E’ da diverso tempo che leggo sul forum frasi che fanno intendere che molti pensano che chi è contro gli APC sia contrario all'aggiornamento professionale continuo. Questo punto di vista è completamente errato e, per certi aspetti, ritengo che sia anche, almeno per alcuni, espresso in malafede.
Adesso veniamo al punto della questione, ossia perché da parte mia, che faccio parte del gruppo di geologi di Viterbo capeggiato da Menghini Antonio che ha iniziato questa azione contro l'organizzazione degli ACP ed in particolare la loro obbligatorietà, c’è anche da aggiungere altri aspetti.
La prima è che non mi piace essere preso per il naso!
Sia come persona che come geologo.
Si, perché mi sembra che tutta questa questione degli APC parta da aria fritta. C'era necessità di una direttiva CEE per scoprire, con tanta enfasi, da parte del nostro Ordine, che un professionista per fare degnamente il proprio lavoro deve aggiornarsi continuamente!!
Il modo in cui ha agito i nostro Ordine ha fatto apparire i geologi.
 una congrega di sfaticati che senza l'imposizione ed il bastone non ha la voglia di fare bene la professione; in quanto per propria spinta al miglioramento non si aggiorna.
 una manica di incapaci, tanto che le nostre capacità professionali sono ormai tanto precarie ed inadeguate che non si aspettava altro che qualcuno tirasse fuori l'ovvio per avere l'illuminazione. Ci vogliono, infatti, propinare la favola che chi non segue corsi, conferenze, convegni e affini, per X ore (50! chissà poi perché? 100 e saremmo più aggiornati, 1000 aggiornatissimi, non è più degno, e/o capace di esercitare la professione.
Se oggi, “Dopo l’illuminazione della direttiva CEE”, questo aggiornamento fosse tanto importante e necessario, da prevedere non solo l'obbligatorietà ma la sospensione dopo 2 anni dalla pratica professionale, fino ad ora come si è fatto?
I geologi non hanno partecipato con la loro professionalità alla realizzazione di gallerie, ponti, dighe, grattacieli ecc.?
Mi sembra di si!
Tanti enormi disgrazie, di casa nostra e di fuori, non sarebbero accadute se si fosse tenuto in debito conto il parere dei geologi.
Basti citare una per tutte il Vajont di cui il 9 c.m. è stato il memoriale dell’immane disastro idrogeologico.
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Altro punto da prendere in considerazione la velocità con cui è stata recepita la direttiva CEE... dove non si legge da nessuna parte l'obbligatorietà e tantomeno che tale aggiornamento deve essere fatto solo attraverso dei corsi.
Ma non esistono più i libri, le pubblicazioni scientifiche, la ricerca personale....
Se l’interesse o il vero scopo che si propone l'Ordine è quello che i suoi iscritti siano aggiornati, perché i resoconti, le dispense etc. dei corsi ritenuti di validità fondamentale e necessari per proseguire l’attività professionale non vengono informatizzati, ed attraverso “La Rete” ogni Ordine provvede alla sua spedizione agli iscritti, o ognuno se li scarica dal sito indicato? D’altra parte a tutti dovrebbe essere chiaro che questi corsi sarebbero ben pochi!!
Se il vero scopo che si propone l'Ordine è quello di aggiornare i suoi iscritti, perché dimostra tanto interesse alla realizzazione e all'obbligatorietà di questi corsi come se fossero la sola fonte di sapere ed aggiornamento?
Onestamente parlando, non si può negare che molti corsi, forse la maggioranza, siano paragonabili a corsi di cultura geologica generale invece che a corsi specialistici di aggiornamento, mentre di altri si potrebbe dire addirittura che con la professione centrano poco o nulla.
Certamente scrivere un libro scientifico aggiornato è un lavoro immane rispetto a quello di preparare una serie di grafici e diapositive da proiettare a colleghi che talvolta dimostrano di saperne più del relatore.
Ma, a quanto pare l'aggiornamento valido per i nostri colleghi eletti da noi, sono solo questi benedetti corsi.
Se poi uno va lì e dorme o sta fuori a chiacchierare per buona parte della relazione chi controlla?
Altra questione che mi sembra innegabile, al di la che ci sia chi possa ritenere che tutta questa strutturazione dell’aggiornamento, detta “ACP”, sia stata fatta in buona fede e chi invece con una certa furbizia, è che questa mette in moto un notevole giro di denaro e tanto più sarà se andrà in porto l'obbligatorietà.
Nei prossimi anni infatti, una volta che sia avallata da tutti noi questa, diciamolo pure, imposizione dall'alto, chi potrà evitare che i prezzi dei corsi levitino verso l'alto?
Nasceranno agenzie di servizi che organizzeranno la logistica, spese di pernottamenti, viaggi...insomma diventerà una buona opportunità di guadagno per chi potrà metterci mano.
Tutto ciò graverà sulle nostre tasche e, oltretutto, passati i primi anni, diverrà un problema trovare corsi nuovi o interessanti, perché al di la di qualche nuova legge, strumentazione e software non mi sembra che ci sia tutto questo fermento di novità fondamentali nella meccanica dei terreni, nella idrogeologia, nel rilevamento geologico e geomorfologico che sono alla base della realtà di lavoro della stragrande maggioranza di noi.
Insomma ci troveremo a dover ripetere corsi già fatti per raggiungere il quorum dei punti premio.
Ognuno è padrone di vederla come vuole, ma mi sembra che in questa organizzazione dell'aggiornamento professionale continuo vi siano forzature per interessi che a ben vedere nel futuro possono portare a chi ci potrà mettere mano buoni affari.
Saluti a tutti.
Eraclio Tozzi 954 Ordine Lazio 53 anni

Il coniglio digrigna i denti…ripeto, il coniglio digrigna i denti.