rispondo a agli ultimi post:

m_geo:
Non me la sono mica presa con tutti i professionisti, ci mancherebbe. Me la sono presa con quelli che fanno i discorsi che ho riportato e che fortunatamente non corrispondono a tutta la categoria, sebbene non siano proprio quattro gatti.
Chi dal 2005 ad oggi non si è degnato di leggere le NTC non può essere definito come aggiornato, a meno che per aggiornato non si intenda la semplice conoscenza dell'esistenza delle NTC, il che significherebbe che ognuno di noi è un fisico solo per la conoscenza che e=mc^2.

antonio:
le NTC erano solo un esempio attuale...
secondo me hanno torto perchè proroghe o no (che, è vero, possono tranquillamente annientare l'interesse) ad un certo punto a quelle benedette o maledette norme bisogna pur dare un'occhiata se si vuol essere al passo con i tempi. Se in 3 anni non sono riusciti a leggere quattro capitoli mi chiedo che tipo di aggiornamento possiamo sperare facciano autonomamente.

vito:
Non mi dilungo sulle competenze perchè fa fede il DPR 328/2001 e questo è sufficiente.
Per quanto riguarda il peso politico è chiaro che i numeri sono una forza da spendere. Ma questo può esser vero fino ad un certo punto. Il peso si raggiunge anche con la qualità perseguibile attraverso standard nuovi comprensivi di una maggiore quantificazione dei problemi, ovvero maggiore progettualità, da associare alle più classiche risposte qualitative. E' attraverso la percezione che si da all'esterno che si acquista consenso. Se si vedono in giro relazioni che ti dicono che dove devi fare un box una volta c'era la tetide siamo punto e a capo. Se c'è già chi alza bandiera bianca dicendo che degli aspetti sismici delle NTC non se ne occuperà tranne nel fornire la categoria di suolo siamo punto e a capo perchè non si rende conto che senza alcuni parametri avrà problemi a sviluppare altre cose. La mentalità è sempre stata quella del geologo che deve fare solo il geologo, ripiegandosi su se stesso. Maggiore visibilità la si ottiene anche avendo un sempre maggiore numero di geologi che fanno altro (acustica, sicurezza, rilievi...) perchè vuol dire avere in prospettiva colleghi introdotti nei posti più diversi. Purtroppo in passato non si è dato peso ad attività da svolgere in parallelo a quella del geologo puro. Ora i più giovani, con mentalità differente, devono fare il salto di qualità che richiede il mercato, ma senza l'appoggio (nemmeno spirituale) dei più anziani, facendo fatica a far passare l'idea che il geologo è un professionista molto più tecnologico-progettuale di quel che si pensi. I computer ed i software esistevano anche dieci anni fa, altri li hanno usati, tanti di noi li hanno solo guardati perdendo il treno dell'innovazione tecnologica ma rivendicando al contempo un ruolo più che tecnico, così si è creato un dislivello tecnologico fra noi e altri professionisti ed un buco generazionale fra giovani geologi e meno giovani, che però continuano ovviamente ad avere più lavori con relazioni (che sono pubblicità verso l'esterno) che ricalcano modelli e mentalità da rinnovare. Se ci mettiamo anche un'università scollegata (almeno fino a qualche tempo fa) dalla professione la frittata è fatta e solo la forza dei singoli può oggi determinare i mutamenti necessari.

saluti

Ultima modifica di Kep; 16/09/2008 14:56.