architetti o i Geometri acquisiscano competenze in materia geotecnica).
Vi chiedo: a vostro avviso a che cosa si deve tutto ciò?
Mi direte: ovviamente è da ascriversi al peso politico che altri ordini professionali hanno acquisito.
Bene, ma il peso è funzione del numero degli iscritti, e quindi della possibilità di supportare in maniere efficace le istanze nelle opportune sedi....
Allora non capisco: abbiamo poco peso (numerico) e poca visibilità in ambito nazionale..... e la soluzione (una delle soluzioni) che troviamo, probabilmente per aumentare la nostra credibilità professionale, è quella di rendere obbligatorio l'APC, con la paventata possibilità di ridurre il numero d'iscritti?
Ripeto: non capisco tutto ciò cui prodest...
Concordo con la spinta etica di garantire alla società professionisti super-competenti e super-aggiornati, ma si potrebbe arrivare al paradosso che i pochi "scienziati" rimasti non avrebbero alcuna applicabilità, in quanto durante il loro corso (corsa?) formativo qualcun altro, più concreto e rappresentato, potrebbe aver provveduto a far emanare leggi limitative dell'applicazioone della professione geologica!
...mi sento un po' spiazzato....forse mi sfugge qualcosa?
Saluti a tutti.