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Un ottima idea per elevare la qualità del nostro lavoro professionale potrebbe essere la definizione di standard di qualità così come proposto dall'OR Molise e dall'OR Lazio http://www.geologilazio.org/professione/standard.asppotrebbe essere un ottimo punto di partenza !! che ne pensate ??
Ultima modifica di cascone; 24/09/2008 17:22.
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui" (Ezra Pound)
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Direi interessante. La strada è un po' quella degli standard, con relativa certificazione. E' possibile, ad es., affermare dei aver eseguito un determinato tipo di lavoro professionale seguendo lo standard xyz. Certo che la cosa è quanto mai complessa: tali standard, infatti, devono tenere conto delle leggi statali, regionali, provinciali e comunali, per cui in realtà poi si trova ad avere - per uno stesso lavoro professionale - centinaia di iter differenti. A questo vanno aggiunti, a mio avviso, anche gli standard tecnici (ASTM, norme AGI, BS, ecc.). Credo comunque che sia una strada percorribile. Mi piacerebbe conoscere gli standard di riferimento negli altri paesi europoei.
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Anche io sono fiducioso nel percorrere questa strada, forse quella più adatta per elevare effettivamente la qualità del lavoro, non certo l'APC. D'altronde quella dell'adozione degli standard è una proposta contenuta nel documento che stiamo per inviare al CNG, per richiedere la modifica del Regolamento.
L'utilità però degli standard sarà reale solo se dall'altra parte della scrivania, ci sarà un tecnico in grado (e sopratutto voglia, perché non è obbligato da nessuno) di valutare il nostro lavoro. Tale valutazione sarà resa più facile se questo tecnico (quasi sempre un non-geologo) andrà a confrontare la relazione geologica con quanto prescritto dallo standard stesso. A tale proposito, con il nostro consigliere provinciale, si è pensato di fare "promozione" di questo strumento presso gli uffici preposti, in modo da spiegarlo e sensibilizzare gli addetti ai lavori. Parecchi colleghi si sono proposti volontariamente a girare per uffici ad illustrare gli stessi standard. Ovviamente se il tecnico comunale o chicchessia, deciderà di ignorarli, allora tutto questo sarà inutile. Sono però abbastanza fiducioso. E poi, come al solito, molto dipenderà dal comportamento di tutti i colleghi.
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Molto insoddisfatto e deluso!
La colonna da ridefinire completamente e la terza, le altre sono accettabili.
Approvo la volontà del Consiglio del Lazio di affrontare il tema, tuttavia la logica del documento non mira alla definizione di standards concettuali, cioè di metodologia reale del documento geologico, ma ad un mero elenco di elaborati da consegnare con pochissima enfasi sugli obiettivi del documento stesso, che farà altro professionista (progettista forse). La strada da prendere, invece, sarebbe quella di indicare i passi concettuali che caratterizzano un documento geologico. Questo chiarirebbe le idee ai colleghi confusi e che non sanno come riempire il documento geologico. Lo standard deve essere concettuale e non in base all’esistenza nel documento del, ad esempio, profilo geologico.
Il documento sembra essere l’espressione di un gruppo di burocrati che tenta di incasellare il lavoro INTELLETTUALE del professionista geologo. Secondo la logica burocratica del documento, il compito del geologo viene inquadrato in buono standard se VENGONO RIEMPITE LE CASELLE.
QUESTO E' MOLTO LIMITATIVO ED OFFENSIVO DEL GEOLOGO.
Innanzi tutto i panni sporchi si lavano in famiglia e non si invia il documento a tutti quei destinatari, perchè la reazione soprattutto degli altri Ordini è una risata e la conferma delle nostre debolezze.
NEL MERITO: Gli standard 1,2 e 3 sembrano eccessivamente sovradimensionati e inadeguati. Gli altri sono lo scopiazzamento dell'indice di buoni progetti esistenti. Questo perché valgono regole diverse quando la geologia è a corredo di progetti (grandi opere) o di piccole "faccende" (opere puntuali).
Abolirei la terza colonna completamente, sostituendola con dei principi generali. La scelta delle cose da fare e presentare in una relazione geologica dipendono da una valutazione preliminare e determinante: individuazione dell'ambiente fisico del sottosuolo e superficiale che viene influenzato dal progetto. In relazione a questa individuazione preliminare, sarà il geologo a procedere con tutti gli strumenti che ritiene opportuni per il raggiungimento della sua attività, che OVVIAMENTE DEVE ESSERE CHIARA. Le fasi successive sono la caratterizzazione dell'ambito e le valutazioni sull'opera.
Riassumendo le fasi di compilazione di un documento geologico: 1. INDIVIDUAZIONE ZONA INFLUENZA (superficiale e sotterranea) 2. CARATTERIZZAZIONE 3. VALUTAZIONE
Il documento dei nostri burocrati dovrebbe trattare (terza colonna) come arrivare a definire il primo punto. Proprio in questa fase si commettono gli errori più clamorosi. Il resto, ossia tutto l'elenco dei documenti ed elaborati da produrre, verrà da se se il concetto è chiaro.
Secondo me, sono questi 3 punti sopra citati che QUALIFICANO il documento del geologo e non il desiderio represso di far vedere che noi sappiamo COLORARE delle carte o localizzare un punto sul CTR. Con questo approccio entriamo in sintonia col progetto e non lasciamo le valutazioni ad altri, che giustamente così se ne appropriano.
Ripeto, questo documento dell'Ordine del Lazio è una risposta BUROCRATICA che tenta di elevarsi a livello professionale sfogando frustrazioni nel riempire delle caselle! Non va bene.
Il documento DEVE essere corretto prima che combini guai uscendo allo scoperto.
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invito tutti i colleghi a inviare i commenti all'Ordine del Lazio, considerando quanto da me scritto sopra essendo consapevole che l'UNICO STANDARD possibile è il raggiungimento di valutazioni geologiche oggettive funzionali al progetto. Se il documento geologico raggiunge questo obbiettivo, avrà caratteristiche di ottima qualità.
Certamente l'Ordine NON può valutare fuori standard un documento che raggiunge l'obbiettivo, ma non include tutti gli elaborati indicati e quasi prescritti (essendo documento inviato agli enti).
Piuttosto mi sembra che il documento sia stato pensato da funzionari burocrati pubblici che poco si soffermano sulla sostanza del documento (valutazioni geologiche), ma sulla sua presentazione.
Non è possibile dare patente di qualità ad un Organo professionale, piuttosto che all'Università ad esempio, che per sua natura non è selezionato in base a meriti professionali od accademici, ma solamente per elezione (conoscenza di maggior numero di persone per le funzione che svolgono).
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Alcuni tavoli di lavoro per la definizione degli standard erano iniziati anche in Piemonte un anno fa circa...poi dopo 3-4 incontri non se ne è fatto più niente ma varrebbe la pena ricominciare a lavorarci visto che anche dalle altre regioni arrivano dei feedback positivi in merito. Domande... Ma creare degli standards vuol dire anche darsi la zappa sui piedi?? Gonfiare a sproposito il proprio lavoro anche se non richiesto espressamente dagli enti e non riuscire a farselo pagare il giusto?? (più lavoro=stessi soldi)?? Chi controlla che le relazioni rispettino gli standards negli enti??
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...sarebbe meglio non lavorarci affatto se l'impostazione è come quella del lazio. Le tabelle di standard di lavoro IMPOSTE dall'alto sono una pessima iniziativa per la categoria di laureati. Screditano quello che c'è di buono.
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Per conto mio seguo già, da sempre uno standard simile, però debbo ammettere che la cartografia non la faccio io ma mi appoggio a quelle esitenti segnalando con dei callout, le cose significative per creare il modello.
Anzi noto che tali standard sono un po carenti per quanto riguarda la risposta simica locale.
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sei carente allora!!! Per lo standard 1, ad esempio, se si tratta di una recinzione, dovrai produrre sezioni e cartografia geologica, oltre a tutto il resto. Valore dell'opera di recinzione=3000 euro Costo della prestazione geologica standard1 (soprall., D.L. indag., relazione) =1800 Indagini geognostiche pozzetto= 800
La conclusione a voi.
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una volta tanto sono d'accordo con m_geo
In realtà gli standard dovrebbero tener conto, come giustamente fa osservare zamar, anche del rapporto costo dell'opera/costo degli studi geologici a meno di non passare da un estremo all'altro: rapporto 1:1 del rapporto di cui sopra !!
cmq l'OR Lazio ha invitato i propri iscritti a fare osservazioni.
Riposto pertanto la domanda di apertura del thread: perchè non coinvolgere tutti gli OORR ??
credo possa essere un'alternativa all'APC, sicuramente più di sostanza e meno ipocrita.
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