Il Collega conclude: a estremi mali si ricorra a estremi rimedi !
Però quali conseguenze deve aspettare chi ricorre a questi rimedi ?
Verrà indicato quanto meno come il maggior rompiscatole della regione, da evitare come la peste bubbonica o il colera !.
Anche se l'Ordine lo inserirà in altre terne per le C.E., quale Giunta Comunale sceglierà un simile personaggio ?
Il consiglio del Collega può essere seguito solo da chi ha la vocazione del Martire o se preferite del Camicase !
Essendo sempre antipatico che il Geologo della C.E. apra un contenzioso con l' Amministrazione che lo ha scelto ritengo che si debba ricorrere all'Ordine Regionale che è preposto alla difesa della professione per legge oppure al Difensore Civico per neutralizzare e demolire definitivamente i comportamenti tesi a non applicare il D.M. 31.03.1988.
All’Ordine compete per legge difendere la professione dalle inadempienze delle Amministrazioni Comunali denunciado queste all’ordinamento giudiziario. Ai singoli geologi compete invece segnalare e documentare all’Ordine le inadempienze stesse.
In caso d'inerzia dell'Ordine, occorre ricordarsene al momento del rinnovo del Consiglio !!!.
Se volete proprio agire in prima persona potete ricorrete al Difensore Civico dove i Comuni e le Amministrazioni Provinciali hanno istituito questa figura.
Dove i comuni non hanno provveduto, ha provveduto la Regione con il difensore Civico Regionale.
Sotto il profilo del diritto un Decreto Ministeriale va applicato senza tante discussioni anche e soprattutto se le norme del P.R.G. non lo prevedono (è questa una delle tante argomentazioni addotte per non applicarlo).
Il ricorso al Difensore civico non costa nulla, risponde quasi sempre in tempi fulminei per un ufficio pubblico (al massimo un paio di mesi), chiede sempre conferma al comune se corrisponde al vero che il D.M. non viene applicato e ne chiede inoltre il perchè e poi risponde invitando ad applicarlo, dando comunicazione di tale decisione anche a chi a Lui si è rivolto.
Peccato che i suoi pareri non siano cogenti !
Costituiscono però un notevole deterrente psicologico su chi per dovere d'ufficio deve applicare e fare applicare la normativa.
Questi dopo il parere del Difensore Civico (che in genere nei grandi comuni e nelle regioni è un alto magistrato in pensione) si rende conto che se qualcuno lo chiama a rispondere del suo operato si trova a mal partito non potendo più, nel caso in cui venga chiamato a rispondere del suo operato in sede giudiziaria, giustificarsi appellandosi alla ignoranza della legge o alla sua carente cultura giuridica (che comunque non vale per scagionarlo o al massimo può valere come attenuante generica).
Insisto ricordando che nulla deve restare intentato in questa "guerra santa" perchè la non applicazione del D.M. danneggia prima di tutto la collettività sia sotto il profilo della sicurezza dei fabbricati che sotto il profilo dello sperpero economico perché le fondazioni (state pur certi) vengono sovradimensionate nella erronea convinzione che così facendo si raggiunga la sicurezza (così con un grano prendono....due granchi !!).
Bisogna addurre queste argomentazioni sottolineando il fatto che ci si impegna per il bene della Collettività comunale e non solo per gli interessi di una categoria (senz'altro più che legittimi) per non essere accusati di corporativismo (termine che in certe regioni nel politichese è un termine dispregiativo) !