Sono stupito che certi pseudo ragionamenti fatti con il piffero ( tanto per usare un eufemismo, visto che sei una ragazza e siamo in pubblico) siano giunti dalla nebbiosa Valle Padana sino alla solatia Sardegna.
Mi fa piacere vedere, cara Collega, che il piffero non ti ha incantato, come i bambini della famosa favola ed hai reagito prima e chiesto aiuto poi, giustamente indignata.
Davanti alle "dotte" disquisizioni sui due tipi di relazioni geotecniche, io ho sempre chiesto quando mai i geometri, i periti agrari, i periti edili, etc. abbiano studiato geotecnica.
Esibiscano i programmi scolastici e quelli dell'esame di Stato, i libri di testo adottati nei loro Istituti dopo di che se ne parlerà, altrimenti tacciano perchè ne va quanto meno della loro dignità professionale e della loro deontologia e, non insistano più di tanto, può essere compromessa anche l’integrità della loro fedina penale perchè in Italia è un reato l'esercizio di una professione per la quale non si è abilitati con tanto di esame di stato !
Diverso è il discorso nei confronti degli ingegneri perchè tutti sostengono l'esame di scienze delle costruzioni, che comprende anche elementi di geotecnica, più o meno approfonditi, in base all'indirizzo ,per cui con loro purtroppo occorre mandare giù il rospo .
Per quanto concerne l'esame delle relazioni in Commissione Edilizia si chiede a chi si oppone, d’indicare con quale altra funzione il Legislatore abbia inserito il Geologo in tale organismo.
Piacerebbe a tanti che il nostro ruolo fosse quello della bella statuina, in particolare dell'asinello del presepio, oltretutto quello sardo è anche poco ingombrante, su cui però alla prima occasione riversare pesanti responsabilità.
Si deve chiedere poi a questi Commissari che grado di sicurezza possano avere gli edifici in cui la portanza del terreno di fondazione e l’interazione struttura terreno siano state calcolate da persone con una preparazione non “certificata”
Sicuramente risponderanno che gli edifici sono comunque sicuri perchè le fondazioni sono sovradimensionate.
A questo punto se il geologo ha mantenuto la pazienza (io in genere sono già rovente) incalza l’interlocutore chiedendo quanti milioni si sono in questo modo sperperati e gli fa presente (perchè non lo sa ) che il sovradimensionare le fondazioni a caso, non è vero che aumenti il grado di sicurezza.
Nella diatriba si possono citare i sacri testi ma in genere si viene accusati di saccenza e poi non sanno nemmeno che esistono ( un vecchio ingegnere, tanti anni fa, mi citava le Rocce dell’Artini !!).
Molto meglio è indicare la ricchissima casistica esistente circa edifici lesionati in conseguenza di minime variazioni d'umidità del sottosuolo o di appena percettibili sollecitazioni sismiche e passare al contrattacco citando, con esempi specifici, il conseguente contenzioso legale ed è questo un punto difficile perchè ovviamente i panni sporchi vangono lavati abitualmente in casa ( una strada può essere quella di avere notizie da colleghi anziani che svolgono consulenze in tribunale).
Se le argomentazioni a noi contrarie sono sostenute dal tecnico comunale ci si rivolge al consigliere comunale di minoranza dotato di maggior grinta (fornendogli le argomentazioni sopra indicate) perchè con una interpellanza (con risposta scritta) chieda all'Assessore competente se risponde al vero un tale comportamento del tecnico comunale e quali provvedimenti intende adottare a tutela della pubblica incolumità, o quanto meno, per impedire inutili sperperi ai danni degli ignari cittadini ( che dovrebbe invece tutelare).
L’importante è che tutte le sragionate siano state messe a verbale, firmate e sottoscritte dai presenti perchè “scritta menante ditta volant”
In genere a questo punto il tecnico comunale toglie il saluto (non è che poi se ne senta più di tanto la mancanza), ma si allinea ai dettami della legge e capisce che l’Italia è ancora uno Stato di diritto e che non vale la pena rischiare ulteriormente per una questione che per lui non è nemmeno di bottega .
Cara Collega in tanti anni di “trincea” come libero professionista e come geologo pubblico dipendente (per anni in regione sono stato addetto al consolidamento e trasferimento abitati ed ai pronti interventi, tant’è che ho scritto anche il libro Geologia d’urgenza nelle calamità naturali .- Edizioni Geo-Graph - di cui vado molto fiero ) ho visto parecchi di questi personaggi prima o poi trovarsi in forti difficoltà a causa dei loro comportamenti irresponsabili ed illegali perchè usano per metodo il sistema di non rispettare anche le altre normative però sta pur certa che “ tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino “
Tieni duro perchè la geologia professionale ha fatto tanta strada, ma ne deve fare ancora un pò per affermarsi definitivamente al pari di tutte le altre professioni.
Nel frattempo arrota le unghie ed i denti.
I miei in questi 38 anni di professione a forza di aguzzarli si sono trasformati in artigli e zanne, queste ultime da fare invidia ad un susirbone .
Ciao e coraggio !