Io come esperienza sono sbarcato in Belgio nel settembre del '95 con una borsa di studio e mi ci trovo ancor oggi.
Ora sono co-fondatore di una società di cartografia e remote sensing, occupandomi prevalentemente di GIS ed interpretazione geologica a scala regionale (nonostante ora stia lavorando in collaborazione con MSF ed ICRC su Banda Aceh per fornire supporto cartografico nelle zone sinistrate dallo Tsunami).
E' vero che si mangia male (parecchio) se siamo abituati agli standard assai elevati italiani (salvo sborsare cifre immonde), come é altrettanto vero che la Regione Wallone ha co-finanziato, con fondi a perdere, la fondazione della società, ci pagano lo stipendio per il 75% e 50% nei primi due anni, le università sono decisamente all'avanguardia rispetto a quella che avevo lasciato tempo addietro, i mezzi tecnologici per apprendere ci sono, si ha tutto l'appoggio necessario per creare spin-off e nuove società, la copertura sociale quassu' é da sogno etc etc.
Cio' non toglie che tanta gente parte per gli States a cercare fortuna.... altri miglior tempo meteo ed esiste un grande tasso di disoccupazione (soprattutto operaio).
Dei geologi che conosco, nessuno si lamenta, tanti lavorano nel settore della prospezione mineraria (ultimo baluardo della geologia belga post coloniale), altri nel settore ambientale, idrogeologia anche se la geotecnica é comunque in mano agli ingenieri.
Ma questa é la situazione locale, in Francia, Germania od altrove la situazione potrebbe ben essere differente; ricordate che l'erba del vicino é sempre piu' verde, quindi diffidate dai miraggi.