|
0 membri (),
1,370
ospiti, e
6
robot. |
|
Chiave:
Admin,
Mod Globale,
Mod
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2000
Posts: 32
Member
|
OP
Member
Iscritto: Apr 2000
Posts: 32 |
Nella odierna seduta della C.E. comunale di un paese vicino al mio (sono di Nuoro) il geometra ha avuto ancora una volta da ridire sulla richiesta da parte mia delle relazioni geotecniche. A nulla è valso il fatto che io abbia esposto i contenuti del D.M. 11/03/88 e della circolare applicativa, nè il promemoria dell'ordine della Regione Sardegna per i Geologi della C.E. Insisteva sul fatto che il D.M. che aveva lui parlava di due tipi di Relazione Geotecnica e della Relazioe Geologica. 1° TIPO: Relazione Geotecnica delle fondazioni redatta dal progettista (ingegnere, architetto, geometra, perito ecc); 2° TIPO: Relazione Geotecnica redatta da ingegnere geotecnico o da geolgo; RELAZIONE GEOLOGICA: questa finalmete di sola competenza del geologo. Pare che avesse trovato queste cose sul sito dell'ordine dei geolgoi della Toscana e quindi ho potuto verificare di persona che è effettivamente così. A questo punto mi chiedo, che senso ha tutto ciò? perchè aggiungere caos al caos? e poi perchè si parla di qualcosa che non è contemplato nel D.M. e nella Circolare Applicativa? Io capisco la differenza fra queste due relazioni, ma sarà difficile far capire quale delle due si chiede venga allegata al progetto, soprattutto quando si ha a che fare con ambienti in cui non si capisce nè si vede la necessità di fare certe cose. Considerate che è la prima volta che nel Comune in questione è presente il geologo in C.E. e quindi è abbastanza difficile lavorare come si deve. Altro quesito: perchè la Relazione geotecnica (quella vera di TIPO 2°) non viene allegata al progetto e fatta passare in C.E.? e perchè non si può entrare nel merito di come è stata redatta e respingerla se non contiene tutte le indicazioni come da D.M.? Questo mi capita sia nella suddetta C.E. sia nella C.E. comunale della mia città. Sarei grata se qualcuno potesse darmi delle spiegazioni. Grazie in anticipo Alessandra
|
|
|
|
|
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1
Member
|
Member
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1 |
Sono stupito che certi pseudo ragionamenti fatti con il piffero ( tanto per usare un eufemismo, visto che sei una ragazza e siamo in pubblico) siano giunti dalla nebbiosa Valle Padana sino alla solatia Sardegna. Mi fa piacere vedere, cara Collega, che il piffero non ti ha incantato, come i bambini della famosa favola ed hai reagito prima e chiesto aiuto poi, giustamente indignata. Davanti alle "dotte" disquisizioni sui due tipi di relazioni geotecniche, io ho sempre chiesto quando mai i geometri, i periti agrari, i periti edili, etc. abbiano studiato geotecnica. Esibiscano i programmi scolastici e quelli dell'esame di Stato, i libri di testo adottati nei loro Istituti dopo di che se ne parlerà, altrimenti tacciano perchè ne va quanto meno della loro dignità professionale e della loro deontologia e, non insistano più di tanto, può essere compromessa anche l’integrità della loro fedina penale perchè in Italia è un reato l'esercizio di una professione per la quale non si è abilitati con tanto di esame di stato ! Diverso è il discorso nei confronti degli ingegneri perchè tutti sostengono l'esame di scienze delle costruzioni, che comprende anche elementi di geotecnica, più o meno approfonditi, in base all'indirizzo ,per cui con loro purtroppo occorre mandare giù il rospo . Per quanto concerne l'esame delle relazioni in Commissione Edilizia si chiede a chi si oppone, d’indicare con quale altra funzione il Legislatore abbia inserito il Geologo in tale organismo. Piacerebbe a tanti che il nostro ruolo fosse quello della bella statuina, in particolare dell'asinello del presepio, oltretutto quello sardo è anche poco ingombrante, su cui però alla prima occasione riversare pesanti responsabilità. Si deve chiedere poi a questi Commissari che grado di sicurezza possano avere gli edifici in cui la portanza del terreno di fondazione e l’interazione struttura terreno siano state calcolate da persone con una preparazione non “certificata” Sicuramente risponderanno che gli edifici sono comunque sicuri perchè le fondazioni sono sovradimensionate. A questo punto se il geologo ha mantenuto la pazienza (io in genere sono già rovente) incalza l’interlocutore chiedendo quanti milioni si sono in questo modo sperperati e gli fa presente (perchè non lo sa ) che il sovradimensionare le fondazioni a caso, non è vero che aumenti il grado di sicurezza. Nella diatriba si possono citare i sacri testi ma in genere si viene accusati di saccenza e poi non sanno nemmeno che esistono ( un vecchio ingegnere, tanti anni fa, mi citava le Rocce dell’Artini !!). Molto meglio è indicare la ricchissima casistica esistente circa edifici lesionati in conseguenza di minime variazioni d'umidità del sottosuolo o di appena percettibili sollecitazioni sismiche e passare al contrattacco citando, con esempi specifici, il conseguente contenzioso legale ed è questo un punto difficile perchè ovviamente i panni sporchi vangono lavati abitualmente in casa ( una strada può essere quella di avere notizie da colleghi anziani che svolgono consulenze in tribunale). Se le argomentazioni a noi contrarie sono sostenute dal tecnico comunale ci si rivolge al consigliere comunale di minoranza dotato di maggior grinta (fornendogli le argomentazioni sopra indicate) perchè con una interpellanza (con risposta scritta) chieda all'Assessore competente se risponde al vero un tale comportamento del tecnico comunale e quali provvedimenti intende adottare a tutela della pubblica incolumità, o quanto meno, per impedire inutili sperperi ai danni degli ignari cittadini ( che dovrebbe invece tutelare). L’importante è che tutte le sragionate siano state messe a verbale, firmate e sottoscritte dai presenti perchè “scritta menante ditta volant” In genere a questo punto il tecnico comunale toglie il saluto (non è che poi se ne senta più di tanto la mancanza), ma si allinea ai dettami della legge e capisce che l’Italia è ancora uno Stato di diritto e che non vale la pena rischiare ulteriormente per una questione che per lui non è nemmeno di bottega . Cara Collega in tanti anni di “trincea” come libero professionista e come geologo pubblico dipendente (per anni in regione sono stato addetto al consolidamento e trasferimento abitati ed ai pronti interventi, tant’è che ho scritto anche il libro Geologia d’urgenza nelle calamità naturali .- Edizioni Geo-Graph - di cui vado molto fiero ) ho visto parecchi di questi personaggi prima o poi trovarsi in forti difficoltà a causa dei loro comportamenti irresponsabili ed illegali perchè usano per metodo il sistema di non rispettare anche le altre normative però sta pur certa che “ tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino “ Tieni duro perchè la geologia professionale ha fatto tanta strada, ma ne deve fare ancora un pò per affermarsi definitivamente al pari di tutte le altre professioni. Nel frattempo arrota le unghie ed i denti. I miei in questi 38 anni di professione a forza di aguzzarli si sono trasformati in artigli e zanne, queste ultime da fare invidia ad un susirbone . Ciao e coraggio !
|
|
|
|
|
Iscritto: Apr 2000
Posts: 149
Member
|
Member
Iscritto: Apr 2000
Posts: 149 |
Colgo l'occasione per salutare la "Ale" e..tieni duro..in C.E. è una guerra.. ma soprattutto fai mettere sempre a verbale ogni parola.. che provino a motivare e non solo a parole ma con precisi riferimenti alla Leggi Vigenti le loro posizioni, una copia firmata seduta stante a Te (subito, non poi o domani) giusto rivolgersi all'Assessore (se disponibile( o al Consigliere di Minoranza, e se insistono una raccomandata a: Illustrissimo Sig. Procuratore della Repubblica di ... Le scrivo per portare a sua conoscenza quanto segue.. ecc.. la presente costituisce una tto dovuto per la comunicazione all'Autorità Giudiziaria competente affinchè possa accertare l'eventuale esistenza delle Ipotesi di Reato Distinti saluti.. Copia per conoscenza al Sindaco e, con poco più di 10.000 £ hai piazzato la bomba e accesa la miccia.. non ti leveranno solo il saluto.. ma se c'è del marcio di solito ti proporranno qualche importante incarico professionale.. Salutoni GB
|
|
|
|
|
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1
Member
|
Member
Iscritto: Sep 2000
Posts: 2,078 Mi piace: 1 |
Il Collega conclude: a estremi mali si ricorra a estremi rimedi ! Però quali conseguenze deve aspettare chi ricorre a questi rimedi ? Verrà indicato quanto meno come il maggior rompiscatole della regione, da evitare come la peste bubbonica o il colera !. Anche se l'Ordine lo inserirà in altre terne per le C.E., quale Giunta Comunale sceglierà un simile personaggio ? Il consiglio del Collega può essere seguito solo da chi ha la vocazione del Martire o se preferite del Camicase ! Essendo sempre antipatico che il Geologo della C.E. apra un contenzioso con l' Amministrazione che lo ha scelto ritengo che si debba ricorrere all'Ordine Regionale che è preposto alla difesa della professione per legge oppure al Difensore Civico per neutralizzare e demolire definitivamente i comportamenti tesi a non applicare il D.M. 31.03.1988. All’Ordine compete per legge difendere la professione dalle inadempienze delle Amministrazioni Comunali denunciado queste all’ordinamento giudiziario. Ai singoli geologi compete invece segnalare e documentare all’Ordine le inadempienze stesse. In caso d'inerzia dell'Ordine, occorre ricordarsene al momento del rinnovo del Consiglio !!!. Se volete proprio agire in prima persona potete ricorrete al Difensore Civico dove i Comuni e le Amministrazioni Provinciali hanno istituito questa figura. Dove i comuni non hanno provveduto, ha provveduto la Regione con il difensore Civico Regionale. Sotto il profilo del diritto un Decreto Ministeriale va applicato senza tante discussioni anche e soprattutto se le norme del P.R.G. non lo prevedono (è questa una delle tante argomentazioni addotte per non applicarlo). Il ricorso al Difensore civico non costa nulla, risponde quasi sempre in tempi fulminei per un ufficio pubblico (al massimo un paio di mesi), chiede sempre conferma al comune se corrisponde al vero che il D.M. non viene applicato e ne chiede inoltre il perchè e poi risponde invitando ad applicarlo, dando comunicazione di tale decisione anche a chi a Lui si è rivolto. Peccato che i suoi pareri non siano cogenti ! Costituiscono però un notevole deterrente psicologico su chi per dovere d'ufficio deve applicare e fare applicare la normativa. Questi dopo il parere del Difensore Civico (che in genere nei grandi comuni e nelle regioni è un alto magistrato in pensione) si rende conto che se qualcuno lo chiama a rispondere del suo operato si trova a mal partito non potendo più, nel caso in cui venga chiamato a rispondere del suo operato in sede giudiziaria, giustificarsi appellandosi alla ignoranza della legge o alla sua carente cultura giuridica (che comunque non vale per scagionarlo o al massimo può valere come attenuante generica). Insisto ricordando che nulla deve restare intentato in questa "guerra santa" perchè la non applicazione del D.M. danneggia prima di tutto la collettività sia sotto il profilo della sicurezza dei fabbricati che sotto il profilo dello sperpero economico perché le fondazioni (state pur certi) vengono sovradimensionate nella erronea convinzione che così facendo si raggiunga la sicurezza (così con un grano prendono....due granchi !!). Bisogna addurre queste argomentazioni sottolineando il fatto che ci si impegna per il bene della Collettività comunale e non solo per gli interessi di una categoria (senz'altro più che legittimi) per non essere accusati di corporativismo (termine che in certe regioni nel politichese è un termine dispregiativo) !
|
|
|
Link Copiato negli Appunti
|
Forum34
Discussioni21,099
Post147,911
Membri18,179
| |
Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
|
|
|
|