Molto insoddisfatto e deluso!

La colonna da ridefinire completamente e la terza, le altre sono accettabili.

Approvo la volontà del Consiglio del Lazio di affrontare il tema, tuttavia la logica del documento non mira alla definizione di standards concettuali, cioè di metodologia reale del documento geologico, ma ad un mero elenco di elaborati da consegnare con pochissima enfasi sugli obiettivi del documento stesso, che farà altro professionista (progettista forse).
La strada da prendere, invece, sarebbe quella di indicare i passi concettuali che caratterizzano un documento geologico. Questo chiarirebbe le idee ai colleghi confusi e che non sanno come riempire il documento geologico. Lo standard deve essere concettuale e non in base all’esistenza nel documento del, ad esempio, profilo geologico.

Il documento sembra essere l’espressione di un gruppo di burocrati che tenta di incasellare il lavoro INTELLETTUALE del professionista geologo. Secondo la logica burocratica del documento, il compito del geologo viene inquadrato in buono standard se VENGONO RIEMPITE LE CASELLE.

QUESTO E' MOLTO LIMITATIVO ED OFFENSIVO DEL GEOLOGO.

Innanzi tutto i panni sporchi si lavano in famiglia e non si invia il documento a tutti quei destinatari, perchè la reazione soprattutto degli altri Ordini è una risata e la conferma delle nostre debolezze.

NEL MERITO:
Gli standard 1,2 e 3 sembrano eccessivamente sovradimensionati e inadeguati. Gli altri sono lo scopiazzamento dell'indice di buoni progetti esistenti. Questo perché valgono regole diverse quando la geologia è a corredo di progetti (grandi opere) o di piccole "faccende" (opere puntuali).

Abolirei la terza colonna completamente, sostituendola con dei principi generali. La scelta delle cose da fare e presentare in una relazione geologica dipendono da una valutazione preliminare e determinante: individuazione dell'ambiente fisico del sottosuolo e superficiale che viene influenzato dal progetto. In relazione a questa individuazione preliminare, sarà il geologo a procedere con tutti gli strumenti che ritiene opportuni per il raggiungimento della sua attività, che OVVIAMENTE DEVE ESSERE CHIARA.
Le fasi successive sono la caratterizzazione dell'ambito e le valutazioni sull'opera.

Riassumendo le fasi di compilazione di un documento geologico:
1. INDIVIDUAZIONE ZONA INFLUENZA (superficiale e sotterranea)
2. CARATTERIZZAZIONE
3. VALUTAZIONE

Il documento dei nostri burocrati dovrebbe trattare (terza colonna) come arrivare a definire il primo punto. Proprio in questa fase si commettono gli errori più clamorosi. Il resto, ossia tutto l'elenco dei documenti ed elaborati da produrre, verrà da se se il concetto è chiaro.

Secondo me, sono questi 3 punti sopra citati che QUALIFICANO il documento del geologo e non il desiderio represso di far vedere che noi sappiamo COLORARE delle carte o localizzare un punto sul CTR. Con questo approccio entriamo in sintonia col progetto e non lasciamo le valutazioni ad altri, che giustamente così se ne appropriano.

Ripeto, questo documento dell'Ordine del Lazio è una risposta BUROCRATICA che tenta di elevarsi a livello professionale sfogando frustrazioni nel riempire delle caselle! Non va bene.

Il documento DEVE essere corretto prima che combini guai uscendo allo scoperto.


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